Nothing To Do

Autore: 
Ianna

La fotografia del Genoa è tutta in un Curriculum Vitae:
Quando sono state citate le squadre in cui ha giocato Ekuban,tra cui il Partizan Tirana,abbiamo avuto,semmai ce ne fosse stato bisogno,l'esatta diagnosi di questo Genoa piccolo piccolo e davvero preoccuppante per quello che ha e che può dare.
 
Se fosse un malato di una certa età,eppure il Veccho Balordo di anni ne ha 128,si potrebbe scrivere che è in condizioni disperate,attaccato alla macchina dell'ossigeno e non si sa quali medici,quali terapie potranno servirgli per sopravvivere anche questa volta.
 
Contro il Milan già ai blocchi di partenza non c'era speranza,visto il divario tecnico,qualitativo e di classifica e l'unico barlume di speranza era forse,di tenere il più possibile in difesa,impostando una partita ancora più difensiva ed ermetica di quella vista a Udine,con la differenza che il parco giocatori degli attaccanti e la rosa del Milan,era ben diversa.
 
Ma il piano gara, è saltato appena dopo la mezza occasione iniziale di Cambiaso.
Alla mancanza di giocatori validi,alla marea di infortunati,alla inconsistenza dell'attacco,si sono aggiunti in ordine temporale due gols,uno al 10° su punizione di Ibra e un altro di Messias sul finire del tempo,in pieno recupero,che hanno prima tagliato e poi spezzato le ali del malconcio Grifone.
 
Non contenta la sfiga ci ha messo del suo quando all'inizio della ripresa,una prodigiosa parata di Maignan su Hernani,ha cancellato sul nascere anche la minima possibilità di riaprire teoricamente la partita nella ripresa.
 
Ed invece dopo alcune fiammate velleitari,il Diavolo ha continuato a tessere la sua ragnatela,si è permesso il gusto di fare entrare la meteora Pellegri a ricordarci la ennesima operazione di Mister Plusvalenza, e chiudere ancora con il carneade Messias la partita.
 
Partita nata male,iniziata in maniera pessima,anche grazie al posizionamento quanto meno strano e incompleto della barriera di Sirigu sulla punizione di Ibra,che ha infilato nell'angolo alto dal limite.
 
Non contenta la nostra difesa ne ha concessa una altra di leggerezza,quando in pieno recupero Vasquez si addormenta dopo un rimpallo e permette all'ex Crotone di realizzare di testa con un pallonetto tutt'altro che difficile.
 
Genoa stordito e assolutamente inferiore al cospetto di un Milan,reduce da due sconfitte di fila,che se pensa di aver ripreso il suo cammino contro una squadra a dir poco modesta,si renderà conto con ben altri avversari,anche internazionali,che questo test è poco probante e molto poco attendibile.
 
Il Milan che probabilmente ha pensato più al suo grande goleador che al Genoa,è bastato un Ibrahimovic da fermo,un valido portiere e una difesa che ha dovuto marcare Ekuban eroe in Albania e Turchia, e Bianchi ragazzino proveniente dalle categorie inferiori.
 
Per Sheva e Tassotti il cammino per la salvezza è durissimo,visto il calendario,la qualità e la rosa a disposizione e non gli resta che sperare nei 777 e in un mercato di riparazione,unica,sola ancora di salvezza per restare in Serie A.
 
Finisce con un risultato pesante e ineccepibile,con il terzo gol del nuovo Messi ,una altra parata formidabile della pantera nera,il quale con uno scatto di reni,toglie la soddisfazione del gol a Portanova, entrato nella girandola di sostituzione a babbo morto.
 
Cosa c'è da salvare allora?Quali sono le aspettative e gli orizzonti del Genoa?
 
Da salvare sicuramente la Gradinata Nord che incurante del punteggio,della squadra e dello spettacolo offerto,ha incitato la Maglia fino alla fine,a differenza dei milanisti,di cui ci ricorderemo per il coro "Tornerete in B" e per Claudio Spagna,i cui carnefici di certo non abbiamo mai dimenticato e perdonato.
 
Ci aspettano altre tre partite da trincea ed elmetto,recuperare qualche buon giocatore fermo ai box,che le squadre che ci precedono non prendano tanti punti e aspettare Gennaio come se fosse Babbo Natale.
 
Non tutto è perduto,nulla è compromesso o definitivo e come sempre serve non abbattersi e avere fiducia nella nuova proprietà e nei giocatori che resteranno e andranno via.
 
A chi ci ha lasciato questa squadra,la più scarsa di sempre della sua gestione,che ha incassato un cospicuo e generoso bonifico,non gli auguriamo nemmeno la vecchia e sciaugurata previsione di Zangrillo.
 
Sarebbe davvero il massimo retrocedere quando non c'è più.
 
E' questo aldilà dello spettro della cadetteria la beffa più atroce e crudele,molto più dello spattacolo a fine partita della Gradinata Nord,settore che nessuno può vantare,nemmeno gli audaci della fu Fossa dei Leoni.
 
Forza Genoa sempre.
 
Ianna