02:Genoa-Napoli

Un calcio marcio

Autore: 
layos

How to Keep your Balls from Getting Dry, Shriveled and Cracked - Athletic  Stuff

 

Sirigu 6,5 confesso che mi devo riabituare a vedere le partite dallo stadio, dopo due anni di assenza, mi è sembrato puntuale e presente nelle uscite e nelle parte e incolpevole sui goal.

Criscito 6-: una sufficienza stiracchiata per alcune buone cose della ripresa che fanno il paio con alcune cose pessime del primo tempo

Biraschi 5,5: per fortuna (nostra) il destino (suo) è di giocare poco, visti i nomi che circolano. Se lo scambiassero con Izzo tocca offrire la pizza a Marroccu e Juric.

Vanheudsen 6: è un giocatore elegante, pulito, che sa giocare a calcio, non per niente l'Inter ci punta forte ed è già nella rosa di una nazionale di fenomeni come quella Belga. Si farà. Non qui, ca va sans dire.

Cambiaso 6,5: ha giocato davvero maluccio, sbagliando tempi di uscita, di chiusura e mille altre cose. Però un ragazzo genovese di Carignano, genoano, che segna all'esordio in casa sotto la Nord e gioisce come chiunque di noi giorebbe, ci fa fare la pace con questo schifo di calcio marcio.

Ghiglione 5,5: si divora due volte un goal che era più facile fare che sbagliare, si riscatta parzialmente con un bel cross sul momentaneo pareggio.

Rovella 6,5: anche lui un primo tempo grigio, nel secondo tempo sale letteralmente in cattedra con chiusure, grinta e buone giocate. La prima partita davvero buona che gli vedo fare.

Badelj 7: è il compagno di squadra che vorresti sempre avere con te al calcetto, vive in un altro spazio\tempo calcistico, a volte è un po' compassato ma ha un'intelligenza calcistica ineguagliabile.

Sturaro 5,5: corre e si picchia con tutti, davvero nessuno può recriminare sull'impegno, ma giocare a calcio in serie A dovrebbe essere una cosa un po' più complicata che fare la guerra con tutti. Comunque non una partita totalmente negativa.

Hernani 5: spaesato, compassato, lento, perfino sui calci da fermo non incide, giustamente sostituito.

Ekuban 4: è uno che da del tu alla palla, peccato solo che la palla non gli risponde. MAI.

Pandev 6,5: porta il suo solito bagaglio di esperienza, giocate e falli subiti. Fa anche goal, ma ci pensa il SISTEMA.

Buksa 4: il solito impareggiabile commentatore di una TV locale, grande intenditore di calcio e consigliere personale dell'altro grande intenditore Preziosi, ne invocava indignato il mancato impiego contro l'Inter. La risposta gliel'ha data il campo. E' vero che contro Koulibaliy sono cazzi amari per tutti, ma non è che contro Skriniar le serate siano migliori. Ogni suo giudizio è una sentenza.

Kallon 5,5: il ragazzo è giovane, ha discreti mezzi ateltici e tecnici, ma non sembra pronto per questi palcoscenici.

Masiello 5: si fa bruciare da Petagna sul goal dell'immeritato vantaggio azzurro.

Berhami sv entra alla fine fuori ruolo per Ghiglione coi crampi.

Ballardini 7,5: gioca alla pari (primo tempo per loro, secondo nettamente per noi) contro una squadra in cui nessuno dei nostri giocatori di stasera vedrebbe il campo in cartolina e dove forse giusto Sirigu e Badelj potrebbero aspirare ad un po' di panchina. Eppure senza la cervellotica decisione dell'arbitro l'avrebbe portata a casa. Un gigante.

Di Bello, Il Napoli, il Sistema 0: al tempo di Google gli aggregatori di notizie, sapendo che il Genoa gioca con il Napoli, mi si sono riempiti di stampa filo-partenopea. E' una settimana che piangono per la (per altro sacrosanta) espulsione dell'ossigenato senza cervello che gioca centravanti per loro. Sapevo bene che, questo piagnisteo, sarebbe servito, al primo episodio controverso, a mettercela in culo. Sono anni che contro queste squadre la pigliamo nel didietro, dopo i loro penosi piagnistei. Si comincia a far fatica a sopportare ancora.

Preziosi 0: due partite e un ritiro precampionato completamente inutili, visto che praticamente tutti quelli che hanno preso parte non giocheranno più o pochissimo. Ogni ora che passa è un'ora in meno a quando porterà finalmente via il culo.

UN GRIFONE PIU' BELLO DI DI BELLO

Autore: 
Freddie Beccioni

E’ un Grifone tutto cuore che rispecchia le migliori intenzioni dello Zio e fa rivedere il gioco di palla del filotto dell’anno passato.
Ma la superiorità del Napoli e una direzione arbitrale del sempre ostile Di Bello negano un pareggio che con un po’ di fortuna ed un paio di pedine in più (altro affiatamento rispetto al Meazza, ma la mancanza di un centrale di difesa e di un terminale offensivo si fa ancora sentire, speriamo che Caicedo e Maksimovic non vengano a far fruttare in riviera i loro ingaggi pluriennali) avremmo anche meritato.

Davanti ad un pubblico che ancora non si può chiamare tale, tra chi giustamente spera di tornare presto dopo che l’ignobile sarà uscito in un modo o nell’altro di scena e chi era ancora in vacanza, il Genoa sfodera comunque una prestazione tutta cuore e mette in mostra un Cambiaso promettente e un Ghiglione che se sapesse usare i piedi non solo per crossare, per quanto corre e quanto si dà alla causa con quell’aria di chi è uscito a pisciare il cane della fidanzata, potrebbe essere titolare a vita. Dall’altra parte però c’è il Napoli di Insigne e della coppia centrale Koulibaly-Manolas che, anche se giocare per De Laurentiis gli fa più schifo che a Ballardini aver a che fare con Preziosi, sono insormontabili per un ritornato a casa come Ekuban.

In questo ci si mette un Sirigu presente e incerottato, un Fabian che esce dal letargo solo per piazzarne uno dei suoi e un Hernani catapultato in un ruolo alieno, e il primo tempo esce fuori così.
Si riparte ed ecco che la musica cambia, ma fanno più la grinta e probabilmente le parole di uno Zio visibilmente incazzato nella prima frazione, che gli altri giovani buttati allo sbaraglio. Sicuramente buonini ma che abbisognano di biada per tutto l’autunno.
Se gli zero punti erano preventivati, la voglia e il coraggio non sono mancati, lo Zio e i vecchi fanno squadra e sanno cosa vuol dire tornare a sentire “Forza Genoa, Forza Grifone” dagli spalti.
Ora aspettiamo buone notizie dall’ultimo giorno di intrallazzi ed il resto...se deve venire, verrà.
Come tutto, ormai, e non è una battuta, siamo vaccinati.