Re:Re:Zangri Là

non aveva voce in capitolo, il suo ruolo era un altro, una sorta di ambasciatore rossoblu.
 
Non insisterei troppo su Zangrillo, da me definito fin da subito "presidente soubrette", che per i 777 al momento è solo imbarazzante.
È un sopravvissuto di cui ora si sbarazzerebbero volentieri se questa non fosse una mossa diplomaticamente rovinosa.
 
Noi tutti ci dimentichiamo del periodo di interregno infausto, in cui 777 e Preziosi erano ancora formalmente alleati, con quest'ultimo che occupava di fatto lo spazio del DS e di fatto ne ritardava l'assunzione in attesa di poter meravigliare il mondo intero con il mercato di gennaio.
 
La sua autorevolezza sempre più consunta presso i 777, man mano che uscivano scheletri da tutti gli armadi e perfino da sotto i divani, era puntellata dalla sponda rossonera di cui anche i 777 si fidavano.
Il vecchio e untuoso do ut des tra Preziosi e la sponda rossonera ha prodotto nell'ordine:
- la testa di Ballardini chiesta in pegno prima che potesse mettere in piazza ulteriori accuse sulla gestione di Preziosi;
- l'assunzione di un allenatore prestigioso di area milanista (Pirlo, Gattuso o Donadoni), con la virata finale su Sheva;
- l'attribuzione della Presidenza a Zangrillo, non tanto nel ruolo ufficiale di soubrette presso le autorità locali (sarebbe bastato un faccendiere), quanto di garante, insieme all'allenatore, che la salvezza e il mercato di gennaio sarebbero passate per le mani di Preziosi e del suo entourage rossonero, chiunque fosse. Una salvezza quasi garantita.
 
Quando i 777 hanno capito chi era Preziosi si sono ritrovati con il pacco Sheva (economico), il pacco DS assente (per interim di Preziosi fino a gennaio), il pacco Zangrillo.
 
Chiudendo con Preziosi sapevano di chiudere anche con un sistema di puntelli e di complicità che aveva sfruttato la loro buona fede, così come la buona fede degli stessi Sheva, Zangrillo e area Rangnick.
 
Infatti su Rangnick e collaboratori hanno continuato ad appoggiarsi affidando tutti i poteri a Spors.
Ma Zangrillo è rimasto, non lo si poteva incolpare di niente. Ma è rimasto con la sua visione e le sue idee, legate a un mondo del calcio che pencola tra l'eleganza, la beneficienza, le tartine al caviale e il bunga bunga. Tanta apparenza, scarsa sostanza, amicizie che contano.
 
A chi valuta solo le strategie di mercato di Spors (che io condivido al 90%), ricordo che il compito di Spors, direttore generale, prevedeva altre priorità: il risanamento, la pulizia dei tanti gangli putrescenti, la ristrutturazione del complesso tecnico, organizzativo e logistico, la sostituzione dei tanti collaboratori inefficienti.
Il mercato non era la priorità assoluta, e forse nemmeno la salvezza a determinate condizioni, vale a dire con acquisti fuori budget o con le collusioni col vecchio sistema.
 
Il quale vecchio sistema omertoso basato sullo scambio di favori ha certamente remato contro e favorito la concorrenza.
Non dimentichiamo mai che quel periodo di interregno è quello che ha fatto affondare il Genoa squadra in B, ma senza fare fallire il Genoa club, anzi creando le basi per una vera ristrutturazione.
La Depreziosazione è ora un dato di fatto.
 
Per tutta una serie di motivi credo che Zangrillo sia al momento imbarazzante per i 777 e non immediatamente rimuovibile.
E credo che imbarazzato sia lo stesso Zangrillo, che probabilmente non capisce a fondo tutti i retroscena e non si spiega la freddezza della proprietà verso i suoi prestigiosi amici.
 
Arriverà il giorno in cui Spors non risponderà al telefono e Zangrillo se ne farà una ragione. Ci sono panchine nel parco di Nervi dove può appartarsi con Criscito, Pinuccio e Porcella e rievocare i vecchi tempi.
 
 

Risposta al post di Grifondoro70 scritto il 16/05/2022 - 15:43
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