La dura legge del (non) gol

Autore: 
edoardo777

Anche questa partita ha dimostrato quanto può essere dura e sporca la serie B.
Considerazione che vale nel caso che a scendere in B sia l'Inter, ovviamente.
 
A mio modo di vedere il Genoa ha disputato una bellissima partita, soprattutto nei primi 35 minuti.
L'Inter dava l'idea di poter passare solo su calcio da fermo, dove la sua superiorità fisica era enorme.
Pensate, quando è uscito Maksimovic (6, uno che fa sempre almeno una cappella a partita) c'erano addirittura 3 o 4 giocatori del Genoa più alti del nano Sanchez.
 
L'idea di Blessin di rivoluzionare l'attacco ci ha mostrato un Yeboah (7) prima punta di assoluta qualità, capace di vincere molti duelli in alta quota, ma soprattutto capace di intuire in anticipo le zone di campo dove piazzarsi e di suggerire il lancio al portatore di palla.
Qualità che si è capita molto bene quando è stato sostituito da Kallon (5), uno che crede che il campo da gioco sia tutto uguale e non ha nessuna capacità di capire dove la palla utile possa arrivare.
 
Dopo aver fallito alcune occasioni, il pressing del Genoa è calato e l'Inter ha potuto portare più uomini nella nostra metà campo, ma grazie all'impostazione tattica di Blessin (7) non ha quasi mai potuto giocare sul velluto.
Brozovic, fulcro della manovra, ha sempre dovuto giocare in fretta e spesso in equilibri precario e la manovra non è mai stata fluida. Le migliori occasioni le ha avute su palle da fermo o su cross buttati in mezzo alla sperindio.
 
Ma la difesa, con Ostigard (7) superbo e un ottimo Vasquez (6,5), meglio in mezzo che da terzino, ha saputo sempre opporsi con grinta e coraggio.
Purtroppo il piano di Blessin, che probabilmente nel finale prevedeva l'ingresso di Amiri (6) al posto di Melegoni (6) o di Gudmundsson (5,5) e forse di Destro, non ha potuto concretarsi per gli infortuni di Maksimovic e di Cambiaso.
 
Hefti (6) ha fatto il massimo contro il cliente più pericoloso degli avversari e soprattutto nel secondo tempo si è rivelato un baluardo difensivo difficile da superare.
E la cerniera di Sturaro (6) e Badelj (6,5) ha funzionato molto bene.
 
Certo, c'è da rimpiangere che questo Genoa si sia svegliato così tardi, ma insieme al rimpianto c'è l'orgoglio di una squadra che si fa rispettare sempre.
 
Ci sono scelte di Blessin, per quel che concerne le sostituzioni, da capire. Ma in generale rimane l'impressione di un allenatore, oltre che bravo nella lettura tattica, coraggioso.
Si è preso dei rischi, ma erano giusto i rischi che si chiedevano a Sheva e che lui non ha mai preso, evitando anche di farci vedere la possibilità di certi giocatori poco impegnati.