35:Genoa-Sassuolo

A tre passi dal B...atibolo

Autore: 
Ianna

L'immarcescibile DNA del Genoa non si smentisce mai,nemmeno in questa occasione.
Piano piano,slowly slowly,la nostra Armata Brancaleone appena meglio del Borgorosso Football Club,riesce nella quasi impossibile impresa di farsi battere in casa dal Sassuolo,che sarà pure una bestia nera,lotterà pure per la Superlega dei Pezzenti Perdenti,ma che ha fatto di tutto, non per vincere,ma almeno di non perdere.
 
Ed invece noi,in piena trans masochista invece di scendere in campo con grinta,corsa e determinazione.siamo usciti  come tanti Tafazzi e ora,come sempre spesso accade,dobbiamo affidarci alle disgrazie altrui per salvare il già usurato deretano.
 
Tre gli aspetti salienti che hanno sancito questa debacle in salsa rossoblù:
 
La incapacità tecnica totale di giocare a calcio,l'errore parrochiale di Masiello che ha regalato il secondo gol agli emiliani e come se non bastasse,una decisione cervellotica dell'arbitro Mariani,che in fondo,nel suo grande piccolo, insieme all'uomo Var Pairetto,ha spostato la partita dai binari di un pareggio che avrebbe fatto contenti tutto e tutti.
 
Pronti via e siamo già belli chiusi in difesa,giocando in casa come se fossimo all'Olimpico o a San Siro ad aspettare che gli altri ci facciano gols per cominciare a giocare al fine di limitare i danni per la solita ,onorevole,stucchevole sconfitta con dignità da quattro soldi.
 
Un dubbio sovvine dopo appena 20 minuti:
" Ma siamo noi i bianchi?".
 
Il Sassuolo sembra il grissino che taglia il Tonno Rio Mare Genoa e dato che siamo in tema culinario Raspadori che fa rima con Amadori ci infila come un pollo,in una percussione centrale degna del Canicattì in cui Zapata ,si proprio Nonno Zapata al rientro da Febbraio e alla vigilia del ritorno in Colombia  tra i combattenti dell'ELN,è al bar a sorseggiare Mate,tant'è che il ragazzino infila senza problemi l'incolpevole Perin.
 
Il Sassuolo da quel momento in poi volendo potrebbe farcene 7,8 di gols ma si ferma,si arresta come quando un treno vede il rosso viaggiando a 250 km all'ora,per poter permettere ,se ce ne fosse l'opportunità ai viaggiatori di poter salire sui loro vagoni.
 
Quando questo avviene per congiunture astrali o per effetto del razzo cinese caduto alle Maldive e non a Cogliate dove tutti avremmo voluto,uno scatto del ronzino Mattia Destro numero di pettorina 23,serve in area Zajc il quale quasi indisturbato insacca di testa.
 
Nemmeno il tempo di una timida esultanza,di un refresh of Table,che l'imponderabile avviene:
 
L'uomo Var Pairetto noto gentleman del fischietto a noi da sempre benevolo e figlio dell'indimenticato Pierluigi,richiama al Var Mariani che se si chiamasse Giacomelli o Irrati se ne fregherebbe altamente,il quale su suggerimento della sala ovale rivede l'azione e nota una carica modello bodycek NHL o placcaggio NFL, annulla il gol,unica azione del Genoa in tutto il primo tempo tra le proteste di tutti.
 
In altri campi e con ben altre squadre,siamo certi che ci sarebbe stato un improvviso problema audio di connesione,in questo caso la giacchetta gialla,non può che annullare il gol in quanto nella Danza Classica o nel Curling il contatto fisico,accettato da secoli e riconusciuto da tutti,non è più tale e quindi deve necessariamenete essere sanzionato.
 
Si va al riposo con la insolita consapevolezza che ci sarà da soffrire,che un golletto lo si potrà pur fare contro Chiriches,Ferrari e Tojan e che Don Enrico presente in tribuna solo in tempi di Covid,avrà pur pensato a cosa fare dopo questo incidente di percorso del primo tempo.
 
Ed invece la Banda Mapei seppur blandamente controlla facile e riparte piano,in attesa non del proprio raddoppio che gli permetterebbe di andare a Gdansk o a Timisoara,ma di un cenno di presenza del Grifone.
 
Nulla,buio,apatia,sonno.
Sembriamo tutti Celine verso il Viaggio al Termine della Notte.
 
Nel frattempo Ballardini sempre tranquillo e sicuro di se in panchina manco fosse salvo da un pezzo,ci mette 70 minuti per togliersi i Ray Ban da sole e quando inforca quelli da vista,si accorge che Gerd Muller alias Mattia Destro,sta profondamente dormendo da un paio di ore e il suo passo è simile a quando il sergente suona in camerata la tromba alle 5 del mattino.
 
Entrano uno dopo l'altro Eldor ,Cassata ,Rovella,Pjaca e sembrano tutti atleti da Salto dal Trampolino,uno dopo l'altro senza arte ne parte, a ritmo continuo con la differenza che l'uzbeko soffre il primo caldo e ci vorrebbe la pomata  Protezione 50 per ripararlo dal sole che non avrà mai visto,Cassata non fa uno stop nemmeno se la palla fosse già attaccata alla scarpetta,Rovella si arravoglia nel ciuffo e buon ultimo Pjaca che a parte il solito gioco di gamba ,la fintarella alla Nilla Pizzi,nulla sa proporre.
 
Quindi tra un gol divorato in contropiede di Raspadori manco fosse Van Basten,contropiedi abortiti,punizioni sparate in tribuna,in attesa che dalle parti di Consigli si affacci qualcuno,ci pensa il loro miglior attaccante ,pardon nostro peggior difensore Masiello,a regalare a Mister Simpatia Berardi un passaggio che probabilmente non si vede nemmeno alla Play Station,il quale non può che infilare Perin.
 
Il Ragionier Filini la avrebbe spazzata in Tribuna,lui Andrea Masiello la serve all'indietro come un Maitre serve Ostriche a Jeff Bezos.
 
Vista la incapacità totale non a produrre gioco,ma nemmeno un tiro da fuori,non resta che affidarsi a Zappacosta il quale indovina un tiro in porta accorciando le distanze,poi ci riprova e sfiora il palo e il pari ,fino al fischio finale e all'immancabile scambio di magliette manco il Sassuolo fosse il Real Madrid di Puskas e Di Stefano.
 
Una sconfitta alla vigilia inaspettata,che rende il cammino verso la salvezza più complicato ma che mostra chiaramente l'incapacità della squadra ,spremuta come un limone,senza più una goccia di succo,nemmeno di quello artificiale che si trova al Lidl.
 
Se conosciamo bene le nostre angosce,i nostri pensieri fatti di paura per l'imponderabile sempre dietro l'angolo come se fossimo sull'orlo del precipizio,per un minuto,soltanto 60 secondi ,vorremmo essere nei meandri del "Miglior Presidente del Dopoguerra":
 
"Mi tocca chiamare lui,si proprio lui,quello dell'altra volta?....uso una busta gialla imbottita oppure quella marrone con l'adesivo sul retro?...o ancora meglio una 24 ore da lasciare sull'Autogrill a Matteo cosi la consegna a Mancini?"
 
Oggi 9 Maggio 2021 a Mosca è stata festeggiata la Grande Vittoria dell'Unione Sovietica contro Hitler e il Nazismo di 76 anni anni fa.
 
Non è che dovranno passare anche per i Genoani 76 belin di anni prima che il Peggior Presidente del Dopoguerra,venga deposto,sconfitto senza che nessuno lo ricordi nemmeno con il più recondito e offuscato pensiero della mente rossoblu,fino a cancellarlo da qualsiasi memoria virtuale e reale esistente?
 
Ianna
 
 

CATASTROFE

Autore: 
edoardo777

PERIN 6: salva su Raspadori, poi è sorpreso dal passaggio indietro di Masiello, ma chi non lo sarebbe? Sicuro tra i pali, qualche rinvio sbagliato

GOLDANIGA 5,5: sicuro e presente in fase difensiva, quando nel ST deve spingere riemergono i suoi limiti di piede. Sfiora il gol di testa.

ZAPATA 6: difficile rientro ma risponde con grande autorevolezza.

MASIELLO 4,5: sempre rognoso in marcatura, non sbaglia niente finché non cicca il passaggio indietro che regala il gol dello 0-2. Sfiga, ma a questo punto è imperdonabile.

GHIGLIONE 5: nel PT la squadra non lo libera quasi mai sulla fascia e il fraseggio non è il suo forte

BEHRAMI 5: la solita grinta, ma andare a pressare da solo libera spazi agli avversari.

BADELJ 5,5: meno brillante del solito. Cerca di dare equilibrio a un centrocampo troppo basso. Nel finale appoggia il tentativo di riscossa ma senza lampi.

ZAJC 5: deve dare copertura e ricucire lo strappo tra difesa e attacco, ma non ci riesce. Anonimo come sempre.

ZAPPACOSTA 6: Gran bel gol con replica poco dopo uscita di poco. Prova spesso a ripartire sulla sinistra, talvolta esagera a tener palla ma è l'unica arma di cui il Genoa dispone

PANDEV 5: non è colpa sua se lo mettono in campo quando la squadra si accampa davanti alla propria area. Prova a distribuire, ma non chiedetegli di ripartire

DESTRO 5: idem come sopra e anche peggio. Non sceglie lui di giocare, ma in campo è un regalo per gli avversari.

ELDOR 5,5: il suo ingresso migliora le cose là davanti, ma non incide più di tanto anche perché, subìto il secondo gol, non può più sfruttare la sua abilità nel lanciarsi negli spazi.

SCAMACCA 5: ingresso tardivo. Più peso rispetto a Destro ma niente di sostanziale.

CASSATA 5: non aggiunge niente in una partita stranamente timida.

ROVELLA 5: non si sente e non si vede.

PJACA 5: appoggia a Zappacosta la palla del gol, come avrebbe fatto chiunque. Ed è tutto.
BALLARDINI 5: non si capisce l'insistenza su Destro e Pandev quando l'idea è giocare in contenimento e ripartenza. La sua tattica è precisa: lasciar giocare a sbafo il Sassuolo sperando che si faccia gol da solo. Preso il solito gol nel primo quarto d'ora, tenta di rigenerare la squadra all'intervallo e di ricuperare il risultato con soluzioni tattiche improvvisate. Mentalmente la squadra è scesa in campo senza la giusta determinazione, anche se la società Genoa nel suo insieme ha brillato per assenza. Tatticamente va scusato perché come gioca il Sassuolo non lo sa nessuno e il campionato è appena incominciato. Questo Genoa imbelle non sembra più suo.