04:Verona-Genoa

IMMUNI A VERONA

Autore: 
Freddie Beccioni

Parlare di calcio in questo periodo è come ballare di architettura, avrebbe detto lo Zio Frank.
Un altro Franco a noi più caro probabilmente avrebbe detto di peggio.

Qualcosa bisogna pur fare per tenersi vivi, avrebbe invece appuntato Charles Bukowski, l’idolo mio e del mio quasi omonimo Cardinale Becciu.
Ma noi siamo genoani, mica tifosi creati in laboratorio e persino Pandev, anche se un po’ ci somiglia, è ben lontano dall’essere un pangolino.
La prima squadra d’Italia, testimonial della App “Immuni” e prima beneficiaria del bonus che il Governo regala ogni 12 contagi, arriva a Verona senza nulla da perdere, anche perché forse c’è un conticino da saldare dallo scorso luglio.
Tra quelli che si sono tenuti bene (niente al confronto di Ibrahimovic, ovviamente) questa sera in campo dall’inizio ci sono l’Untore, anzi l’Unto dalla Vecchia Signora Mattia e Radovanovic.
Behrami, Biraschi e Burioni sono invece seduti in panca, insieme a qualche futura plusvalenza asintomatica.
Va in scena una gara fisica in cui Juric mostra di soffrire Maran più di quanto lui non abbia sofferto Faggiano e si capisce che senza un regista come il genero e senza l’intelligenza di Amrabat a centrocampo per gli scaligeri non sarà una passeggiata in centro prima del coprifuoco.
Per loro fortuna Badelj non è in serata e Rado ha l’alibi per la consueta lentezza.
I due ovviano con la posizione e lasciano il pallino e il dinamismo al ragazzino biondo che s’arrovella.
Mentre i gialloblu conducono e ci si chiede quando i nostri anticorpi crolleranno, si ha il tempo per valutare i nuovi ingressi del Fagiano Prezioso.
L’uzbeko sembra dare la stessa confidenza al pallone che dalle sue parti darebbero a un kazako, ma si muove parecchio ed è presto per giudicarlo. Però pare una seconda punta o forse non è neanche una punta, dato che in Uzbekistan le punte non esistono, semplicemente come una volta all’oratorio, quelli più bravini e prestanti si mettono davanti, altrimenti nessuno si sarebbe sognato di definirlo il “Messi Uzbeko”.
Da uno sciagurato intervento che innesca il contropiede di Colley, si intuisce che Czyborra non sarà MVP ma rimane comunque in corsa per il seminatore d’oro.
Per nostra fortuna l’uomo pelato col nome da parrucchiere ha registrato la difesa in analogico e Bani aggiunge gambe (finché ne ha) testa e marcatura. Zapata sfodera una rara prestazione eccellente e Masiello torna il serial killer ammirato tempo fa su Netflix.
Il primo tempo finisce con un intervento non serial ma killer del macedone.
Chiesa a Crotone è stato espulso per molto meno ed è l’unica nota che fa sorridere al rientro nelle distanze docciali degli spogliatoi.
Si riparte come si era finiti, attendendo la seconda ondata sperando non sia più violenta della prima, che per fortuna sembrava di essere in Basilicata e non nel Nordest.
Il problema, come da un anno e mezzo a questa parte, è davanti e allora mentre il Verona fa la voce grossa e, pur senza sbilanciarsi troppo, prova a prendersi la scena come Zaia nella Lega Nord, il Favilli di Tashkent (sarà meglio di quello di Pisa?) lascia il posto a Scamacca, di cui per ora segnaliamo un tatuaggio che ricorda le origini di Lapadula. Dall’altra parte entra Salcedo e fa volare Perin, entra Zaccagni e Goldaniga lo saluta come si fa tra vecchi amici.
C’è tempo per Omeonga travestito da giovane della Primavera e per il retrovirale Parigini, ultimo forcing dei gialloblu e il minimo indispensabile è stato fatto.
Immuni a Verona, grammi ma solidi.

Arcigni alla meta

Autore: 
mashiro

Perin 6,5: nel primo tempo rischia di fare un disastro con uno stop rivedibile e un pizzico di rilassamento di troppo; si riscatta nel finale allungandosi bene sul pericoloso colpo di testa di Salcedo. Per il resto normale amministrazione ben gestita.

Bani 6: parte bene e cala alla distanza. Brutto, sporco e cattivo. Soffre Colley e Tameze che sono molto più veloci ma li contiene con esperienza. Esce per colpa dei crampi.

Zapata 6: guida la difesa e fa a sportellate prima con Favilli e poi con Kalinic, soffre più il secondo del primo. Resta lucido e non concede sbavature.

Masiello 6: partita d'esperienza, discreto nel pulire il pallone anche lui messo in difficoltà dalla rapidità degli avanti veronesi,  non perde la testa e concede niente.

Ghiglione 6: giusto il giallo, per il resto partita timida. Si vede poco in fase offensiva, anche se un paio di palloni sono pregevoli, soffre abbastanza Lazovic in quella difensiva.

Rovella 6: tanta presunzione che in certe fasi lo aiuta e in certe lo porta a strafare con risultati alterni. Cala molto alla distanza e viene giustamente sostituito.

Badelji 6: senza Zajic(e Schone...) poca qualità intorno a lui, fatica a smistare il pallone. Soffre l'aggressività del centrocampo gialloblù, si fa ammonire un pò troppo presto ma è intelligente a gestirsi.

Radovanovic 6: data la situazione sarebbe ingenerosa l'insufficienza, il ruolo non è suo e si vede. Tanto impegno, poca qualità ma stasera conta molto la grinta e l'impegno, il serbo da questo punto di vista è inappuntabile.

Cyzborra 6: pure per il giovane tedesco la partita è così, così: tanto impegno, pochissima qualità. Stasera premio l'impegno anche perché Faraoni prima e Lazovic poi, sono avversari complicati.

Pandev 6,5: la pochissima qualità del Genoa si vede dal macedone, come sempre. Cerca l'euro-goal con il pallonetto ma Silvestri è bravo a rimanere in piedi, stasera era la serata da essere più cattivi. Ma Goran, dopo i 9 goal della scorsa stagione, può fare quello che vuole.

Shomourodov 6: potrei copiare per il centravanti uzbeko quanto detto per Cyzborra e Radovanovic, in una situazione normale sarebbe una partita da insufficienza. Tanto impegno e poco altro, un bel cross per Rovella, una discreta sgroppata nella ripresa.

Scamacca 6,5: l'ex centravanti dell'Ascoli è un bel toro, usa bene il fisico un pelo meno i piedi ma per essere sbarcato sabato nel difficile mondo rossoblù, esordio molto positivo.

Goldaniga 6: entra a freddo, nel momento clou della partita. Si butta nella mischia con abnegazione e fa il suo mestiere. Peccato per il giallo preso per 2 falli duri in pochi secondi.

Parigini ng: pochi minuti, qualcosa bene, qualcosa non tanto. Non sfrutta i 15 minuti finali per scalare le gerarchie.

Eyango ng: pochi minuti per mettersi in mostra. Di oggi ricorderà l'esordio e poco altro.

Behrami ng: lo svizzero entra nel triplice cambio di Maran, è fuori condizione e si vede ma ha esperienza e grinta aiuta i suoi compagni anche con quello.

Maran 7: dopo la scoppola di Napoli e le settimane difficili che ne sono seguite, il suo Genoa è una squadra arcigna e con tanto cuore, i rossoblù non rinunciano a ripartire ed attaccare con discreta qualità. Cambi fatti con criterio e ben gestiti, con il passare delle settimane e si spera il rientro di diversi calciatori di qualità come Pjaca e Zajic si potrà fare sicuramente meglio.

Faggiano 1: a fine anno spero abbia ragione lui. Stasera: punizione di Radovanovic sugli stinchi di un difensore del Verona con pericoloso contropiede gialloblù e inguardabile corner di Parigini con Schone a casa mi han fatto imprecare non poco. Spero vivamente che a fine anno da 1 si trasformi se non in 10 almeno in 7-8.