Rossoblù Pomodoro

Come è brutto perdere la Memoria.
Come può essere terribile pretendere tutto e subito dopo che per anni non si è visto e avuto niente.
Come è deleterio essere impazienti,avanzare e accampare pretese che in lustri di miseria calcistica,sono stati immaginati e desiderati come chimere ed ora nemmeno accennati, nemmeno intravedibili diventano esigenze imprescindibili.

La Pizzeria RossoBlu Pomodoro è aperta da appena pochi mesi.
"Quanta gente stasera Peppi'?"
"Tanta Giova',tanta,dobbiamo darci da fare"
Il Pizzaiolo che è anche il proprietario,negli ultimi mesi ha rilevato il locale,ha pagato le mura che non erano sue,ha liquidato i fornitori, dovuto licenziare qualcuno, allontanare qualche collaboratore e poco alla volta sta assumendo qualche cameriere esperto e navigato,con l'aggiunta di qualche ragazzo volenteroso dalla giovane età.
La ristrutturazione è stata faticosa dal punto di vista finanziario,ma ora con i conti che respirano un poco,i creditori non bussano alla porta ogni giorno,si respira aria nuova, c'è voglia di fare e bene,c'è da riconquistare clientela,quella vecchia sempre fedele,quella che lo aveva lasciato temporaneamente,ma soprattutto è a quella nuova,giovane che si rivolge, di cui ha bisogno perche rappresenta il futuro,
Tutta clientela da portare nella Vecchia Pizzeria Rossoblù Pomodoro.
"Quanta gente stasera"grida Giovanni a Peppino che estrapola il Menù,la lista delle Pizze che più volte ha cambiato e aggiornato.

È talmente tanta la distanza tra la Gradinata Nord dal vivo con il Mondo Web dei Social,che è come giocare a calcio sotto il portone di casa tua con una partita a Fifa 2022 nel buio e chiuso di una stanza terribilmente solo.
Se là in quel posto ideale dove tutti sono uguali e dove le chiacchiere stanno a zero per far posto alle ugole e alle mani almeno per 90 minuti,entrassero le tastiere,i proclami,le correnti di opinione,I like,le tendenze di tutti gli esperti di Internet,tempo due anni e saremmo non in Popolo di tifosi ma di giocatori da Play Station.
Ed è talmente grande la distanza che intercorre tra Spors e Pincopalla,tra Blessin e Luca75,che non basterebbero i titoli, la professionalità e le palle a distinguerli.

"Il 3 la vuole ben cotta.Il 4 con cornicione alto.Il 21 con olio di oliva aggiunto alla fine.Il 45 con crudo di San Daniele e non di Parma.Il 67 la vuole senza formaggio.Il 76 la vuole soffice e senza basilico.
Il tavolo 98 come la fai fai,basta che sia Pizza."
Giovanni ce la mette tutta,si impegna,cerca di fare del suo meglio, è suo interesse accontentare tutti ed è suo desiderio impastare,infornare,decorare, cuocere le sue pizze come erano una volta.
Eppure se avesse pensato che la Pizza Genoa fosse così ricercata e complicata,ci avrebbe forse ripensato e non avrebbe fatto tutti quegli investimenti che richiedono soldi,tempo e pazienza.
Credeva che il solo nome bastasse a dargli credito fiducia e passione.
Lui con i camerieri a cui sta per cambiare pure la divisa,con un buon budget pubblicitario,con la cassiera bella e gentile,con i tavoli non più con tovaglie di carta ma di tessuto,con al centro un bel fiore e non più un cestino usurato dal tempo,ci sta provando,si sta impegnando ed è certo, estremamente convinto che la sua Pizzeria andrà meglio, finalmente bene.

Siamo usciti dalla Pizzeria,dalla Gradinata Nord,dal Ferraris.
Abbiamo mangiato la nostra pizza.
Poteva essere meno cotta o più cotta.
Settimana prossima torniamo
Abbiamo visto il nostro Genoa.
Potevamo vincere ma anche perdere.
Domenica prossima ci saremo ancora.

È talmente grande il suo desiderio che non riesce a vedere come il suo "arcobaleno si posava su di lei e la avvolgeva"
In bocca al Lupo Genoa.
"Auguri Giova' "

Ianna

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