08: Parma-Genoa

L'ennesima stagione buttata

Autore: 
layos
Anche quest'anno, alla giornata numero otto, siamo al cospetto di una stagione fallimentare alla fine della quale, per bene che vada, saremo riusciti a portare a casa la pelle, per l'ennesima volta, sfruttando la miseria di questa serie A a 20 squadre e 3 retrocessioni, nella quale giocano calciatori che 20-30 anni fa avrebbero fatto fatica ad accomodarsi in panchina in serie B,
 
L'ennesimo progetto tecnico è naufragato, pochi metri dopo il varo, per le ennesime ed inspiegabili scelte di una società della quale ormai si fa fatica a comprendere gli scopi, perfino quelli meno nobili, perché ogni scelta fatta sembra essere, non solo, al solito, contro l'interesse del Genoa, ma pure contro l'interesse della proprietà, ovvero quello di vendere quanti più calciatori possibile ed incassarne i lauti dividendi.
 
 
Registriamo che l'ennesimo allenatore è venuto qui a fallire, che ci sarà l'ennesimo esonero e probabilmente l'ennesimo traghettatore che ci condurrà forse al porto dell'ennesima sofferta salvezza. La favola di Preziosi che capisce di calcio probabilmente ormai serve solo a far addormentare i suoi servi con il viso camouflage, perché nessun altro ormai ci crede più.
Escluso Gasperini, nessun allenatore ha mai iniziato e concluso una stagione. Ed infatti, escluso Gasperini, nesusno ha mai ottenuto alcun risultato di rilievo qui da noi, se escludiamo la promozione dalla C di Vavassori-Perotti-Vavassori e la serie A azzoppata (e comunque conquistata con una partita comprata) di Cosmi (subentrato a De Canio, giova ricordarlo).
 
Quindi possiamo riassumere il ventennio preziosiano che sta per concludersi così: a parte le travagliate e litigiose parentesi gasperiniane, concluse con una promozione e due qualificazioni europee, il Genoa ha sempre fatto anguscia, ha esonerato decine di allenatori e non ci ha mai capito il verso.
 
Si dirà: sono stati comprati fior di campioni. Vero, almeno in parte, ma anche qui occorre fare un po' di conti della serva. Se è vero, come è vero, che ad ogni sessione di mercato il Genoa movimenta 30 giocatori in entrata ed in uscita e che le sessioni di mercato sono 2, vuol dire 60 giocatori, per 20 anni, che fa 1200. Diciamo che la metà sono acquisti e che 20 anni sono un arrotondamento per eccesso, facciamo 400 giocatori acquistati?
Su 400 giocatori, se li comprassi io, tirandoli a sorte con un bussolotto, dite che riuscirei a pescare i Palacio, i Piatek e i Perotti? Io dico di si.
 
Ma veniamo al presente. Andreazzoli è stato preso perché l'Empoli giocava bene. Allora, dico io, sarebbe dovuto essere messo nelle condizioni di far giocare bene anche il Genoa. In primis nell'Empoli giocava con il 4-3-1-2 o 4-4-2 con il rombo, scegliete voi. Infatti, la prima cosa che è successa non appena arrivato a Genova, è stato imporgli la difesa a 3. Per non sbagliarsi uno degli acquisti più importanti è stato Barreca, uno che gioca nello stesso ruolo, se adottassimo la 4, di Criscito, capitano, uomo simbolo, titolare inamovibile. Ergo, o si gioca a 3, o si mette fuori uno dei due. 
Il buon Aurelio comunque si piega ai diktat societari, imposta una 3 con Criscito centrale e prova a giocare 3-4-1-2, cercando di riproporre, pur con la difesa a tre, una versione riformata di quel rombo che gli aveva portato bene ad Empoli. Il che si è presto rivelata una trappola mortale. Perchè Schone, il giocatore più importante perso quest'estate, non è ovviamente sacrificabile, ma in questo modulo c'entra come proverbiali cavoli a merenda, salvo forse (e questo sarebbe stato un esperimento possibile) metterlo trequartista. 
Se Andreazzoli avesse optato per il 3-5-2 più classico avrebbe dovuto sacrificare uno fra Schone e Radovanovic, nel ruolo di mediano basso. Essendo il primo intoccabile ed essendo diventato il secondo un pallino dell'allenatore, si è creato un gigantesco equivoco tattico dal quale non siamo più usciti.
Inoltre, davanti, l'unico calciatore che abbiamo che sia mai andato in doppia cifra in A è un signore di anni 36 e che la doppia cifra l'ha fatta l'ultima volta 10 anni fa. Non è un caso che, a dispetto della mole di gioco, i goal segnati siano comunque pochi.
Infine, nonostante tutte queste contraddizioni e scelte infelici, il Genoa aveva iniziato molto bene la stagione, un ottimo precampionato, con la qualificazione in Coppa Italia e un buonissimo esordio, contro Roma, Fiorentina e Atalanta, tre squadre molto più forti di noi, con una sola sconfitta al passivo, maturata nel recupero, grazie ad un goal pazzesco di Zapata.
 
Nonostante tutto e nonostante questo ottimo score, è bastata una partita sbagliata, anzi, un tempo di una partita sbagliato a Cagliari, perché Preziosi, per voce dei suoi instancabili corifei, mettesse già pesantemente in discussione il mister, con le inevitabili ripercussioni che un atteggiamento del genere ha sul morale della squadra e sulla serenità dell'ambiente.
 
Dopo la comunque buona partita col Milan, decisa da episodi sfortunati e da un arbitraggio discutibile, il destino del mister sembrava segnato, allenamento annullato, ridda di voci sul successore. Poi, inspiegabilmente, forse per la poca convinzione sui successori o per il mancato accordo economico,. Andreazzoli è stato confermato, ma a questo punto il danno era fatto. Ed era un danno irreparabile. La disfatta del Tardini la chiosa su questa ennesima, surreale, farsa preziosiana.
 
Anche Capozzucca verrà, dicono i giornali, travolto dalla furia punitiva di Preziosi. Così come gli allenatori, anche i dirigenti vengono masticati e sputati come semi di (capo)zucca. Nessun dirigente riesce ad imbastire qualsivoglia tipo ti progettazione a medio-lungo termine. Sembra uno di quei film in cui il despotico re manda le truppe al massacro, a combattere guerre che non possono essere vinte, tetragono ai consigli di chi lo invita a desistere e, dopo l'inesorabile disfatta, fa trucidare i generali.
 
Ormai mancano le forze, le energie, le parole per commentare questo scempio, quest'ennesima stagione buttata alle ortiche e questo ennesimo ingaggio di un allenatore, preso per fare il nuovo Gasperini, quando Gasperini non è. Per somma burla, giova ricordare che Gasperini era ancora sotto contratto quando venne cacciato, per prendere Juric, riconoscendogli una ricca buonuscita. Cosa che ha consentito, fra le altre cose, di vederlo accasare a Bergamo, dove ha portato l'Atalanta in Champions league ed in europa per tre anni di fila.
 
Ma sono sicuro che i suoi zerbini televisivi ancora sapranno trovare giustificazioni.

Non voglio più soffrire

Autore: 
mashiro

La cifra del Genoa di oggi per me è il goal del 3-0.

46esimo, hai appena preso il 2-0, sei in difficoltà, arriva la palla sula 3/4 offensiva, spalle alla porta e pressato dietro facile c'è un tuo compagno.

Un calciatore la stoppa, scarica facile per il compagno che fa qualunque cosa di facile per portare a casa il tempo, l'unica cosa che conta.

Pajac, uomo del mister, decide per il dribbling, ovviamente la perde e ovviamente prendiamo il goal che chiude una partita mai iniziata.

In buona sostanza la cifra di questo Genoa, una squadra che prova a essere bello sin oltre quello che si può permettere, che non ha cervello per gestire la palla e per leggere i momenti della gara.

Fine.

Il calcio è uno sport in cui la testa conta come e più della tecnica e della corsa.

Dopodiché l'incommentabile match dura 2 minuti: Andreazzoli decide per il suicidio con un improbabile 3-5-2, il giro palla basso viene subito messo in crisi dal pressing del Parma che ha subito 2 ottime occasioni.

Teniamo botta, scampiamo il pericolo e il pressing dei ducali scema.

Creiamo fortuitamente un paio di palle goal con Pandev e Goldaniga, che sprecano malamente.

Segna al solito Kucka, su una carambola che arriva dopo tanti minuti in cui la palla ballonzola davanti alla nostra area di rigore.

Poi 20 minuti di black out in cui regaliamo 2 goal al Parma: quello del 3-0 di cui ho abbondantemente raccontato e anche quello del 2-0 che nasce dall'inesistente marcatura su Cornelius, un ragazzone di 2 metri in cento chili che fa il centravanti del Parma: strano che le ottime marcature del Genoa lo lascino smarcato.

Dopo l'intervallo ti aspetteresti un Genoa arembante, che voglia salvare il salvabile compresa la panchina del mister e invece è di nuovo Cornelius a fare il 4-0.

Inizia quindi l'accademia, i goal di Pinamonti e Kulusevki sono buoni solo per il fantacalcio e le statistiche.

Preziosi inevitabilmente esonererà Andreazzoli, ma la partita di oggi dimostra ancora una volta che è Preziosi quello da esonerare.

Mille giocatori cambiati, mille allenatori cambiati, nessuna filosofia di gioco, nessun attaccamento alla maglia e nessuna logica.

Andreazzoli ha la testa sull'incudine da Cagilari ed è incomprensibile la scelta di averlo in panchina oggi, a maggior ragione se la sua idea di formazione era questa.

Con quel 3-5-2 andare allo sbando era scontato.

Ma ancora più impietoso è il confronto con il Parma: alla playstation la rosa dei ducali non la cambieresti con la nostra, sul campo al di la del 5-1, sembra si facciano 2 sport diversi.

Uno storico tifoso del Genoa dice che manca un giorno in meno alla stella.

In questo momento posso solo dire che manca un giorno in meno alla fine di questa agonia.

Quale che sia la sua fine.