31:Verona-Genoa

NELL'ARENA DEL CALCIO GLADIATORI E LEONI

Autore: 
edoardo777

Genoa-Verona segnò l'esordio della nuova proprietà americana in un Ferraris gremito anche per l'iniziativa di distribuire biglietti gratis.
Un'inutile operazione di captatio benevolentiae da parte di chi non conosceva la tempra dei tifosi genoani, che oggi hanno riempito lo stadio di Verona, sobbarcandosi una disagevole trasferta in giorno feriale e in orario infame. E non certamente gratis.
 
Meglio avrebbero fatto, come misura popolare, a togliere di mezzo Preziosi e a chiudere il rapporto con la cricca milanista. Sarebbe stato un regalo davvero gradito, ma i tempi evidentemente non erano maturi.

 
Per inciso, quel Genoa-Verona fu anche la partita in cui i Grifoni andarono più vicino alla vittoria casalinga, bissando Cagliari anche nell'andamento: il patibolo dello 0-2 e la rimonta esaltante fino al 3-2, vanificata a tempo scaduto da una bambola generale della difesa, l'è tua l'è mia, che favorì il pareggio di Kalinic.
Con quella vittoria sfumata inopinatamente sarebbero cambiate molte cose e si sarebbe certamente arrivati a Natale senza l'intermezzo ucraino.
 
Oggi un Genoa molto diverso da allora, molto più giovane, molto più motivato e molto più consapevole, è sceso nell'arena del Verona per vendere cara la pelle e rimanere aggrappato alla speranza.
 
Privo di Ostigard e di Bani, l'imbattuto Blessin sposta Vasquez (6) al centro della difesa e a sinistra schiera Frendrup (6).
Davanti Destro (5) punta unica con Portanova (5,5), Melegoni (6) e Gudmundson (5) a sostegno.
Rinviata ad altra data la resurrezione del capitano Criscito e confermato Melegoni come controfigura di Amiri (5,5).
 
Al Verona manca Barak, ma mette in campo la solita grinta leonina che, dall'arrivo di Tudor, ne fa un team da alta classifica.
Il Genoa dà l'impressione di venire travolto. Ammonizione di Sturaro (5) dopo 2 minuti (ma quando la finiranno questi arbitri "itagliani" di condizionare le partite con cartellini a gogo?) e dopo 5 soli minuti il gol di Simeone, sull'ennesima palla recuperata alta dal Verona con la difesa genoana in uscita.
È un colpo che potrebbe tramortire una squadra aggrappata alla speranza di salvarsi, ma il Genoa non molla.
Intendiamoci, il Verona ci strapazza con un pressing aggressivo impressionante che non lascia ragionare i nostri, colpisce un palo, crea altre due o tre occasioni nitide, ma il Genoa riesce a costruire almeno due palle gol, sprecate da Melegoni e Portanova con tiri parabili e difatti parati.
Emerge il nostro limite ben noto di qualità nei momenti decisivi, quando la grinta non basta, e molte ripartenze vengono sprecate. Invece gli scaligeri mettono in campo maggiore qualità, oltre alla fisicità, e soprattutto due giocatori (Lazovic e Tameze) in grado di alzare il tasso di rendimento di qualsiasi squadra.
 
Nel secondo tempo il Verona cala e passa in modalità controllo, ma mantiene un pressing asfissiante nella sua metà campo.
Blessin sostituisce Sturaro con Galdames (6) e Gudmundson con Yeboah (6).
Poi inserisce Amiri e Piccoli (5,5) per Portanova e Destro e nel finale Ekuban per Melegoni.
La pressione e l'intensità dei nostri chiudono spesso il Verona nella sua area, ma continua a mancare la qualità nell'ultimo passaggio e nella lettura delle palle sporche.
Giganteggia Günther. I pericoli vengono da un'accelerazione di Yeboah sulla destra con cross sprecato da Destro e su un pallone rimpallato da Piccoli verso la rete deviato in corner da Lazovic.
Tanta volontà, ma poco calcio.
 
Il risultato finale interrompe la serie positiva di Blessin, ma il temperamento della squadra ha onorato lo spirito dei Grifoni e non ha deluso gli oltre duemila tifosi in trasferta a Verona.
 
Sul piano del gioco la partita ha rivelato che non si può prescindere da Yeboah, che Galdames porta altro ritmo e altra qualità rispetto a Sturaro, che se a Portanova limiti la fisicità rimane poco altro, che Gudmundson è un giocatore che non mi pare in grado di fare niente di decisivo. Anche su Amiri rimango perplesso.