20:Sassuolo-Genoa

NON BASTA IL TACCO DI DIO

Autore: 
edoardo777

 Non è facile scendere in campo sorpassati dal Cagliari e quindi con l'imperativo di non guardare più gli altri, ma di concentrarsi solo su se stessi.

Tassotti, che ha tenuto la squadra a balia in settimana, decide che Sheva deve schierare il neoarrivato Hefti (6,5) nella 5 di centrocampo e in mezzo sceglie Hernani (6) a completare il reparto accanto a Badelj (6) e Portanova (6). Davanti la soluzione più logica: Ekuban (6) a fianco di Destro (7,5).

Ma più degli uomini scelti conta la mentalità, in particolare la capacità salire, una volta riconquistata palla, senza perdere le distanze.

C'era bisogno della Mano di Dio, e invece è calato dal cielo il Tacco di Destro.

Dopo una genialata di Ekuban, che è riuscito a incartarsi a 5 metri dalla porta, lo stesso Ekuban in mischia dopo un angolo fa filtrare una palla persa, ma Destro la depone con il tacco dolce dolce nella porta di Consigli.

C'era bisogno di un segno divino e l'illuminazione è arrivata grazie a Destro, insieme alla conferma che forse dio non c'è, ma se c'è non è mancino.

Poi, chiaro, la partita è proseguita uguale a se stessa, ma con la non piccola differenza che il palleggio del Sassuolo e la difesa del Genoa si dipanavano in uno scenario su cui campeggiava un insperato 0-1.

Il primo tempo regalava altre conferme: un Hernani che sta riconquistando condizione e che ha ritrovato, quanto meno, movenze da panterone; uno Zinho (7) che possiede qualità superiori e deve solo star bene; ma soprattutto un Hefti (6,5) fisico e attento in difesa e sempre pronto ad accompagnare le sortite offensive con una gamba che rievoca le galoppate di Zappacosta.  

Nel secondo tempo il Sassuolo aumenta il ritmo e il Genoa fa ancora più fatica ad accompagnare le ripartenze, quindi si assiste alla sagra dei calci lunghi che certamente non esaltano Destro.

Inevitabilmente arriva il pareggio. Dispiace solo che succeda per un rimpallo che mette una palla d'oro sul piede di Berardi, che a differenza di Defrel queste occasioni non le manca.

Il Sassuolo prosegue nel suo sterile possesso e la difesa del Genoa si esalta, ben supportata dal filtro di Badelj, di un Portanova che riscatta un primo tempo anonimo e anche di Cambiaso (6), che si sposta a destra per fare posto a Fares (6).

Entrano  anche Pandev, Melegoni, Caicedo e Cassata, senza cambiare di una virgola il copione.

Alla fine ecco il pareggio che tutti avremmo sospirato alla vigilia, ma che lascia un retrogusto amaro per il vantaggio sfumato e soprattutto per il risultato del Cagliari.

Ma si è vista una squadra sicuramente più tosta e motivata. Questa è la strada. Questa deve essere la base da cui ripartire. Il mercato può aggiungere qualità, ma nel calcio italiano la qualità non paga senza un impianto credibile sul piano della grinta e degli equilibri.

Personalmente darei la sufficienza a tutti per l'impegno. Destro, Zinho e Hefti un gradino sopra gli altri.

Sheva (6) ha provato il brivido di trovarsi in vantaggio. Speriamo che succeda spesso.