La mia Salernitana

Era un Foyer.
Si trovava nel bel,per modo di dire, centro di Mestre.
Una delle cittadine più brutte di tutte peggio pure di Vladivostok che al confronto sembra Miami.
Lo dirigeva un prete.
Padre Attilio si chiamava.
Mi ero da poco trasferito per seguire la mia fidanzata,ora moglie e madre dei nostri due ragazzi.
Di solito era la donna a seguire l'uomo per lavoro.
Io feci il contrario.
Sono stato il precursore della Rivoluzione Culturale al Femminile.

In quel collegio per soli uomini,mi feci subito conoscere e non perché ero un mezzo fenomeno cinese a Ping pong,ma perché durante una partita per noi storica,ebbi l'ardire di dire in quel salone enorme,che "se avessero segnato avrei fatto il giro del palazzo"che comprendeva il collegio al femminile a fianco e la Standa appena sotto l'edificio.
Quando Koeman segnò quella punizione,mi precipitai per le scale e lo girai a perdifiato quando il fiato c'era.
Avevano capito i miei compagni di Foyer che ero Genoano e delle squadre italiane me ne battevo già il belino.
Ne conobbi diversi di ragazzi,tra cui ancora oggi sono in contatto e siamo Amici,ma ve ne era uno, ovviamente napoletano,che un giorno mi fece una proposta che non potevo rifiutare per i meridionali residenti al Nord tra nebbie e zanzare:
"Jammece a magna' na pizza bona"
La Pizzeria Positano era chiusa,Le Mura pure,ne restava una altra di buona:
La Conchiglia.
Entrammo e un ragazzo dall'aspetto simpatico e giovevole,venne a chiederci che pizza volevamo.
"Provola e prosciutto" sparai di botto a bruciapelo.
"Pesantuccia,perché non assaggi una salernitana?",mi chiese cortesemente con quel suo modo sempre affabile.
"Ma io sono Genoano", sparai ancora.
"Anche io",mi rispose fiero e convinto.

Così iniziò una lunga storia di Amicizia che dura ancora da più di 30 anni.
Non oso immaginare se mi avesse detto che lo era di una altra squadra.
Di certo non sarebbe mai stato così intenso e forte il nostro rapporto se fosse stato degli Innominabili.
Ma non poteva esserlo.

Da lì vennero le visite al suo amico Torrente,i ritiri dal Professore Scoglio,gli incontri con Shuhravy e la Amicizia con Davide Scarpini.
Una sera poi in quella casa presa in affitto grazie a colui che me lo aveva fatto conoscere,pagata puntualmente in nero come Lega cantava ma non eseguiva,arriva con la sua auto,una Opel nera,dal cui finestrino esce una musica suadente come una incantatrice di serpenti:

"E donne strette dentro scialli neri vennero a reclamare scelte chiare.Stavano i vecchi accovacciati ai muri"
Era Lindo Ferretti e fu Amore a primo udito.

Negli anni successivi accompagnò nella sua Opel nera,la Segretaria a partorire in Ospedale anche nei falsi allarmi,per poi aprire alla nascita di Ilaria,la sua Pizzeria dopo mezzanotte a festeggiare con i miei genitori.

Gli ho chiesto di tutto e mi ha dato tanto in umanità e affetto,ma al "Tulipano"nomignolo in onore di Cruyff, mai gli chiederò chi preferisce che si salvi tra il Nostro Genoa e la sua Salernitana.
So già cosa mi risponderà.
E mi basta immaginarlo non saperlo.
Ciao Prof.

IannA

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