SOTTO UNA LANTERNA AFRICANA: IL DERBY PIU’ BELLO DEL MONDO

 

Me ne sono andato via sette anni fa, perché l’Italia iniziava a farmi davvero schifo.

E io lo schifo lo vivo come un dolore persistente dalle parti del fegato. Il fegato mi serve per bere la birra tusker bella fresca, quindi ho deciso di partire. Sono andato in Kenya e ho imparato che il fegato serve anche per affrontare la miseria che regna sovrana e avere voglia di guardarla in faccia, capirne le cause senza falsi pietismi o veri moralismi e darsi da fare, senza troppe menate. In Italia mi faceva schifo anche il mondo del calcio, di cui non era difficile immaginare gli anni a venire, tra manipolazioni televisive, scommesse liberalizzate e plusvalenze selvagge. Per me il calcio è il sogno di quando ero bambino. Ho pensato al calcio in Kenya perché sono genoano e un genoano non può rinunciare ai sogni. Per prima cosa ho sognato di poter aiutare dei ragazzini del quartiere più povero di Malindi, Kisumundogo. Poi ho sognato di farli studiare e dare loro l’incentivo di giocare in una vera squadra di calcio. Sognavo di essere il presidente di un Genoa africano e ci ho scritto pure un libro.
Tre anni fa l’abbiamo fatto, con risicati contributi della società Genoa (10 mila euro l’anno rispetto ai 25 che ci erano stati promessi, si può dire, almeno io che sono in Kenya posso dire la verità senza vergognarmene…abbiamo ricevuto quelli del 2010 e 2011…aspettiamo quelli di quest’anno…per fortuna c’è la Onlus Karibuni che li anticipa e ci mette anche qualcosa di suo). In più c’è l’aiuto di qualche tifoso che se l’è potuto permettere ed ha un cuore grande, quello di molti Daspo di Genoa-Siena che mi hanno regalato una muta di maglie e pantaloncini, e anche la mano dei Gir che da due anni mantengono agli studi Joseph, che da settembre spiccherà il volo verso l’Under 16, sempre se se lo meriterà, pagella alla mano. Quest’anno avevo un altro sogno: dopo aver assistito a uno dei derby più controversi della storia rossoblucerchiata, dopo aver urlato dalla Nord “Non lo sapeva” ed essermi preso del bastardo da Milanetto, prima ancora di leggere dalla mia privilegiata postazione internet in riva all’oceano indiano il delirio di magistrati, il mistero di presunte combine e dubbie connivenze, il lezzo di certe dichiarazioni, ho sognato un derby sano, pulito, salvifico. Lontano migliaia di chilometri da faldoni giudiziari, intercettazioni, scommesse milionarie.
Ho sognato che i miei ragazzini potessero capire l’importanza di una sfida che fin da ragazzo sentivo già nello stomaco un mese prima, che mi faceva battere il cuore alla vigilia come prima della maturità, come quando strappavo il cellophane del vinile di “Gaucho” degli Steely Dan, come al primo appuntamento dei sedici anni con la fidanzatina. Quando Marco, un ragazzo doriano ma simpatico del Sampdoria Club Bogliasco mi ha proposto l’invio di una muta di maglie blucerchiate ad un orfanotrofio, il cervello si è messo a mulinare ed il cuore a pompare. L’orfanotrofio sta a Watamu (periferico rispetto a Malindi, più o meno è la distanza che c’è da Boccadasse a Sampierdarena) e si chiama Happy House. E’ gestito da una coppia di inglesi di Manchester che non tifano City, bensì il “maledetto” Leeds United.
Ho fornito loro uno degli allenatori dell’accademia Malindi United (all’interno della quale il mio Genoa fa le veci dell’Under 13), li abbiamo preparati, invitati al campo di Malindi per allenarsi con i nostri, svolto sedute tattiche, insegnato la nostra filosofia di studio, divertimento e lealtà. Allenamenti e rigorosamente solo partitelle miste. Poi, la settimana scorsa, l’annuncio. Il primo derby keniota Genoa-Sampdoria (anzi Genoa Malindi-Sampdoria Watamu), si sarebbe tenuto domenica 22 giugno. Il sogno!
Il sogno è quello che vedi negli occhi di Mystic, che papà ha chiamato così in onore di una canzone di Bob Marley. Non aveva neanche le scarpe per andare a scuola, oggi è il regista del Genoa e potrebbe anche diventare un buon calciatore, come Eugene, che è uscito dalla scuola calcio rossoblu e sta per fare il suo esordio nella nazionale Under 17. O come Baraka, che invece ha ottenuto qualcosa di più prestigioso ancora: ha avuto i voti più alti di tutta la sua scuola, in prima superiore. Per lui abbiamo trovato una sponsorizzazione, qualcuno lo finanzierà fino alla laurea. Il sogno è nel sorriso amaro di Kitsao, che dopo aver perso i genitori questa settimana si è ritrovato anche senza lo zio, morto sul lavoro. Era l’unica sua fonte di sostentamento. La Happy House fa un lavoro splendido. In pochi anni Sue Hayward e il marito hanno costruito una struttura che funziona anche come asilo nido e scuola elementare. Hanno computer, giochi e un bellissimo giardino, tanto che oltre agli orfani che continuano ad affluire, tante famiglie europee e indiane della zona iscrivono lì i loro bambini. I prezzi sono ottimi ed eticamente crescere insieme a chi non ha la fortuna di avere i genitori, è un insegnamento di vita in più. Sue lavora di concerto con l’ufficio dell’infanzia di Malindi. Sei mesi fa le hanno portato un bimbo di tre settimane trovato sotto un baobab. Aveva due topolini campagnoli che gli rosicchiavano la bocca. Lo hanno salvato per miracolo. Oggi è allo stadio. E’ la mascotte degli adorabili ciclistelli. A lui, al suo futuro sarà dedicato il mio prossimo libro africano. Nasce oggi e verrà presentato a Zena prima di Natale. S’intitolerà “Sotto una lanterna africana”. Perché qui non si può proprio smettere di sognare e far sognare.
C’è un’atmosfera incredibile allo stadio Alaskan di Malindi. Le mucche hanno finito da poco di mangiare l’erba a tra le due aree di rigore e sono state portate a bordo campo da due steward di quindici anni. Uno indossa una maglietta del Barça mezza strappata, l’altro per guadagnarsi da vivere vende anacardi tostati. Badili, il nuovo coach del Genoa, chiama a sé i ragazzi. All’ingresso degli ospiti, ognuno va a cercare il suo corrispondente di maglia e gli tende la mano. Entrano così in campo, uniti come fratelli. Allo stesso modo vogliono fare le foto di rito, prima del calcio d’inizio.
La partita è una festa, un divertimento assoluto che si legge nei denti, nelle guance tese, negli sbuffi di una fatica gioiosa e contagiosa, ben lontana da quella della vita in una capanna di fango, dell’accettare di saltare il pranzo o la cena, e a volte entrambi. Cadono e vengono rialzati dall’avversario che se la ride, chiedono all’arbitro di invertire i falli laterali quando sanno di averla toccata, non protestano mai per nessuna decisione. Quando il Genoa segna nel primo tempo, esulto d’istinto ma quasi mi dispiace. Quando poi a due minuti dalla fine del match l’arbitro concede loro un rigore che viene realizzato, nonostante il bel tuffo del nostro portierino Juma, penso che anche in Africa l’abito faccia il monaco, ma che in fondo è giusto così. Il sogno ha avuto un bell’epilogo e la certezza più bella è che, se anche io e questi splendidi bimbi rossoblucerchiati ci dovremo risvegliare, sarà per sognare ancora. Almeno fino al prossimo derby.   

Commenti

Per una volta...

Per una volta sono contento che siamo stati rimontati in un derby a due minuti dalla fine.
Ciao, sai un grande.

Grazie!:-) Bellissimo

Smile

C'era, c'era...

Ciao,
il rigore c'era...c'era eccome...e noi polli abbiamo subito un contropiede a due minuti dalla fine...ma ancora ho qualche dubbio che i miei bimbi, che hanno molta più umanità di qualsiasi adulto compreso me io abbia mai conosciuto, lo abbiano fatto apposta per farli pareggiare...altro che combine!
Smile

Complimenti

Emozionato.
Il titolo del post è già il più esauriente commento che uno possa fare.
Complimenti per quello che fai/fate.
 
 

Grazie Freddie.

Grazie Freddie. Smile

Brividi

Mamma mia che meraviglia... Smile
Grazie Freddie!

grazie!

.

Mille e mille grazie

Ho vissuto solo da turista la realtà delle tue zone alcuni anni fa, quindi lungi da me poter capire certe situazioni, ma non posso che farti e farvi un applauso simbolico grande come il tuo il "Fegato"  :-) ...... grazie per le emozioni che mi regali nel leggerti.
 
Enzo Old Block uno dei cattivoni ultrà

Grazie

Semplicemente Grazie!

Splendido

.....Le mucche hanno finito da poco di mangiare l’erba a tra le due aree di rigore e sono state portate a bordo campo da due steward di quindici anni....
Questa frase, poi, mi ha commosso

Bellissimo

Leggendoti sembra proprio di essere li. Grande.

Bello bello bello

Grandissimo, ho letto con gli occhi lucidi. Grazie.
Non c'è niente al mondo che valga più del sorriso di un bimbo!

Finalmente...

Finalmente un po' di umanità in questo calcio terminale

Delcu

Encomiabile,appassionante, a tratti commovente..,inimitabile e vero Delcu.
Un abbraccio.
Ianna

Bentornato!

Luca Vialli e Bobby gol ... smiley

grande

sempre emozionante.... poi adorabili ciclistelli è bellissima.
GG
 

Go Freddie Go!

Immenso fratellone africano Cool

Grande Freddie

Anche se il derby era da vincere Wink
salut
mashiro

I tuoi racconti

Cavolo, quanto sembrano stupidi i nostri problemi quando leggo le tue cronache....

e veramente stupendo quello

e veramente stupendo quello che fai  x questi ragazzi
scusa ma il rigore cera perche mi girerebbe un po il belino paregiare un belissimo derby a due minuti dalla fine con un rigore inesistente