32:Genoa-Benevento

Ragionier Davide Filini

Autore: 
Ianna

Se all'ex  Ragioniere di Stato Andrea Monorchio,il Ragioniere Davide Filini chiedesse i conti che sta facendo sono esatti,molto probabilmente l'attuale Cavaliere,strorcerebbe il naso,aggrotterebbe le ciglia e direbbe:
"Non ne sono cosi certo Ragionier Filini".
 
In tempi di spostamento di Bilancio che vanno di moda più di degli svuotamenti delle montagne,farne uno per il nostro di Cavaliere al merito era indubbiamente troppo.
 
Come una locomotiva a binario unico modello Messina Siracusa,il Genoa fa tutto quel che non deve fare e quando come sui rettilinei dovrebbe accellerare,si ricorda che il suo treno in fondo è a carbone e decide di procedere piano,avanti adagio,lentamente,senza fretta ,senza stress,tanto dietro non c'è nessuno.
 
Ma il Ragionier Filini lo sa che andando di questo passo,senza più vincere,sperando solo che il treno dietro non arrivi,si rischia che venga travolto,passato sopra e salutato senza pietà e rimpianti?
 
Nel derby dei due Presidenti Avellinesi,uno sempre in bolletta ma nella classifica di Forbes,l'altro pieno di palanche che ha imparato finalmente cosa sia un pallone,non poteva che finire pari,non nel segno del "Vulimmuce bene",ma in quello della Mediocrità tattica e tecnica,all'insegna di "un punto per uno non fa male a nessuno" e della vituperata frase di "muovere la classifica".
 
Succede tutto nel primo tempo,perchè il secondo tempo è uno strazio quanto come assistere ad una Messa in suffragio in attesa che il prete inviti allo "Scambiatevi un segno di Pace".
 
Prima Rudy Kroll Radovanovic che affossa Lapanulla per un rigore che tal Viola trasforma,poi Barba uno che farebbe bene a seguire le orme del nome che porta,serve Pandev per il primo pareggio da tre metri,fino a quando Gianluca Lapanulla approfittando della ammonizione al serbo,si fa inseguire senza essere nemmeno constrastato da Rudy e da Criscito e infila l'incolpevole Perin per il nuovo vantaggio degli Stregoni di Mastella,uno che sta al calcio come Toninelli alla politica.
 
La squadra campana il cui curriculum e storia sportiva è uguale a quella di Di Maio agli Esteri, in difesa è peggio dell'Emmenthal e regala ancora con un difensore ,ancora a Pandev il gol del pari che sarà,traguardo storico ,il n.100 per il macedone in serie A.
 Auguri e Complimenti Goran!.
 
Il tempo di rimettere la palla al centro e il Genoa si ricorda che lì al centro dell'attacco,nella pseudo difesa del Benevento,c'è pure un centravanti,che di nome fa Destro,ma che stasera è stato solo Sinistro .
 
Con la stessa mobilità di Checco Zalone ai tempi del posto fisso,con la velocità di una vecchietta ad attraversare la strada,il nostro centravanti di non sfondamento,si divora il gol del 3-2 nella unica azione in verticale del Genoa,manco ad allenarla fosse Eziolino Capuano e non lo Zdenek Zeman di Ravenna Beach.
 
Nel  resto della sua partita,il Fu Mattia Destro si è prodotto in una riedizione del Nascondino,tant'è che ad un certo punto non lo si vedeva nemmeno più tra le maglie seppur bianche dei beneventani.
 
Clamoroso poi quando alzando leggermente una gamba,ha ricordato prima un 85 enne di 120 kg.infilarsi la parte inferiore di un  pigiama,poi come quando un cagnolino sul far della sera,si avvicina ad un lampione e alzando la zampetta finisce il suo bisogno.
 
Ballardini già di per suo miope e  stasera ai limiti della cecità,per la disperazione lo toglie,mentre Preziosi in tribuna con il suo concittadino,si sarà chiesto come farà a pagare il suo ingaggio il prossimo anno,dopo aver avuto Zaniolo,Galabinov e Lapanulla.
 
Della serie come buttare i soldi nel cesso.
 
Il secondo tempo si attendevano non i fuochi d'artificio,ma quando meno lo stesso rumore che fa un tappo di una bottiglia di spumante della Coop.
Niente,tant'è che se avessero spento le luci del Ferraris,saremmo tutti andare a dormire,ammesso che non lo avessimo già fatto sulle Poltrone e Sofà senza qualità di tutti i Genoani presenti.
 
Non è stato da meno per tutto il secondo tempo,il ragionier Filini,che ha preso il cappello e la paletta da capostazione ,si è impossessato del treno,pardon della littorina Messina Siracusa e ha guidato da Macchinista provetto e navigato.
 
"Vi ci faccio arrivare io a destinazione",ha urlato il nostro eroe.
 
Dentro Shomodurov e Pjaca per Destro e Pandev,uno fantasma, l'altro stanco morto e chi avrebbe almeno teoricamente essere utile come Scamacca al centro dell'attacco,di forza,di fisico ,in panchina ad allacciarsi lacci e lustrarsi i tatuaggi.
 
Strano destino quello del nuovo Predestinato:
 
Quando deve essere presente non lo è,vedi stasera.
 
Quando non dovrebbe esserci vedi a Milano domenica scorsa è presente,segna nella porta avversaria ed esce quando c'è da recuperare.
 
Sicuramente come dice lo Zio ,2deve imparare ancora molto".
E noi con lui,Mister.
 
Il Ragionier Filini nel tentativo sempre teorico di destare il Real Benevento di Pippo Guardiola,si inventa un doppio cambio che Lobanowsky e Michels,mai e poi mai avrebbero ideato e messo in campo:
 
Behrami e Goldaniga in campo a presidiare centrocampo e difesa,non sia mai che scappa un passaggio filtrante e un cross,che per sbaglio avrebbero potuto svegliare dal profondo sonno il Montipò Pavese a guardia del Benevento,una delle 5 squadre a cui la abortita Superlega avrebbe dato un invito per partecipare al torneo della Jp Morgan.
 
Finisce la partita con il treno,pardon locomotiva che va avanti sempre adagio,con il Capostazione,Ragioniere, Macchinista,chi ne ha più ne metta,sempre intento a guardare dietro che non arrivi la Frecciarossa e spazzi via il trenino a carbone.
 
Con i punti concessi a Fiorentina e Benevento ,con il Cagliari che corre e lotta a soli 5 punti di distanza,il match con lo Spezia,altra corazzata Potemkin,diventa fondamentale se non decisivo.
 
Scrisse Einstein:
"Non oso immaginare con quali armi verrà combattuta la terza Guerra Mondiale,ma so con quale sarà la successiva:
La Clava".
 
Ecco,non oso immaginare con quale squadra ,con quali giocatori,il Ragionier Filini scenderà in campo sabato contro l'Atletico Spezia.
 
Mi sa che il trenino andrà alla stessa velocità di sempre:
 
Piano,adagio e lento con l'occhio nello specchietto retrovisore,sperando che un possibile spostamento d'aria non sia il Frecciarossa con l'immagine dei Quattro Mori.
 
Ianna
 
 

Pareggite

Autore: 
layos

Perin 6: assiste impotente alle due palle che si insaccano alle sue spalle, per il resto sostanzialmente spettatore
Criscito 5,5: spesso anticipato, tanti falli, nullo in impostazione, partita non indimenticabile. Sul goal di Lapadula scappa all'indietro per non correre il rischio di farsi saltare. 
Radovanovic 4: mette la partita in discesa al Benevento con due errori gravissimi e altrettanti errori non ci costano goal solo per caso. Per certificare il disastro della sua partita basti dire che quel cesso immondo di Lapadula è sembrato perfino un giocatore di calcio al suo cospetto. Speriamo che gli venga concesso qualche turno di riposo.
Masiello 6: l'unico a salvarsi della difesa, sempre attento e presente.
Zappacosta 6,5: una media fra un primo tempo impetuoso e un secondo dove Inzaghi lo raddoppia e triplica per non dargli sfogo, senza che il resto della squadra ne approfitti.
Strootman 6: come sempre ordinato e diligente, prende il solito immancabile giallo, finisce la benzina a metà secondo tempo, come da copione.
Badelj 7: una luce nel buio, prova sempre a fare qualcosa di interessante, fondamentale in fase di possesso quanto di non possesso. Un giocatore del quale senti la mancanza quando non c'à più di quanto si avverta la presenza quando c'è.
Zajic 5,5: poco incisivo nelle due fasi, in colpevole ritardo sulla chiusura sul goal di Lapadula.
Biraschi 5: è incomprensibile insistere su un terzinaccio di poca spinta e nessuna velleità in una partita casalinga che sarebbe stato utile vincere. 
Destro 5: ha una palla per il 3-2 e la sciupa malamente.
Pandev 7: una doppietta scaccia crisi che, visti i risultati dagli altri campi, stasera sarebbe stata profonda, in caso di sconfitta.
Shomurodov 5: è inspiegabile insistere su questo ragazzo che è completamente alla frutta avendo in panchina Scamacca. INCOMPRENSIBILE.
Pjaca 5: ha sulla testa il colpo del match ma esce fuori una pernacchietta. Incide pochissimo, giusto un buono spunto a centrocampo.
Berhami 5: entra male e sbaglia moltissimi palloni anche semplici.
Goldaniga 6: pochi minuti e regala a Pjaca un assist che avrebbe meritato miglior fortuna. Fa più lui in 5 minuti che Biraschi in 90.
Ballardini 5: formazione e cambi molto discutibili e classifica che contina a salire di piccoli passi. Il bicchiere mezzo pieno dice 10 risultati utili consecutivi in casa, quello mezzo vuoto dice che 7 sono pareggi, anche contro squadre non certo irresistibili come Benevento, Sampdoria, Fiorentina e Udinese.  
Preiozi 0: anche quest'anno ingoiamo la solita merda di tutti gili anni a sentire cosa fanno negli altri campi e anche quest'anno, facendo un invidiabile ein plein, finisce il campionato dietro al Viperetta. Non male per essere un fine intenditore di calcio e uno che ha a cuore la passione dei tifosi per sua ammissione. Da scavarsi un buco profondo e farci la casa.