IL VERO INTERROGATIVO

Come vorrà giocare Blessin?
 
Questo è il vero interrogativo.
 
I giornalisti al pesto vanno alla caccia di nomi e inseguono sagome di cartone di bomber alti come minimo 2 metri che hanno all'attivo almeno 30 gol nell'ultima stagione giocata nell'ultimo campionato. Ultimo per qualità tecnica, intendiamoci.
Farebbero invece bene a cercare di capire come vorrà giocare Blessin, perché l'epoca del comprare un tanto al chilo e poi adattare i giocatori agli schemi, o adattare gli schemi ai giocatori, con sempre un paio di ruoli scoperti, è finita con Preziosi.
 
Ma rispondere all'interrogativo non è semplice.
Forse nemmeno lo stesso Blessin è ancora confortato dalle certezze.
Come noi, starà vivisezionando le caratteristiche del campionato di B per capirci qualcosa.
 
Quando è arrivato in corsa, si è affidato al pressing feroce e ai lanci in verticale.
Una scelta dettata dalla classifica disperata e dal divario tecnico con almeno una dozzina di squadre.
Il suo 4231, figlio dell'emergenza, non prevedeva interpreti di ruolo sulle fasce, né quindi un gioco sviluppato in larghezza.
 
In B le premesse appaiono molto diverse, non solo perché bisogna fare punti e vincere spesso, ma anche perché si tratta di affrontare avversari che, come il Genoa dello scorso campionato di A, proveranno a impedirti di giocare. Le loro armi saranno il pressing, l'intensità e le scarponate.
 
Contro queste armi devi scegliere tra due atteggiamenti: il possesso palla (che presuppone una grande qualità tecnica e giocate raffinate nello stretto) o il contenimento e la ripartenza letale (che presuppone grande fisicità abbinata alla tecnica).
Un modello Manchester City, oppure un modello Liverpool e ultimamanete anche Real Madrid.
Con un'avvertenza, in entrambi i casi la squadra vincente è quella che non sbaglia i passaggi.
 
Se Blessin insisterà sul 4231, lo farà con terzini di grande gamba e bravi nella metà campo avversaria, due esterni della 3 capaci di andare in rete, un trequartista a tutto campo che rientra ma sa proiettarsi in gol, una punta di peso che pulisce i palloni e si butta dentro a concludere.
Tenendo buono Hefti, serve l'altro terzino. Nei due si possono adattare Badelj e Frendrup (con Sturaro capitano simbolico allo stesso modo di Zangrillo presidente). Poniamo che Gudmund sia uno degli esterni, anche se non mi convince ancora del tutto. Ne serve un altro, in alternativa con Yeboah che personalmente preferisco centrale. Poi bisogna trovare il famoso trequartista, che non deve per forza essere un Roberto Baggio, ma anche un centrocampista di gamba, potente, abbastanza tecnico, ma soprattutto prolifico, stile Gerrard.
E infine la punta di peso. In questo contesto la scelta è facile, perché se non trovi Drogba, ti basta Galabinov. La chiave di volta sono gli esterni e il trequartista.
 
Tra questo tipo di 4231 e un 433 c'è pochissima differenza, mentre ce ne sarebbe tantissima se Blessin impostasse un 4231 come quello dell'anno scorso, senza esterni e senza attaccare passando dalle fasce.
 
Rimane l'ultima ipotesi, il famoso 352 "aziendale" d'infausta memoria.
Un 352 che spero non venga risuscitato nel nome di Criscito, ma in uno spirito totalmente diverso.
 
Hefti diventerebbe braccetto della difesa a tre, servirebbero due esterni di qualità (quelli famosi "più forti di Perotti e Jago Falque") e due mezzali, a fianco di Badelj, come un DeBruyne e un Barella in salsa serie B. E naturalmente una punta come si deve da affiancare a Yeboah.
 
Un milione di ipotesi.
Ma giornalisti seri, prima di sparare nomi, dovrebbero chiedersi che gioco ha in mente Blessin.
Altrimenti si ricomincia con il valzer dei 4 terzini sinistri in rosa, uno dei quali adattato centravanti e un altro riciclato portiere.

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