11:Genoa-Venezia

Bags Storage

Autore: 
Ianna

Il tempo di mettere dentro le ultime cose,la pezzolina e la custodia dei suoi Rayban,il cappello per ripararsi dal freddo,indossare la nuova giacca con 1893 scritto sul braccio e stasera Davide Ballardini,raggiungerà la sua Marina di Ravenna,in compagnia del suo fido scudiero Regno,coperto dalle instacabili note del Mare d'Inverno.
 
La valigia era pronta sotto il letto della sua camera di albergo, e fino ad oggi pomeriggio non si sapeva ancora se l'avrebbe presa o l'avrebbe con un calcetto rispedita più all'interno,per nasconderla fino a chissà quando.
 

Per una famosa e vergognosa Valigia che fu e che ahinoi non ha visto presente oggi il suo mandante ,ve ne è una pronta a cui resta solo da allegare l'etichetta e la città di destinazione. 
 
Nei pensieri dell'Uomo che non ride mai e che non si inventa nulla,ci saranno reciminazioni,attenuanti,censure ma anche un  bel contratto milionario che certamente non lo obbligherà a chiedere il sussidio di disoccupazione.
 
Fossimo portieri d'albergo,lo saluteremo,lo ringrazieremo per tutto quello che ha fatto e lo accompagneremo all'uscita con il più classico degli "Arrivederci e Grazie".
 
Non battere il Venezia,una accozzaglia di giocatori sconosciuti presi alla Findomestic di Marghera la mattina al turno delle 6,conditi con mestieranti del Mestre e forse del Noale,con qualche straniero preso al mercato di Piazza Ferretto in cerca di occupazione giornaliera, toglie,spazza via tutti gli alibi che un allenatore,una squadra potesse avere.
Non ce ne sono più.
Non ne possono più essere se non vinci con i Campioni d'Italia della Vogalonga.
 
Un paio di nomi per "Provare per Credere":
Mazzocchi,Ceccaroni,Haps,Crnigoy,Busio,Tessman,Okereke ed Henry,forse quest'ultimo francese.
Alzi la mano chi li ha mai sentiti nominare prima di oggi, e non pensare che fossero operai edili in cerca di lavoro.
E non ne parliamo delle riserve tra cui Molinaro che avrà minimo 50 anni.
Contro questa Cooperativa dell'Umana di Brugnaro,non aver vinto,anzi rischiando pure nella ripresa di perdere su due colpi di testa,denota non solo la incapacità del Genoa,ma la sua pochezza tecnica e anche caratteriale.
Una squadra che sembra un cannone:
Prepara i colpi, i soldati prendono pure la rincorsa,accendono la miccia e poi sparano in collina o sui piedi.
Il tutto rigorosamente a salve.
 
Ballardini mette in campo la migliore formazione possibile,intesa come uomini e schema,giocando anche benino a tratti grazie alle sovrapposizioni di Cambiaso,alla buona verve di Rovella,ma contro questo Venezia,giocherebbe bene pure la Juve di Allegri.
Putroppo non abbiamo la seconda punta,non abbiamo un giocatore che leghi il gioco tra attacco e centrocampo,uno con un cambio di passo e il passaggio determinante e filtrante.
Ci sarebbe pure,Sturaro,ma perde talmente tanti passi di gioco,è cosi confusionario,che davvero non si spiega come possa essere stato il giocatore più pagato della storia del Genoa nell'era Preziosi,al quale oggi gli saranno fischiati orecchie,saltate gambe e braccia ed esplose le palle al ricordo del peggior gesto tecnico che un Presidente possa aver mai fatto.
Il portiere del Mestre,pardon Venezia,nel primo tempo compie tre paratine nemmeno tanto difficili,ma malgrado la classica supremazia territoriale,il risultato non si sblocca fino all'intervallo,dove in ognuno di noi Genoani,cresce l'insana convinzione poi vana, che un golletto a questi quattro lagunari scappati di casa,anche un Genoa piccolo piccolo lo possa fare.
 
Mister Ray Ban inserisce subito Caicedo per un ormai pensionando Pandev,che se impegnato dall'inizio non può rendere vista la veneranda età fino ad afflosciarsi come un palloncino.
L'ecquadoregno gioca praticamente da fermo,non lo si vede praticamente mai e con Destro uscito per un sospetto stiramento,era come associare nel Pd Renzi a Letta.
Ma se vuoi battere le destre,turandoti naso e buchi superflui,devi farlo.
 
L'uomo di Ravenna mette quindi Ekuban,non avendo nessuno in panchina,ma il giocatore si esibisce in una performace sconcertante,in cui non stoppa un pallone manco fossero granate della guerra in Nagorno Qarabaq.
In più subisce pure l'onta della umiliazione quando il suo allenatore lo sostituisce nel finale con Buksa,la cui luce nei dieci minuti finali,sono i capelli biondo platino.
 
Nel frattempo mentre il Venezia si chiudeva con ordine,inserendo sempre sconosciuti giocatori a scelta dal Burkina Faso e forse dalla Tanzania,Kallon e Tourè subentravano a Gadames e Sturaro,formando un attacco Colored che nemmeno i Redskins hanno mai avuto nella loro franchigia.
Romero indimenticato ex del Doria ,non correva praticamente pericoli,anche perche i nostri eroi dimenticavano l'arte del tiro da fuori, ormai demodè,lasciandosi coinvolgere ed attrarre da passeggetti laterali fini a se stessi,fino allo sfinimento generale e i doverosi,giusti e impietosi fischi finali.
 
La squadra veneta frutto di una memorabile fusione con il Mestre a cui ha concesso un poco di arancione nella sua orribile maglietta seconda solo a quella del Doria, strappa un punticino anche con merito,ma soprattutto per incapacità avversaria in quel che era una volta il fortino di Marassi,dove praticamente non si vince nemmeno contro la mista Dolo Borbiago.
 
Per il Genoa capace di fare un punto con due neopromosse di cosi infimo livello,ci sono solo due consolazioni:
 
La  prima è che è  impossibile continuare a giocare cosi e a non vincere mai
La seconda soprattutto, è che davvero possibile riuscire ancora a salvarsi visto il livello delle altre compagini.
 
Il tempo di Ballardini è inevitabilmente finito e se andiamo avanti con gli alibi,davvero si rischia di retrocedere se non si interviene subito e principalmente a Gennaio.
A meno che dopo esserci tolti dallo stomaco Preziosi dopo 18 lunghi anni,non vogliamo immaginarlo in quel di Atripalda gongolante,sigaro a portata,ghigno beffardo e Califano a tutto volume a dire a noi tutti idealmente:
"Con me non sareste mai retrocessi."
Che questo sia il nostro Nightmare se davvero vogliamo salvarci.
Ianna
 
 
 
 
 

Pestare l'acqua nel mortaio

Autore: 
edoardo777
SQUADRA 6: parte in pressing chiudendo il Venezia nella sua metà campo. Un buon atteggiamento vanificato dalla scarsa qualità di molti giocatori nel gioco stretto e nella finalizzazione. Giudizio positivo perché queste partite in genere si perdono.
 
SIRIGU 7: nel secondo tempo molto presente quando il Venezia cerca il colpaccio e quasi lo ottiene.
CAMBIASO 6,5: tra i più intraprendenti, dalla sua intesa con Sturaro nascono le occasioni del primo tempo. Cala nel finale ma in parte la colpa è di Kallon che gli chiude gli spazi sulla corsia destra.
BIRASCHI 5,5: fa il suo col suo solito miscuglio di energia e ingenuità. Una chiusura decisiva nel secondo tempo, ma tante, troppe palle buttate.
VASQUEZ 6: cerca di orientarsi anche quando viene lasciato solo al centro di una linea a 3 che spesso diventa a 2. Se la cava e sta crescendo in sicurezza.
CRISCITO 6: spostato ad agire più avanti è meno preciso e autoritario del solito. Nel secondo tempo viene saltato due volte in modo troppo facile. Mezzo punto in più per l'impegno.
STURARO 6: sopra il suo non elevato standard. Con Cambiaso riesce a proporsi sulla destra creando i pochi pericoli del primo tempo. 
BADELJ 6: cerca di trovare qualche spiraglio tra le maglie della difesa veneziana, ma più spesso deve gestire il palleggio senza trovare sbocchi.
ROVELLA 6: si fa notare, come sempre, ma come sempre con scarso costrutto. Ha una palla gol nel primo tempo ma non si decide a calciare di sinistro e cincischia. Ha imparato a calciare molto bene fuori le punizioni. Dinamico fino alla fine.
GALDAMES 5,5: abbastanza positivo anche se non ancora disinvolto nell'intesa coi compagni. Non trova la posizione e non sfrutta la sua agilità.
PANDEV 5,5: prestazione nella media ma senza acuti. Sostituito nel secondo tempo.
DESTRO 5,5: negli spazi stretti della difesa veneziana paga in agilità e in fisicità. Si infortuna nel finale.
CAICEDO 5,5: non riesce a dare la zampata nell'area intasata del Venezia. Paga anche la scarsa qualità di chi gli sta intorno.
EKUBAN 5: pochi minuti nei quali non aiuta in modo costruttivo lo sviluppo della manovra. Ha sul piede una delle poche chiare occasioni del secondo tempo ma in pratica la passa a Romero.
TOURÈ 5,5: entra nel momento in cui la squadra ha meno energia e sta perdendo le distanze. Cerca di fare argine a centrocampo e di dare ordine, ma con poco costrutto.
KALLON 5: deleterio, vuole sempre palla tra i piedi e riesce nell'impresa titanica di sembrare più scarso di Sturaro. Intasa la corsia nella quale dovrebbe inserirsi Cambiaso e non supera mai il suo marcatore.
BUKSA sv: entra a sorpresa nel finale al posto di Ekuban ma non riesce a toccare palla.
 
BALLARDINI 5,5: mette in campo una squadra più equilibrata rispetto alle precedenti, con un finto 4312 che diventa 352 e spesso 2521 in fase di possesso. Anche i cambi stavolta hanno un perché, anche se peggiorano le cose. Il guaio è che se tieni in mano il pallino del gioco devi avere qualità in fase di rifinitura e cattiveria sotto porta. Per una volta è logico e propositivo, ma la logica vale poco se nessuno è in grado di liberarsi al limite dell'area e di saltare l'avversario. Però, dai, nessuno schema su calcio d'angolo, ne tiri una dozzina e fai il solletico, loro ne tirano uno e quasi fanno gol.