27:Genoa-Udinese

Avanti Adagio

Autore: 
Ianna

La Nave rossoblù a velocità di crociera,continua a navigare in acque internazionali,prima di approdare nel porto sicuro di Genova per la  sua ennesima salvezza.
 
L'equipaggio è quello è,il Comandante è esperto ed affidabile e se non ci saranno gravi falle e imbarcate d'acqua il veliero e la sua ciurma,potrà presto raggiungere la costa ligure.
 
Contro una Udinese,squadra ostica,fisica e reduce da un filotto di partite positive,il dilemma per Ballardini era se affrontare i friulani con una coppia d'attacco robusta che facesse a spallate ,oppure affidarsi a due giocatori dai piedi buoni e non di legno,al fine di sorprendere con palle in velocità,possibilmente da dietro,i difensori bianconeri.
 
A prima vista sembrava migliore la prima ipotesi,specie dopo il gol di Pandev che in area su assist di Strootman,dava l'impressione di toccare con la mano,prima di essere smentito dal Var,il quale richiamava il pessimo arbitro Camplone,che da gran C....aveva erroneamente annullato.
 
Una giacchetta gialla timorosa,che poteva arbitrare solo una partita insulsa come questa,a ritmi lenti come un Tango di balera peruviana.
 
Da momento del gol del macedone,il quale si girava in un fazzoletto e non su una mattonella alla Oliveira, si verificava un qualcosa che non avevamo mai visto nel Genoa targato Ballardini:
Sembrava che le richieste del Mister in settimana,di dare qualcosa di più,si dovessero manifestare a breve con la ricerca del gioco,del ritmo e di conseguenza di trovare subito il raddoppio.
Sulle ali dell'entusiasmo sembravamo una imbarcazione di canotaggio da due ,alla ricerca di superare e sconfiggere una da otto.
 
In questo modo stranamente la squadra si è sbilanciata,ha preso un paio di contropiedi letali,da cui è nato prima il pari poi annullato dal Var per un millimetrico fuorigioco, e poi con l'incursione di Pereyra che ha trovato un fallo di Criscito,forse troppo frettoloso ,non fosse altro perchè a rimorchio c'era Radovanovic.
 
Il solito De Paul che non si stanca mai di far gol al Genoa,non falliva dal dischetto.
 
Da quel momento in poi,il Grifone capiva l'andazzo,abbassava il ritmo e lo portava più ai suoi livelli, rischiando su un colpo di testa di Llorente che trovava sicuro Perin,mentre sull'altro fronte Musso era inoperoso anche su un liscio di Eldor che ciccava su bel cross di Criscito.
 
Ripresa che ripartiva con la sensazione di moderare toni e velocità di crociera.
Gli sbocchi in attacco non c'erano,Shomu si prodigava in un lavoro di raccordo con enorme dispiego di energie,Pandev era in fase calante e allora era l'Udinese con i suoi due frombolieri,De Paul e Pereyra a creare quelle azioni di ripartenze,di strappo del gioco,dato che la difesa era abbastanza sicura e poco operosa.
 
Partita che si avviava stancamente verso un preventibabile e a quel punto auspicabile pareggio,in quanto Cyborra a sinistra non ne indovinava una in corsa,in proposizione,in appoggio,sfoggiando una prova di timidezza misto a mediocrità senza pari,tanto da far capire perchè il Gasp.non lo vedeva proprio,e anche a destra Zappacosta seppur coperto dietro dal ritorno di Biraschi,non era pimpante e dinamico come le volte precedenti.
 
E come spesso avviene quando il veleno c'è nella coda,gli ultimi 5 minuti riservavano  le stesse emozioni non prodotte in 85 minuti:
 
Prima Nestorovsky falliva da due passi sulla ennesima incursione di Pereyra,poi Zajc si improvvisava Gustavo Thoni,ne dribblava tre di avversari come birilli, ma da pochi metri invece di incrociare,sceglieva il primo palo per l'esterno della rete.
 
Non contento un minuto dopo,altra azione di prima con sponda di Scamacca per Behrami subentrato a Strotmann ,il quale da posizione impossibile coglieva l'incrocio dei pali,sfiorando una vittoria nel recupero che forse avrebbe compensato  la beffa di Udine,dove venne annullato per millimetri il gol del pari a Scamacca.
 
Per l'Udinese forse sarebbe stata una beffa specie dopo la trasferta di Milano,ma per il Genoa questi tre punti avrebbero di fatto sancito la fine della operazione salvezza,con il veliero rossoblù prossimo alla meta dell'approdo in acque sicure.
 
Alla vigilia di due partite fondamentali a Parma e in casa con la Fiorentina,servirebbe una vittoria a scacciare via queste onde di pareggi e tonfi improvvisi ed inaspettati,sempre all'orizzonte,se non si tiene ferma e dritta la barra e il timone della nave.
 
La riva è vicina e senza binocolo la Terra è davvero a poche miglia.
 
Ianna
 
 
 
 

X FACTOR

Autore: 
edoardo777

 

PERIN 6: poco impegnato ma sempre presente, molti rinvii nel nulla. 

BIRASCHI 6: preferito a Goldaniga, tutto sommato un buon rientro. Limita Pereyra, che è un signor giocatore.

RADOVANOVIC 6: attento e sempre ben piazzato.

CRISCITO 5: rischia stupidamente l'espulsione causando rigore su un giocatore che sembra chiuso da Perin e dal ritorno di Rado. Nel secondo tempo si fa uccellare da Pereyra.

ZAPPACOSTA 6: sempre propositivo, molte iniziative incluso il solito tiro da lontano, ma purtroppo non concretizza mai.

ZAJC 5: partita totalmente anonima, mai un lampo fino al recupero, quando si illumina con uno slalom vincente in area purtroppo concluso da un tiraccio sull'esterno della rete.

BADELJ 6: ordinato, non molla mai nemmeno un centimetro.

STROOTMAN 6,5: ispirato nei rifornimenti all'attacco, oltre al solito lavoro di chiusura e di contrasto.

CZIBORRA 5: il solito impegno ma dalla metà campo in su pasticcia non poco. La sua catena di sinistra alla moviola con Criscito è da casa di riposo.

PANDEV 6,5: messo in campo a sorpresa addomestica un cross di Strootman e porta in vantaggio il Grifone. Poi incide poco o niente. 

SHOMURODOV 6: Ballardini gli chiede un lavoro da prima punta e lui non si risparmia. Esce stremato.

SCAMACCA 5,5: entra al posto di Pandev, fa a sportellate ma cozza sempre con la difesa friulana schierata.

BEHRAMI 6: sostituisce Strootman e in un lampo inatteso colpisce un palo nel finale.

PJACA sv: pochi minuti.

BALLARDINI 6: indovina a partire con Pandev, che segna, e dà fiducia a Biraschi. Nel secondo tempo sembra accontentarsi del pareggio, predisponendo la squadra al controllo di un avversario ostico e solido. Manca spinta e qualità sull'out di sinistra, ma forse adesso arriva Letta e cambia tutto.