05: Genoa-Bologna

Che Anguscia Belin!

Autore: 
Ianna

Se lo avesse chiesto un paio di giorni fa e avesse avuto una settimana di tempo,per allenarsi,abbandonare la sua auto e soprattutto sospendere di andare come ai bei tempi nelle Pivovar(ndr:Birrerie) genovesi, Sor Aurelio avrebbe risolto,forse per una notte,il suo atavico problema:
Fare gol.
Chiamava Tomas Shuhravy,gli dava la maglietta n.10 targata Kenwood e con  il valzer dei lanci lunghi aveva un calciatore che stoppava di petto,faceva salire la squadra,si portava con se due marcatori,smistava sulla destra e via al centro per ricevere un cross o un passaggio filtrante da Saponara,pardon Aguilera.
Ma il grande ceco, che insieme a Branco sancì l'impresa di eliminare per la prima e unica volta dall'Euopa la Juventus non c'era in campo,semmai in tribuna e forse quei lanci della disperazione alla Viva il Parroco,non si sarebbero visti.
 
Nel calcio se non hai un centravanti ,se non segni,puoi giocare fino a domattina,ma non vinci.
E il nostro di centravanti è uno sbarbatello,ex Frosinone mica Siviglia, che corre sulle punte come Bolle,non fa una sponda,non tiene una palla,non tira ,non smista e di conseguenza non fa gol.
Dalla disperazione Sor Aurelio da Roma che a quanto pare aveva puntato su di lui,nella ripresa sullo 0-0,lo ha tolto.
E questa mossa tatica è la fotografia esatta della incapacità realizzativa di un Grifone spelacchiato.
Che poi Andreazzoli abbia messo una mezza punta fantasma al posto di un attaccante,che era solo di peso e fresco, è un mistero come quello della fede nel Sassuolo.  
Cosa ha propinato il Genoa stasera dopo la presunta ramanzina Presidenziale?
Il Mister è andato sul sicuro, ha scelto la sua formazione tipo e almeno per la prima volta in campionato non ha preso gol e Radu è stato inoperoso,ma in avanti si è predicato nel deserto.
 
Lo spazio che intercorre tra le due leggerissime punte in mezzo a tre Marcantoni, è una landa desolata dove nessuno dei tre centrocampisti ha il piede e il raccordo per innescare le due punte stasera piu che mai isolate ed evanescenti.
 
Lerager fa tutto ma sembra che nulla delle sue fasi la faccia bene.
Radovanovic è di rottura e il suo bene o male lo fa.
Shone non è regista ,non è mezzapunta, ha la sua bella età,si è visto solo su una punizione che forse poteva cambiare la partita,finita sulla traversa, per il rigore che ha causato e che per fortuna Sansone ha calciato sulla stessa traversa,regalandoci quel punto che avevamo perso immeritatamente almeno con l'Atalanta.
 
Per il resto è stato un secondo tempo da Anguscia con un tiro di Barreca ,una discesa del discontinuo Ghiglione,la sofferenza in marcatura di Romero che ha preso il quarto giallo in quattro partite,fino all'ingresso tardivo dei cambi dei quali non si capisce il ritardo vista la difficoltà palese,cronica avuta in tutto il secondo tempo.
 
Il Bologna dell'assente guerriero Mihailovic a cui auguriamo la guarigione,si è dimostrato una squadra solida,tosta da affrontare che ha raccolto meno di quanto meritasse,ma il cui valore di questa stasera è sicuramente accentuato dalla pochezza tecnica,agonistica e anche fisica del Genoa. 
 
Grifone che torna gradatamente sulla Terra ,dopo i facili entusiasmi iniziali e si stabilisce nella canonica parte sinistra della classifica,nella sua dimensione attuale e passata,rendendo ingiustificate gli eccessi di una euforia estiva,pompata chissà da chi e su quali basi.
 
Resta una squadra da completare,da registrare con alcuni tasselli mancanti.
 
Ha poco da dire il Mister sui numeri,finalmente in una disamina tecnica valida e obiettiva, perchè qui non siamo a Basket City ne a Oklahoma dove gli allenatori vanno a leggere le statistiche.
 
Qua manca il nove, manca la mezza punta e se non si da una mossa insieme al suo Presidente,lui a Natale non ci arriva e per noi inizia il solito calvario.
Ianna