LA SALVEZZA TRA SERSONE E ZE EDUARDO

Sarà che mi prende la trebisonda perché dall’altra parte c’è il mio compagno di merende Sersone. Guarda cos’ha fatto quel vecchio trogolo: che mastichi di calcio come Kim Kardashian di algebra, è risaputo.

Ma come conosce lui gli ormoni della truppa, ce ne sono pochi. E questo lo sospetta pure Kim, quando appare smutandata nei video di Di Michele e compagni. A parte qualche calo fisiologico e una mezza lite sul pullman quando in un pornazzo serbo è apparsa la cugina di Tomovic, i salentini iniziano a fare paura pure al centrocampo più forte d’Italia.

Ma io sono contento di questa trasferta, perché ormai non mi tira più nemmeno con la cugina di Jankovic dal vivo e perché erano anni che non vivevo in maniera così reale, così ravvicinata, l’adrenalina della retrocessione. Belin, figgeu, qui se perdiamo a Lecce siamo a uno spruzzo di Cuadrado dalle acque fetide in cui giammai avremmo dovuto trovarci nei prossimi vent’anni! Alla faccia dei cazzoni che da qualche anno dormono sonni tranquilli e dietetici nella parte sinistra di un materasso a liquido amniotico. Preferivo i cazzi duri con Serse, e non perché sia un amico. Quell’inguaribile ottimista del salumiere di fiducia (che ormai, dato che lo vedo una volta al trimestre, mi fido di lui come di Capozucca) mi assicura che da quando torna Gilardino riprendiamo a vincerle tutte 4-3 o 5-4 e che bastano due vittorie e due pareggi e siamo ancora una volta salvi in anticipo. Io invece vorrei salvarmi all’ultima giornata, dopo aver sofferto come un mastino napoletano a cui è stata asportata la milza senza anestesia.
Vorrei vedere Kaladze sputare due denti e mezzo litro di georgian blood, prima di appendere il labbro inferiore al chiodo e andare a far politica a Tiblisi. Vorrei vedere Kucka infilare su calcio d’angolo la testa di Chiellini in porta insieme al pallone, vorrei vedere Mesto chiedere la sostituzione per manifesta inferiorità, vorrei vedere Biondini chiedere la sostituzione per andare a manifestare con i NoTav. Vorrei espulsioni a catena, risse a dieci minuti dalla fine, vorrei Mihalcea in tribuna strafatto di vodka che urla improperi a Gilardino, vorrei una tripletta inutile di Palacio, una doppietta per abbattere Constant quando s’invola solitario, una nuova figa diciannovenne per Frey, Belluschi titolare inamovibile. E soprattutto vorrei che ci salvassero i gol dell’unico idolo che sta calcando, troppo poco, l’erba del Tempio. Ze Eduardo. Lui con Sersone sarebbe sempre in campo. Sarà per quella faccia da bassista di gruppo omofobo americano convertito al pop-punk, sarà per la danza sgraziata sulla tre quarti che rende imprevedibile ogni suo movimento senza palla e fastidiosa ogni giocata. Sarà che è figlio di questo calcio paradossale che non ha più voglia e tempo di aspettare un giocatore. Scarso o campione che sia, talentuoso o mediocre. Gente venuta dal Brasile qualche anno fa aveva bisogno di una stagione. Ricordo Falcao, Edinho, mezza stagione di Careca che con tutto che aveva di fianco il Padreterno, era già stato bollato dalla critica come un uomo triste e frocio.
La stampa faccia il suo lavoro e rompa il cazzo, ma sono le società che non hanno più voglia di rischiare le novità poco televisive. E non hanno capito una mazza dura di Muriel alla vista del culo della cugina di Nenad! Ze Eduardo fa audience, è moderno e anarchico, cabarettien ed equo solidale. Sembra Jacques Tati trasportato al Cirque du Soleil. Di Bahia e del carnevale non ha nemmeno il tanga. Lui, lui all’ala al posto di Jankovic, che può sedersi in panca, con un cuscino per non incrementare le emorroidi.
Dateci questo sussulto, dato che Sersone il Grande ce l’ha già rubato la squadra che ci farà soffrire fino all’ultima giornata. 

Commenti

Freddie numero 1

Il pezzo più bello del mese compresi quelli del Male e del Vernicoliere.

Ne avevo proprio bisogno.

Peccato che duri fino alle 17 perchè dopo se non si piange ci si dispera.

Bravo Freddie.

Ianna