Re:Re:Sheva

Stabiliamo oggettivamente alcuni punti fermi.
 
Nessuno, qua sopra, si sogna di rimpiangere la vecchia gestione, né a livello di presidenza né a livello di organizzazione societaria né a livello di conduzione tecnica.
 
Siamo tutti consapevoli che le tempistiche del passaggio di proprietà hanno creato non poche difficoltà al varo del progetto nella mente dei 777, che si sono ritrovati una rosa allestita assurdamente dal vecchio proprietario, una guerra tra presidente uscente e allenatore, autoesonero virtuale dell'allenatore che se ne voleva andare già dopo le prime due partite, faide tra procuratori scontenti per promesse non mantenute e giocatori indotti a fare flanella, preparazione estiva (tecnica e atletica) inesistente, eccetera eccetera.
 
Hanno deciso di provare a dare una svolta assecondando il cambio in panchina. I pareri qui divergono sulla tempistica, non sull'opportunità di farlo. Andava fatto prima o si doveva aspettare Natale, secondo me. Ma il punto non è determinante.
 
Hanno preso un DS tra i migliori in circolazione con le competenze e la personalità giusta per il loro progetto. Era meglio prenderlo prima del cambio di allenatore, ma va anche detto che certamente ci hanno provato da subito, ma non è come comprare pomodori al mercato, i tempi si allungano e per accelerarli hanno anche sborsato quattrini.
 
Altro punto su cui le opinioni divergono: il ritardo negli acquisti. Se guardiamo la data dell'arrivo di Spors e come funziona il mercato di gennaio, era realisticamente difficile avere 4/5 elementi validi a disposizione il 29 dicembre, a meno che non fossero i soliti panchinari o miracolati dell'ortopedia alla Zaza, Perotti, Rincon e via dicendo.
 
Il punto meno opinabile è quello della conduzione tecnica. Nonostante le molte perplessità, tutti abbiamo evitato di disturbare il manovratore e abbiamo dato credito a Sheva fino alla partita che diventava decisiva.
Personalmente giudicavo pericolosa l'attesa messianica del mercato che traspariva dalle parole e dagli atteggiamenti di Sheva e contemporaneamente l'immobilismo rispetto alla precedente conduzione tattica. Non vedevo e non ho visto nessun lavoro sui meccanismi, sulle tattiche, sugli equilibri e nemmeno sulla mentalità. Salvo la riconferma implicita del giudizio dello Zio che c'era gente indegna di indossare la maglia, che però poi li faceva giocare sempre.
La fiducia a Sheva non era dettata dal suo curriculum, ma dalla convinzione che si passava a un nuovo stile di conduzione tecnica, fatta di competenze diversificate e da lavoro scientifico di team.
 
Credo che sia diventato legittimo sospendere la tregua e mettere in discussione la conduzione tecnica dopo la decisiva partita di ieri, quando è scesa in campo una formazione inedita, totalmente demotivata, tatticamente ridicola, che non è stata capace di rimontare un gol, nemmeno su rimpallo e confusione, in 80 minuti. Cosa che sarebbe stata possibile per un Pisa, un Como o un Pordenone, rosa scarsa o rosa galattica.
 
Ripeto, nessuno mette in discussione il progetto dei 777, personalmente sono convinto al 100% della validità della scelta di Spors, mi limito a notare che, in 10 partite, Sheva non ha fatto vedere nemmeno una briciola di lavoro e nemmeno una scintilla di idea. Tanto valeva tenersi Ballardini o Mandorlini o Pippettini.
 
Ma, attenzione, non invoco il ritorno dell'allenatore faso tuto mi, a meno che si tratti di un traghettatore. La strada è quella che stava alla base della scelta di Sheva: un approccio nuovo, manageriale e più moderno in panca.
Ma il manager, quando sbaglia una campagna importante, anche dopo averne vinte 100 (e non è il caso di Sheva al Genoa), lauta liquidazione, calcio in culo e via. Tenerlo zoppo e cieco non serve a nessuno, nemmeno a lui.
 
Dovevamo battere lo Spezia e vincerne almeno altre 8.
Ora dovremo vincerne 9. E visto che non siamo riusciti a battere lo Spezia, ci rifaremo battendo Juve e Inter. Detto fatto.

Risposta al post di LajosDetari scritto il 10/01/2022 - 12:44
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