Memorie dei tempi di Fossati (parte ottava).

Il campionato 1983/84 si concluse con una amara retrocessione, la squadra non era priva di giocatori di interesse, ne cito alcuni: Martina, Testoni, Faccenda, Onofri, Policano, Benedetti, Mileti, Viola, Antonelli e Briaschi, ma il rendimento complessivo fu lacunoso.

Calciatori come Canuti e Bergamaschi non resero secondo le aspettative , gli stranieri tesserati non diedero un apporto degno di nota: l’olandese Peters per le deficitarie condizioni fisiche e il brasiliano Eloi per il fatto di essere un pesce fuori dall’ acqua e la sua carriera successiva lo dimostrò, nonostante le pretese di alcuni tromboni che pur di dare addosso ai tifosi del Genoa, rei non leccare come loro l’attuale rappresentante legale.

La società approntò i quadri per la stagione 1984/85, affidando a Spartaco Landini il ruolo di Direttore Sportivo e a Tarcisio Burnich il ruolo di allenatore.

Giunsero il portiere Cervone, i centrocampisti Bonetti e Mauti, l’attaccante Auteri, considerato una promessa, ritornarono al Genoa il giovane Simonetta e Fiorini.

L’allenatore portò in prima squadra molti giovani, oltre a Bosetti, Chiappino e Rotella che avevano fatto capolino anche in campo nel corso della stagione passata utilizzo Eranio, Picasso, Ferraris, Spallarossa, Picasso e Tovani.

Andarono via Antonelli che approdò a Roma sponda giallorossa, Viola, Martina e Briaschi, il primo destinato al Torino, il secondo alla Juventus.

Una bel gruzzolo giunse nelle casse del generoso Renzo, allora venne contestato per le cessioni, i genoani erano ancora piuttosto primitivi, i loro epigoni hanno compreso che bisogna lodare la società quando cede, bisogna essere ostruttivi e applaudire, bisogna essere moderni e godere delle vendite, oggi le chiamano plusvalenze, è più signorile.

Gran parte del pubblico aveva da un po’ mutato bandiera, dall’appoggio a Fossati, sostanzioso oppure benevolmente neutrale, era passato a criticare l’operato della dirigenza, per giungere poi alla aperta contestazione; capita ad alcuni, quando vengono richiamati alla realtà, capita anche quando gli alcuni sono tanti da far massa.

Il basso numero di abbonamenti e di paganti allo stadio, in quell’anno si registrarono dei record negativi forse tuttora imbattuti, furono da un lato il segno di protesta, dall’altro un colpo molto duro portato alle casse di Fossati.

L’ASPAG dopo anni di collaborazione, i maligni li definirono anni di collaborazionismo, con il massimo dirigente, aveva presentato un esposto alla magistratura sulla regolarità della gestione che portò Fossati ad a dover lottare anche nella aule di Piccapietra e che avrà delle conseguenze pesanti.

Enrico Preziosi potrebbe far tesoro dell’esperienza, quando si troverà contro i suoi paggetti, sebbene alcuni abbiano parecchi lustri in più paggetti restano, dovrà guardarsi le spalle.

I paggetti sanno fiutare il vento e rifarsi una verginità al momento opportuno, infatti nel corso del 1984 si erano fatti avanti dei possibili acquirenti: il primo era Gianfranco Gadolla, allora noto imprenditore edile ed uno di più sostanziosi immobiliaristi della città; la seconda era una “cordata” milanese rappresentata da due professionisti meneghini: il Dottor Carbone commercialista e l’avvocato Spirito.

In seguito si parlò di una terza ipotesi, un’altra cordata milanese rappresentata dall’avvocato Roj che affiancò il primo gruppo di compatrioti.

Era quanto bastava per fare capire ai paggetti che si poteva voltar gabbana, abbandonando Fossati e correndo incontro al nuovo per rendere i propri servigi.

Burnich è un uomo roccioso e serio, forse non verrà ricordato per aver inventato il calcio, ma preservò la squadra dalle tensioni, vivendo in un ambiente sempre più gonfio di ostilità verso la dirigenza, raramente i giocatori vennero criticati o contestati nonostante il campionato disputato in modo che definire mediocre è un eufemismo.

Il rendimento della squadra fu discontinuo, il Genoa non fu mai in grado di pensare di poter raggiungere la promozione, era troppo scombinato; le tre promosse furono battute al Ferraris, ma questo non incise per nulla, Fiorini segno undici reti e a fine campionato venne ceduto alla Lazio, tuttavia nessuno lodò la cessione, fu l’ultima realizzata dal generoso Renzo.

L’esposto presentato dai soci dell’ASPAG, divenuti dei Bruto e dei Cassio in sedicesimo, ebbe un effetto molto pesante, la Guardia di Finanza perquisì la sede, trovò la contabilità in nero nella cantina.

Secondo alcune fonti ufficiose il risultato fu ottenuto con l’uso di intercettazioni ambientali, il Presidente Fossati accusò più o meno apertamente gli esponenti più in vista dei piccoli azionisti di “essersela cantata”.

I maligni sostennero che avendo partecipato alla vita societaria in molti modi questi dovevano essere a conoscenza del “nero” e più spietati di averne tratto anche profitto.

Per mia opinione, pur avendo sempre pensato tutto il male possibile di molti volti noti dell’ASPAG, oggi non casualmente quasi tutti approdati anche sulle rive della Fondazione, non credo a tanto.

Per essere ribaldi sino in fondo basta saper cambiare casacca e saperla cambiare con tempismo, occorre un minimo di piglio e questo a loro è sempre mancato.

La Procura della Repubblica nei primi giorni del 1985 giunse a chiedere la revoca degli amministratori del Genoa e la nomina di un Amministratore giudiziario, la situazione era sull’orlo dell’esplosione

L’inverno fu uno dei più freddi, non mancarono copiose nevicate sulla città, le prime nevi giunsero poco dopo capodanno, i genovesi e sopratutto i genoani guardando il generoso Renzo raggelavano ancor più che per le basse temperature.

I tubi dell’acqua saltarono assai spesso e più volte numerose scuole chiusero i battenti e rimandarono gli alunni a casa a causa dei guasti al riscaldamento.

Fossati intavolò trattative con i milanesi, ma queste andarono per le lunghe, i milanesi con un comunicato che venne pubblicato sul Secolo XIX dichiararono la loro intenzione di acquistare il Genoa e le condizioni della loro offerta, essa venne considerata da molti più che accettabile; Fossati rilancio dicendo che si doveva tenere conto della situazione al 31 marzo 1985 e non di quella al 31 dicembre 1984, si trattava di far su un paio di miliardi, non pochi per l’epoca.

In primavera inoltrata i milanesi nel corso di una conferenza stampa accettano i termini di Fossati, il quale poco tempo dopo l’accettazione comparendo nel corso di una trasmissione televisiva, mi pare sul canale regionale della RAI, dichiarò che il Genoa non era più in vendita e la tensione salì alle stelle.

La magistratura prima gli ritirò il passaporto, poi lo prosciolse dalle accuse più gravi, restarono sul suo conto le multe, se non ricordo male ammontarono a svariati miliardi.

Fossati dichiarò di volere affidare il Genoa a suo figlio Gianni, il giovane era un atleta, giocava a pallanuoto a buon livello ed era considerato serio dai più, non mancava di stare a bordo campo, ma la vulgata genoanamente corretta dell’epoca non gli riconosceva virtù taumaturgiche che saranno riconosciute ad altri figli di rappresentanti legali, si iniziò a vociferare di ingressi di nuovi soci.

La contestazione a Fossati durò anni e si svolse in vario modo: vennero esposti striscioni allo stadio non particolarmente poetici, venne invitato dedicare il suo tempo ai viaggi visitando questo e quel paese, quel paese in modo particolare divenne una meta suggerita più volte e a gran voce, venne invitato ad andare a quel paese sia dentro che fuori il Ferraris, in molte circostanze innanzi l’uscita degli spogliatoi, si accalcarono presenze non molto sorridenti, inoltre Fossati venne fatto bersaglio di una campagna goliardica decisamente efficace.

Tra i tanti striscioni esposti contro Fossati ne ricordo uno, correva il 18 novembre 1984, correva più di molti dei protagonisti di quel Genoa Cagliar: “Fossati hai distrutto un mito vattene Genova non ti vuole”, mentre durante Genoa Perugia del 10 marzo 1985 lo striscione recitava: “Addio Renzo e benvenuto chiunque tu sia”.

Alcuni momenti della contestazione meritano di essere ricordati.

I lucchetti che chiudevano le saracinesche della concessionaria di sua proprietà avevano molta simpatia  per la colla, la attiravano spesso, talvolta capitava la medesima cosa ai lucchetti di una nota palestra sita in San Fruttuoso, gestita dalla figlia; forse era dovuto al fatto che i lucchetti provenivano dalla medesima fornitura.

Dario B e Roberto S arrivarono sotto il FOREMA, lo yacht di Fossati, con un gommone, lo invitanrono a cedere il Genoa dando luogo ad una colorita conversazione di cui ho raccolto da uno dei protagonisti alcune parole dal sen di Renzo fuggite, che suonavano più o meno così: “Belin S anche il sabato vieni a rompere i c...!”

Un giorno all’aeroporto di Genova un furgoncino guidato da Renato M urtò casualmente la macchina di Fossati, il quale non mantenne nella circostanza il suo proverbiale aplomb, in special modo quando il buon René con il suo consueto candore disse “mi sfuggita la frizione”, dando luogo ad una bel siparietto.

Immaginate un po’ se tutto questo accadesse oggi.

L’Impareggiabile si lancerebbe ad un intemerata in diretta per tutte le emittenti televisive, chiedendo arresti e retate, i signori e le signore del suo seguito si straccerebbero le vesti, scriverebbero post a raffica su certi siti complici, telefonerebbero alle televisioni locali compiacenti aggiungendo i soliti sms tipo quelli che inviarono alla vigilia di Genoa Lumezzane, il Branza darebbe delle leccate tali da far impallidire i peggiori adulatori a cottimo, i veri genoani applaudirebbero la polizia e quelli che tra loro si ritengono intellettualmente più dotati festeggerebbero ostentando manette, come fecero nell’estate del 2006.

Povero Renzo, vari anni dopo avrebbe ricevuto cori e leccate di chiappe ed invece nel suo tempo dovette far fronte alla contestazione.

Nel mese di giugno del 1985 Fossati passò dal rifiuto di ogni ipotesi di vendita, al passaggio delle consegne ai suoi figli, poi aprì all’idea di nuovi ingressi nella compagine societaria e qui comparve il Commendator Aldo Spinelli, imprenditore portuale di livello, noto nel suo ambiente, ma sconosciuto ai più.

Egli entrò nel capitale del Genoa in modo consistente, rilevando il 40% delle azioni e nel giro di pochi giorni divenne il nuovo proprietario.

Chi ha vissuto quei giorni ricorderà come il soggiungere di tante nuove in pochi giorni generò una aspettativa altissima, il passaggio di mano, prima una mera ipotesi divenne possibile ed in seguito una certezza; l’ufficialità si ebbe il 21 giugno 1985.

Si concluse un’epoca, Fossati era stato in vario modo in sella per lustri.

L’ingresso di Spinelli in sede avvenne tra due ali di folla plaudente, non mancarono tra questi alcuni di quelli che dopo averlo applaudito ed osannato, mostrando al Ferraris lo striscione “Spinelli i veri genoani sono con te”, da un po’ lo chiamano Sciarpagialla.

Il cambio avvenuto alla guida del Genoa fece esplodere un notevole entusiasmo, anni grami avevano fatto da letto al germogliar di robuste fantasie, si immaginò l’arrivo di un mecenate.

La prima campagna acquisti del Genoa di Aldo Spinelli si chiude con sei miliardi e mezzo di uscite e otto miliardi di entrate e questo avrebbe dovuto far guardare al domani con un po’ di disincanto.

Il cambio al vertice riportò Genoani al Ferraris in occasione della prima partita di Coppa Italia disputata il 21 agosto 1985 vide gli spalti gremiti come non accadeva da anni e un grande striscione in Gradinata Nord recitava parole simili a queste: “Forza Grifone apri le ali è tornato il momento di volare”.

Se e quando ci sarà un cambio alla guida della società rossoblù, meglio far tesoro delle esperienze, salutare chi parte e chi arriva, ma evitare i facili entusiasmi che portano a firmare cambiali in bianco.

(Fine parte ottava-Fine)
 

Commenti

L'ultima porcata do sciĆ¹

L'ultima porcata do sciù Renzo? A trattativa conclusa la vendita di tre giocatori che Spinelli in silenzio ha dovuto ricomprarsi.   Smile

Era un Calcio Fave e Sardo

Era un Calcio Fave e Sardo Smile

ahahah

Ho ancora dvanti agli occhi lo sguardo terrorrizzato du sciu Rensu quando l'Alfetta di Renato M. salì sull'aiuola per terminare la corsa contro la sua macchina !!! Smile
Quando scappa ... scappa... la frizione Smile
Ricordo anche la stessa sera nella vecchia aerostazione che un tifoso non propriamente calmissimo ruppe un vetro e poi per dileguarsi dalle forze dell'ordine che cercavano quello con la maglia rossa si fece prestare un giubbotto di jeans.. tifoso che adesso predica il "porgi l'altra guancia" Smile
E i caroselli che facemmo con D.B alla notizia della cessione???. .. prendemmo la vespa e via... prima in centro e poi una volta raggiunto un numero considerevole fino a Nevi sotto la villa del Rensu
Grazie Pier !!!!!