18:Atalanta-Genoa

SCACCO AL GASP

Autore: 
Freddie Beccioni

 PERIN 6,5: Sempre troppo incollato alla linea di porta e con i piedi peggio di lui solo Lerager, ma fa abbondantemente il suo nei tiri sempre indirizzati sull’angolo vicino, dimostrando più reattività che nelle precedenti partite. Ottimo su tiro di Gosens deviato da Goldaniga.
MASIELLO 6: Finchè regge la solita mano d’esperienza, ci gioca anche che conosca il gioco del suo mentore e tutti i peli incarniti di Ilicic e Zapata.
RANOCCHIANOVIC 6,5: E’ sempre meglio di quanto ce lo si possa aspettare, evidentemente lo Zio sa come trarre il massimo dai suoi movimenti legnosi, dalla sua atavica lentezza e dalla rudezza delle fette.
CRISCITO 6,5: Bollito è bollito, ma oggi ci mette un po’ più di salsina verde ed evita quei due o tre falli a gara che lo hanno reso inimitabile. Termina con i crampi come speriamo possa finire il campionato.

ZAPPACOSTA 5,5: Ancora non è il vero Zappacosta, anche perché probabilmente il vero Zappacosta non è mai esistito, bloccato dalla brexit. Non spinge abbastanza, non copre a sufficienza, fa una sola buona diagonale e non risolve le parole crittografate a schema libero della Settimana Enigmistica.
CZYBORRA 6: Piano piano diventerà un giocatore tattico, magari non proprio un laterale della linea a 5 ma qualcosa di simile. L’abnegazione tedesca non manca, patisce forse i 120 minuti di Torino.
BADELJ 7: Con l’arrivo di Strootman può dedicarsi a quel che gli riesce meglio, seguire le linee di interdizione e dare palla al compagno più vicino senza sentire il peso di una regia che non sia alla Bellocchio. Fondamentale.
STROOTMAN 6,5: La condizione fisica è quella di Kazu Miura, ma senza la sua esplosività. D’altronde l’età dichiarata è la stessa ma hanno due ruoli differenti. Ma la qualità è da vendere, per fortuna ce l’hanno data in prestito. Per ora un tempo nelle gambe e il gioco nella testa. Delizioso il servizio per Shomurodov, un po’ lezioso altre volte e ruvido (perché in ritardo) in marcatura. Speriamo regga.
ZAJIC 6: Il leggerino ha qualche buono spunto ed è buon soldatino di Zio, ma temo che non ce lo si possa permettere insieme a Oetzi Strootman. Esce prima di lui, infatti, nonostante abbia più gamba.
PJACA 6: Nel primo tempo gioca meglio di Malinovski e Miranchuk messi insieme, riappare la classe e l’energia dei mesi felici di primavera estate che fecero spendere ai gobbi una fortuna. Si spegne alla distanza, ma il dolce nonno macedone che gli subentra lo fa rimpiangere.
SHOMURODOV 6: Come la sua Nazione nei confronti di Mosca, non è nato per reggere da solo il peso di un attacco. La classe c’è, la velocità di esecuzione anche, manca ancora un po’ di malizia e soprattutto gli manca una spalla veloce e sveglia come lui.
GOLDANIGA 6: Due fallacci che creano situazioni pericolose, per il resto la solita abnegazione che in passato è abnegata con tutta la squadra. Qui sta a galla con gli altri, segno che è uno che si adatta.
LERAGER 5,5: Se non si desse da fare, non servirebbe a nulla. Lo preferisco quando almeno prende un cartellino. Fa comunque muro e un paio di volte riesce a ripartire e fare 20 metri prima di incartarsi.
BEHRAMI 6: Come direbbe Fossati, lui ci mette l’esperienza come su un albero di Natale, come un regalo ad una sposa, un qualcosa che sta lì e non fa male.
PANDEV S.V.: Lo portiamo agli europei perché se lo merita.  
ONGUENE S.V.: Un  taglio capito dopo 10 secondi, un tunnel, due rilanci alla viva il parroco. Speriamo che a Salisburgo il buongiorno non si veda alle sette di sera.
ZIO BALLA 7,5: Prepara la partita a meraviglia e nel primo tempo fa dar fastidio ai suoi ad un’Atalanta non straripante e insolitamente accorta. Tre occasioni limpide avrebbero potuto portarci su un terreno meno complicato. Nel secondo tempo, con gli unici cambi possibili, i limiti sono della rosa, non suoi. 

IL DERBY DEL CUORE

Autore: 
edoardo777

Eccoci a commentare una partita pompata a dismisura dalla stampa.

Nella giornata del derby di Roma e di Inter-Juve, decantato derby d'italia, i media si inventano il Derby del Cuore dei tecnici rossoblu.
Hanno risuscitato un'idea tardo-romantica dell'Amore, contrapponendo i due allenatori a loro dire "più amati" dai tifosi genoani e hanno tentato di avvolgere i due diminutivi (Gasperini e Ballardini) in una nube di poesia. Naturalmente il piemontese in conferenza stampa ha subito tenuto a precisare, dall'alto della sua modestia, che il più amato di tutti era lui.
Sgombriamo subito il campo da queste stupidaggini. Il calcio non ha niente a che vedere con la poesia romantica. Io non ci sto. Alcuni cantori, in epoche in cui la narrazione doveva sopperire alla carenza di immagini, hanno cercato di far lievitare la passione attraverso l'epos, che non è propriamente letteratura amorosa. Tutti gli sport di matrice europea in effetti sono allegorie della guerra. E in quest'ottica gli atleti dovrebbero scendere in campo, più o meno armati, più o meno motivati, come guerrieri piuttosto che come trottolini amorosi. La passione non la creano loro, preesiste a prescindere nelle vene dei tifosi ed è più spesso rabbiosa che sdolcinata.
Io non faccio poesia e non potendo verticalizzare mi accingo a fare la cronaca dell'evento, senza condirlo di inutili sentimenti.
L'Atalanta scende in campo non solo coi favori del pronostico, ma anche con la nomea di Invincibile Armata, col suo Napoleone in panchina. Così ce la raccontano e ci raccontano che perde un po' di smalto in campionato quando ha impegni di coppa, ma ora la coppa è ferma e quindi brilla di luce abbagliante. Ebbene, il Genoa che invece è reduce da un massacrante impegno di coppa arrivato ai supplementari disputa un primo tempo magistrale, con 4 occasioni da gol nel primo quarto d'ora e un'altra clamorosa di Shomourodov al 43°. E non solo. Mette in mostra meccanismi di sviluppo del gioco da calcio totale che fanno inaridire alla fonte le certezze atalantine. I berkamasky non stanno a guardare, ma delle due squadre è il Genoa che sembra una compagine di statura europea. Anche la fase difensiva è elegante e applicata. Ballardini rinuncia a riproporre l'accoppiata Masiello-Criscito a sinistra con Goldaniga a destra. Io sono allibito. Pensavo che fosse la mossa per limitare Ilicic, il giocatore più decisivo dei nerazzurri, e invece ha ragione lui. Gli costruisce una gabbia intorno e su di lui si alternano Strootman, Criscito e Cziborra, con una geniale soluzione tattica, che è quella di martellarlo con intelligenza, sfiancandogli i muscoli e innervosendolo.
Davanti imperversano Eldor e Piaca, tenendo in costante apprensione la difesa orobica. Peccato che Eldor non sfrutti due occasioni, la prima con tiro fuori di centimetri, la seconda con parata di piede disperata di Gollini. E anche Piaca, quando arriva alla conclusione, è poco efficace e un po' narciso.
In pratica al 45° è il Genoa ad andare all'intervallo con i maggiori rimpianti.
Nella ripresa cambia la musica. Ballardini toglie Zajc e più tardi, verso il 60°, tra gli altri anche Strootman. L'inerzia della partita passa nelle mani dei bergamaschi per due motivi principali: la difesa e il centrocampo del Genoa si abbassano di almeno 20 metri e, uscito Strootman, su Ilicic si piazza Lerager, con esiti molto diversi. Anche l'uscita di Masiello fa perdere aggressività sulla fascia destra, dove Zappacosta deve rimanere più basso. Ma anche rinserrato nella sua metà campo il Grifone non perde convinzione e alla fine porta a casa il risultato. Al Magatello di Grugliasco non rimane che saltellare come un clown isterico a bordo campo per ogni fallo fischiato contro. Non solo. Verso il 65° si fa male Cziborra e l'arbitro ferma il gioco quando la palla è nei piedi di un genoano. Alla ripresa del gioco l'arbitro la concede ai nerazzurri. Succede a due passi dalla sua panchina, ma il Grande Condottiero nei cuori di tanti Gaspenoani si guarda bene dal correggere l'errore.
Così finisce il Derby del Cuore inventato dalla stampa. Rimane negli occhi un primo tempo in cui il Genoa ha cantato e suonato gioco con un'eleganza insperata. Questo è quello che mi interessa, questa è la sostanza. Il derby degli allenatori lasciamolo al blaterare dei media. Oggi sulla panca del Genoa c'è lo Zio e per me è questo che conta.
Se Ballardini di oggi è pane e salame, Gasperini è pane e mortadella.
Oggi la verità è questa.