05:Genoa-Inter

Piccolo Grande Genoa

Autore: 
Ianna

Una squadra che ha una rosa di 30 giocatori abbastanza equivalenti, contro una altra che ne ha un poco di meno e tutt'altro che equivalenti,non poteva che soccombere nella maniera più preventivabile e pronosticabile.
 
Non è stata una ecatombe come l'ultimo confronto diretto,nemmeno un massacro come quello di San Siro con Thiago Motta alla regia,ma il divario qualitativo e quantitativo,è stato evidente.
 
A ciò a tutt'altro che parziale attenuante,si deve necessariamente aggiungere per gli smemorati interisti,i falsi e ignari commentatori,che il Genoa ha dovuto rinunciare a ben sette titolari e quelli scesi in campo avevano al massimo due settimane di allenamento i più fortunati.
 
Per una squadra che ha già un Gap tecnico incolmabile,aggiungere quello fisico dovuto alla posItività al virus e alla mancanza di allenamenti,è come chiedere ad uno che è stato due mesi seduto sul divano,farsi un giro del condominio con 20 chili sulla pancia e  a tutta velocità.
 
Eppure fino al 63esimo,una mezza speranzella di portare a casa un punticino come a Verona c'è stata,anche perchè l'Inter è sembrata tutt'altro che irresistibile e assatanata di vincere.
 
Il Genoa non poteva far altro che difendersi,affidarsi alle giocate estemporanee di Pandev e Pjaca, il quale nel primo tempo ha pure avuto una mezza occasione se avesse guardato alla sua destra un doppio inserimento.
 
La Corazzata Potemkin aveva schierato quasi la formazione tipo,con il duo d'attacco sempre presente,con Ranocchia titolare dopo secoli a marcare nessuno, gli slavi al loro posto e il picchiatore cileno con una nuova capigliatura che lo rendeva ancora più lento di quel che si ricordava.
 
Solito inutile e sterille predominio territoriale,qualche mischia,ma Perin per tutti i primi 45 minuti era inoperoso.
 
Davvero poco per la Beneamata degli Over 65.
 
Nel secondo tempo si aspettava il calo fisico del Genoa,che poteva essere in parte sopperito dagli innesti della panchina se i giocatori avessero avuto la possibilità di allenarsi ed infatti chi entrava era quasi peggio dei titolari.
 
L'uzbeko si notava solo per le scarpe fosforescenti buone per quando si va a correre di sera,Radovanovic per il solito impeccabile taglio di capelli e per un polsino bianco al braccio .
 
Mentre Maran teneva in campo fino alla fine Nonno Pandev e questo fa capire in che condizioni eravamo e siamo,l'Inter che continuava a schierare quasi i migliori,ma che non aveva lesinato da giorni di piangere per un paio di contagiati, per la non positività di Hakimi fatto arrivare di corsa a Genova ed entrare addirittura sullo 0-0,manco fosse il nuovo Roberto Carlos.
 
Le acque dei Navigli da tre giorni erano composte anche dalle lacrime degli Interisti.
 
Proprio quando il Genoa prendeva più campo,cercava anche di proporsi timidamente in attacco,creando qualche pseudo occasione possibile di pericolo per l'infreddolito Handanovic,Parrucchino dalla panchina indovinava il cambio con Barella per Eriksen e da li a poco arrivava,era il 63esimo,il gol degli eredi di Tronchetti Provera:
 
Incursione dell'ex cagliaritano,tunnel riuscito e triangolo con il Le Bron James dell'Inter,che cadendo e in scivolata,colpiva di esterno sinistro e infilava l'incolpevole Perin.
 
Se prima c'erano poche speranze di portare a casa la pellaccia,il gol del Pivot belga,chiudeva di fatto tutte le porte.
 
Il secondo gol su angolo di D'Ambrosio,chiudeva la pratica Genoa fino ai saluti finali in campo.
 
Per la Beneamata dai Giardinetti Milanesi si è trattato di poco più di un allenamento dall'alto della loro spocchia,per noi solo minuti da mettere nelle gambe,per un ritorno ad una parvenza di normalità ,a cominciare dal derby di domenica prossima,che non poteva arrivare in un periodo peggiore per noi e buono per loro.
 
Aspetteremo per quel che possa interessare l'Inter a partite con avversari migliori e soprattutto il Genoa con una condizione fisica post Covid in miglioramento e con più giocatori a disposizione a Pegli.
 
Un punto sembra gia chiaro quando tutti i tasselli saranno al loro posto e non ci saranno attenuanti di vario genere:
 
Se la squadra può vantare una impronta difensiva chiara e anche efficiente,un centrocampo che può offrire gioco e anche filtro all'occorenza,un punto interrogativo grande come una casa si intravede all'orizzonte:
 
L'attacco composto da Pandev,Shomodurov,Pjaca ,Destro e Scamacca sarà in grado di assicurare quei gols sufficienti al Genoa per salvarsi?
 
La Società e il Mega Direttore Generale di Fantozziana memoria,sicuro che hanno fatto bene i loro calcoli rigurado il reparto offensivo?
 
Una cosa è difendersi,contenere e arrangiarsi per strappare qualche punticino alle dirette concorrenti,un altro è assicurarsi i gol per sopravvivere.
 
Questo aldilà di tutto è l'interrogativo più grande che ci lascia il Grifone.
 
Cosi,giocando in questa maniera e con questi attaccanti non segnamo nemmeno con le mani.
 
Possiamo difenderci 60,70 minuti,ma chi farà i gol quando serviranno?
 
A Faggiano la risposta.
 
Ianna

La linea Maginot non regge l'urto neroazzurro.

Perin 6: incolpevole sui goal, guida la difesa con la solita grinta. Poco impiegato, ma si fa sempre trovare pronto.

Goldaniga 6: fa la sua onesta battaglia con Lautaro, prova una chiusura alla disperata nel primo goal e non gli riesce per poco.

Zapata 5: si fa trovare fuori posizione in occasione del primo goal e si fa anticpare malamente da Ranocchia nel secondo.

Bani 5:  discreta la battaglia con Lukaku, la vince per 65 minuti poi si fa attrarre ingenuamente dal pallone in occasione del primo goal, evitabilissimo il giallo nel finale.

Ghiglione 5,5: benino in fase difensiva, poco o niente nella metà campo neroazzurra.  Nell'unico contropiede che imbrocca il Genoa, sbaglia malamente il controllo.

Rovella 6,5: ottima personalità, si fa trovare sempre smarcato e prova a dare qualità alla manovra.

Badelji 6: partita ordinata, nessun guizzo ma controlla bene la zona che gli viene assegnata.

Behrami 5,5 : solita grinta, soliti chilometri macinati. Supporta poco e male Czyborra che va in difficoltà.

Czyborra 5: se a Verona gli avevo concesso il beneficio della partita tutta cuore, oggi non si può far altro che bocciarlo. Sempre in affanno, poco e mal supportato dai compagni che lo lasciano spesso in terra di nessuno.

Pandev 5,5: tanti falli conquistati, qualche discreta intuizione nel nulla cosmico dell'attacco rossoblù.

Pjaca 5: non si vede mai e quel poco che si vede è decisamente negativo,le 2 settimane di stop non ci volevano.

Pellegrini 5,5: fare peggio di Czyborra era complicato, controlla meglio la fascia ma sembra un pelo troppo supponente con quella mentalità non sarà facile tornare alla Juve e restarci, gestisce discretamente il rapidissimo Hakimi. 

Radovanovic 5: marcare Barella non è un compito facile e nemmeno entrare in quel ruolo a partita in corso ma quando entra lui l'Inter riprende in mano la parita e la chiude.

Zajic 5: rientrato da una settimana negli allenamenti, entra e non si vede sostanzialmente mai travolto dalla mediana neroazzurra molto più di Behrami.

Shomourodov 5: non è una bocciatura perché il Genoa non fa niente per metterlo in condizioni di toccare palla, ma sostanzialmente non la vede mai nei 20 minuti che gli concede Maran.

Melegoni ng: pochissimi minuti a partita compromessa.

Maran 5,5: prova la strategia di chiudersi in difesa e gli riesce per 60 minuti, lascia perplessi la coppia d'attacco leggera Pjaca-Pandev in una partita in cui siamo costretti spesso a scavalcare la metà campo. Fa i cambi e l'Inter sfonda, difficile aspettarsi altro in una partita da 0 tiri in porta. Non era l'avversario e non è il periodo.