10:Fiorentina-Genoa

Oltre il recupero

Autore: 
layos

Marchetti 5: l'unica cosa per la quale lo si nota è un'uscita improvvida su Vlaovic, per il resto non tocca palla. E meno male. Si rompe ed esce.

Paleari 6: subentra e fa il suo, senza mai aver bisogno di fare grandi parate. Un rinvio sbagliato genera il goal poi annullato.

Goldaniga 6,5: meglio da terzino che da centrale, ma forse perché il suo riscontro è Ghiglione, il peggiore in campo.

Zapata 6: fino a che resta in campo bene, ma poi si rompe, l'ennesimo infortunio di quest'anno.

Bani 6: non demerita, anche se sull'azione finale la palla deve finire negli spalti.

Masiello 6: qualche pasticcio ma molti ottimi anticipi e disimpegni.

Pellegrini 5,5: qualche buona cosa, ma troppo discontinuo e non impeccabile in chiusura.

Sturaro 5,5: è un giocatore mediocre, ma per lo meno corre sempre e picchia tutti.

Lerager 5,5: la sua sceneggiata sul goal di Bonaventura ci regala probabilmente un punto insperato, perché se quel goal fosse stato convalidato, non avremmo pareggiato nemmeno col campo in discesa. Per il resto poca qualità e discreta quantità.

Radovanovic 5: a parte abbattere Castrovilli al primo minuto e costringerlo poco dopo ad uscire non si nota per nessuna cosa, sta davanti alla difesa a fare il frangiflutti, ma l'unico gioco che facciamo, con i suoi piedi di marmo, è il calcio lungo a cercare Scamacca.

Shomurodov 5: non gli riesce mai mezza giocata, non imbrocca un dribbling non difende una palla. Il fatto che giochi lui che è di proprietà al posto di Pjaca che è in prestito può essere solo spiegato col fatto che qualcuno si dovrà pur vendere per mandare avanti la baracca.

Scamacca 5,5: fa la guerra come può, mal assistito dal compagno di reparto, lotta col fisico, ma non la sua miglior partita.

Ghiglione 4,5: non ne imbrocca una manco per sbaglio. 

Pjaca 7: è discontinuo ma è talento cristallino. In venti minuti regala un goal che è una perla assoluta e un assist vanificato da Destro.-

Destro 6: mezzo voto in meno per non averla chiusa, ma il suo ingresso ha coinciso con la svolta del secondo tempo in cui la Fiorentina stava iniziando a chiuderci. Suo l'assist del vantaggio con palla recuperata.

Berhami 6: entra per metterci esperienza e corsa, si nota per qualche fallo inutile di troppo. Uno avrebbe potuto costarci il goal del vantaggio, per fortuna è stato sufficientemente lieve da non far scattare il Var.

Maran 5: avrà mille attenuanti ma siamo alla giornata numero dieci e al momento ha vinto una sola partita in casa contro l'ultima in classifica, che punti ne ha la miseria di due. Adesso ci aspettano due partite proibitive. I punti sarebbero stati da fare in casa con Parma e Torino e invece abbiamo preso due brutte sconfitte. Ora la classifica si fa torrida e saranno cazzi dell'ennesimo allenatore che gli subentrerà.

 

 

 

 

 

Non era mare

Autore: 
edoardo
Il titolo, "Non era mare", è semplicemente l'anagramma di Rocco Maran, in omaggio all'impostazione iperdifensiva, ma pagante, della squadra messa in campo oggi.
Ma il mare cade a fagiolo per chi aveva presentato questa partita come un'epica partita da ultima spiaggia. Non tanto per il GenoaDP quanto per Maran. I dipendendenti in braghette della Giochi Preziosi le spiagge le conoscono bene e per loro ce ne sarà sempre una accogliente da qualche parte. Per non dire dei molti che preferiscono gli scogli. Maran invece è stato avvertito, incluso con titoloni dei giornali, che se voleva salvare la pelle e il panettone doveva tornare da Firenze con almeno un punto in tasca.
E Maran ha risposto da uomo coraggioso. Contro la squadra della serie A che meno di tutte ha saputo tradurre il gioco in gol ha pensato bene che occorresse una terapia di tipo omeopatico. Hai un attacco scarso? E io ci metto 4 difensori puri in linea. Blason Goldaniga a destra e Scagnellato Masiello e sinistra. E uno schema semplice: se c'è un corridoio che si apre ti butti dentro galoppando, altrimenti calcii la palla il più lontano possibile dalla tua area, possibilmente nei paraggi di un tuo attaccante.
Nel primo tempo il piano ha avuto un relativo successo. Nel senso che è successo molto poco. Un paio di bei servizi di Goldaniga per le punte, nei quali il nostro difensore di nome Edoardo ha dimostrato di essere decisamente più ispirato di Ribery. Qualche tiraccio sballato dei viola. Un bella uscita a vuoto di Marchetti. Finché per fortuna si è fatto male Zapata. Per fortuna perché così almeno è successo qualcosa, anche se spiace per il bravo centrale. Ma noi siamo una delle poche squadre con in rosa ben tre giocatori il cui nome comincia con la Zeta. Un lusso.
Nel secondo tempo era prevedibile che la Fiorentina alzasse i ritmi e attaccasse a testa bassa. Cosa che le riusciva più facile visto che i nostri due attaccanti avevano finito la benzina per il loro lavoro frustrante e non riuscivano più a filtrare la partenza delle azioni avversarie. Ma per fortuna scendeva in campo il nostro miglior alleato, Bonaventura, che nel giro di una manciata di minuti riusciva nell'impresa di: a) Ciccare una testata a due metri dalla nostra porta; b) Ribattere un tiro gol a colpo sicuro di Vlahovic da un metro; c) Tirare la maglia di Lerager e farsi annullare un gol dal VAR.
Detto questo, si sa come vanno queste partite di anticalcio. Entra Piaça e prima incoccia in Destro che devia in gol in fuorigioco, poi con un controllo da attaccante vero si lancia verso la porta e segna il gol partita. Apparentemente ingiusto ma perfettamente in linea con la tradizione del calcio difensivo.
Era l'89°, ma nel calcio d'oggi le partite non finiscono mai e quando i secondi sgocciolano nel batti e ribatti è altrettanto inevitabile che tu sbagli davanti alla porta avversaria e che gli avversari riescano a tirare tre volte da dentro la tua area piccola e infine sbatterla dentro.
Finisce con l'amaro in bocca, ma va detto che era il risultato sperato fino al minuto 89.
Maranmaldo adesso capirà perché il suo quasi omonimo, quando Ferrucci gli disse che uccideva un uomo morto, gli abbia risposto che il colpo di grazia è necessario per prevenire l'impensabile. Non puoi pensare di avere ucciso la Viola se sbagli a porta vuota al 93° e se la partita non finisce mai.
Non abbiamo visto calcio, ma perlomeno abbiamo visto un Genoa in grado di lottare e di arrivare spesso primo sulla palla.

 

Non era mare, ma nemmeno l'ultima spiaggia.