34:Genoa-Cagliari

Badelji e un Genoa che non muore mai

Autore: 
mashiro

Al minuto 42 del secondo tempo in un crescendo di perdita di tempo Pavoletti va dalla bandierina sotto la Sud.
Li in quel momento il Dio del calcio probabilmente ha deciso che nonostante tutte le brutture viste oggi quando è troppo è troppo.
Un Genoa ordinato e mai domo, trovava la carambola perfetta poco dopo: Melegoni crossa, Destro tenta un tiro a giro rimpallato, dal mischione esce Badelji che con la flemma che lo contraddistingue mette un piazzato all'angolo, non prima di essersela accomodata.
Il giusto premio per averci provato con tutti i limiti di una squadra poco incisiva davanti e solida in difesa solo quando gioca molto coperta.
Non è stato un bel match, più Genoa che Cagliari nei primi 25 minuti e un finale di primo tempo tutto per gli isolani che nei primi minuti della ripresa han messo in difficoltà un Genoa progressivamente più offensivo ma mai realmente pericoloso.
Dal cuore della Nord mentre la tensione diventava delusione mi domandavo perché il Cagliari continuasse a difendere invece di provare a vincerla avendo dimostrato con Joao Pedro, Keita e compagnia di poter fare male in ripartenza al Genoa. E come me lo domandavo io anche il Dio del calcio lo faceva, deciso a punire chi non voleva giocarsela contro una squadra forse meno dotata ma sicuramente decisa a mettere sul campo tutto.
Il resto credo che sia poco da dire una brutta partita, fisica, con i sardi a difendere il pari in un bel 3-5-2 chiuso in cui la fisicità dei difensori rende velleitari i tentavi dei nostri.
Il Genoa con un 4-2-3-1 ordinato e ben organizzato: Amiri, Portanova e Galdames a supporto di Ekuban.
Nel secondo tempo entra subito Destro, poi alla spicciolata Gudmunson, Melegoni e Yeboah.
Ultimo per pochi minuti Hernani al posto di Melegoni in un cambio tattico utile per perdere tempo.
Poche azioni, poco da raccontare nei 90 minuti: un paio di ripartenze mortifere del Cagliari, una conclusa con Ostigard che interviene alla disperata e la difesa che libera a fatica,una conclusa con un geniale fallo e giallo di Frendrup, il ragazzo si farà.
Finisce finalmente in una festa che sa di liberazione per una squadra che sembrava morta e che per occasioni create probabilmente non meritava, ma lo meritava per voglia ed atteggiamento.
La Nord tesa ma mai doma come i suoi guerrieri, tributa il giusto omaggio, passa la tachicardia e tra 5 giorni sarà di nuovo battaglia.
Nota di cronaca il saluto sempre affettuoso all'ex Presidente dopo le dichiarazioni settimanali quanto mai inopportune.
Per qualità gli insufficienti sarebbero parecchi, Blessin lascia perplessi nelle scelte, ma la vittoria e l'impegno rendono difficile ogni giudizio oggettivo.
Godiamoci i 3 punti e questo doppio 25 Aprile di liberazione dai nazifascisti e da Preziosi.
Ora non resta che gettare il cuore oltre l'ostacolo, comunque vada sarà un successo.