Re:Re:Una buona notizia e una cattiva notizia.

Salute a tutti,
 
non scrivo da mesi perché non sapevo cosa aggiungere.
Ero tentato di inserirmi quando si parlava di personaggi provenienti da Maiori, ne conosco uno qui dove vivo, frequentava il bar che frequentavo io, poi ho traslocato in un altro quartiere e me lo sono trovato anche in quest'altro bar; un professore simpatico e istrionico dall'aspetto di un Minotauro, un mastodonte devoto alla vodka, ai piaceri della carne e all'aneddotica di vasto spettro, dai fogli di trip all'inquisizione spagnola. Ma non ne racconterò oltre, finirei per tradirlo.

 
E allora mi inserisco nel dibattito a retrocessione ancora calda.
 
Ieri me ne sono andato a pescare, non accadeva dallo scorso secolo, e infatti ho rotto cinque lenze. La partita l'ho sentita alla radio, e visto che a RadioRai erano smaccatamente concentrati sul canadese di Frattamaggiore, ho scelto di girare su Radio Nostalgia, per ascoltarmi quegli scienziati e il loro meraviglioso senno di poi ("e come fai a schierare Caio", "e non è possibile rinunciare a Tizio", "e comunque anche Sempronio le sue colpe ce le ha"...).
E a sentire 'sta gente (e il loro strapazzo della lingua italiana, che sarebbe inquietante anche in un tema delle elementari, figuriamoci in gente col tesserino da giornalista in tasca) avevo già sentito puzza di grancassa, la grancassa della restaurazione, suonata a gran voce da gente che qualche anno fa, è bene ricordarlo, reclamava una maglia da titolare per Comandini, l'affidabile certezza, al posto di Milito, lo sterile azzardo. E ancora stanno lì.
 
Se giri in tondo fissandoti la coda, inutile offrirti orizzonti , diceva una poetessa.
 
E questi figuri hanno trovato una sponda, a quanto pare: la soubrette di Arcore, il portavoce del ventre molle, un tizio che a questo punto è anche difficile da congedare, se non a costo di traumi diplomatici e con il rischio di passare per tiranni.
Credo che il male minore sia lasciargli la soddisfazione di fare un po' il piacione, ma in posizione sempre più isolata, ossia liberando finalmente la rosa dagli eterni senatori, ma questa volta per davvero, altrimenti ce li ritroviamo a maggio 2023, a scalpitare per tirare il rigore che vale la promozione diretta.
 
Una domanda (anche questa con il senno di poi): ma se davvero è obbligatorio avere un presidente italiano, che conosca la piazza e che sorrida ogni tanto in favore di telecamera, non sarebbe un nome meno opaco Ballardini, sempre che non abbia mollato gli ormeggi e non abbia fatto l'abbonamento alla balera? È sotto contratto, sa di che forma è il pallone, sa stare al posto suo, e non ha amici a Cogliate. Poi, oh, per me l'ideale sarebbe non avercelo nemmeno, il presidente.
 
In ogni caso, mi auguro che Blessin resti dov'è (e che ci resti con il favore della piazza, altrimenti siamo dei pazzi isterici, dopo che lo abbiamo accompagnato i suoi primi mesi come un messia adesso lo scarichiamo?), ricordiamo che si è ritrovato a mezzanotte in un aeroporto semideserto con le luci spente, e che ha preso in carico un'armata brancaleone con il morale sottoterra portandola a finire il campionato con dignità.
 
E ancor di più deve rimanere al suo posto Spors, che già a gennaio, con la scelta del mister, ha dimostrato di avere una colonna vertebrale di tungsteno, non mettiamolo in condizione di andare a fare le fortune di altri.
  
 
Qualcuno diceva che nel giorno della retrocessione bisogna vestirsi bene e profumarsi, per andare incontro all'ineluttabile con la giusta leggiadria. Fuor di metafora, credo intendesse dire che non è necessario scomporsi troppo e sbraitare le prime cose che vengono in mente. E allora non aggiungo nulla, se non che per la prima volta auguro lunga vita a Henry Valigetta, per consentirgli di vedere quantoprima un grande Genoa, se lo merita.

Risposta al post di edoardo777 scritto il 16/05/2022 - 23:15
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