Sulla linea di galleggiamento

Autore: 
tidon grifo

Zio Balla all’ultima spiaggia ad Empoli.
Cosa ha provocato questo smottamento, questo dramma balneare?
Enrico Preziosi naturalmente, che sono anni che crea dei mostruosi anfibi di squadre di calcio che non sanno ne nuotare in un campionato marino ne correre in un campionato terrestre, con Ibridi mostruosi di giocatori presi a caso e accatastati per ragioni fiscali e che ha lasciato in eredità agli Americani dicendo a tutti: è la squadra più forte degli ultimi anni,

Ma per “forte” avrà inteso “comica” probabilmente, è sempre stato uno che ci ha preso per il culo in lungo e in largo
Ci presentiamo ad Empoli con una divisa grigio perlacea, grigia forse come la nostra autunnale assenza di gioco e di schemi o grigia come un galeone alla deriva nei marosi del mar tirreno e che risale l’Arno come una fantasma.
Ballardini prova l’ennesima formazione anche a causa di infortuni e defezioni, prova un inedito 5-4-1 o forse un più probabile 3-6-1, con Caicedo il super bomber made in Ecuador a ruggire in attacco, una numerologia di totale contenimento
L’Empoli galvanizzato da risultati eclatanti si affida ad Andreazzoli, l’allenatore anziano che ritrova freschezza e giovinezza solo ad Empoli, e che l’ha portato ad avere gli stessi punti della Juve
Ma nel primo tempo in questa oscura notte toscana succede l’imprevedibile.
Nell’assenza di gioco, nella confusione, fra un Biraschi che deve correre all’ala e che si incarta a metà campo e un Cambiaso che talvolta spunta sul fondo fra una veronica e l’altra, ci viene dato un bel rigore.
E Criscito impeccabile segna.
Poi un Empoli spuntato, forse spaesato, tenta di verticalizzare ma il girare a vuoto, il correre privo di costrutto dei nostri rende evanescente la loro manovra, i loro appoggi all’ex Pinamonti.
Badelj sembra ispirato, almeno nella fase di contenimento.
Meno Galdames e Sturaro come mezzali d’attacco, Galdames ha il nome di uno spadaccino ma non punge, Sturaro serve a fare falli di confusione, e in un azione d’attacco si ritrova solo in area ma incespica.
Ma nel secondo tempo cambia tutto.
Andreazzoli l’anziano mette subito tre giovani, che corrono corrono e alzano il ritmo.
E la nostra ragnatela di contenimento si sfilaccia, si creano dei buchi, dei vuoti, e il terzetto della nostra difesa va in sofferenza.
E annaspando in men che non si dica l’ Empoli si trova in vantaggio, segna due gol in surplace
Sconfitta annunciata.
Balla mette dentro tutti e sostituisce un po’ tutti, a caso, come agitando nervosamente un caleidoscopio privo di figure geometriche
Ma la carta vincente è un giovane di Voghera, Flavio Bianchi.
A un minuto dalla fine dopo un passaggio filtrante del bomber ecuadoriano (tendenzialmente apparso un po’ statico, forse svogliato) segna lui, con un gol di rabbia, un gol voluto e cercato, quasi a riscattare un' infanzia vissuta a Voghera
Adesso cosa accadrà allo Zio Balla?
Per fare un dispetto a Preziosi che ha messo insieme la squadra al 31 Luglio ha deciso di non puntare su un solo modulo, per cercare almeno di dare un senso preciso ad una accozzaglia di giocatori casuali.
Ma questo non ha pagato in classifica.
E ora gli americani vogliono un nome di grido, Pirlo, un grande ex calciatore.
Ma è anche un’ allenatore?
Con questo interrogativo inquietante salutiamo il pareggio miracoloso di stasera e speriamo bene
Forza Genoa
 

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Genoa, Ballardini

Voi non vi rendete conto cosa significa Ballardini. Credete sia un allenatore più o meno scarso che abbia o no fatto il suo tempo. No, non è questo. E' la sola chance che ha il Genoa di tornare ad essere ciò che negli anni '70 sognavano diecimila  ragazzi nella Nord dietro a Callaghan. Un Genoa fatto di cuore, orgoglio, dignità, fierezza, speranza. Ballardini incarna tutto questo. Nel goal di Bianchi, ieri sera, c'è tutto questo. Chi non lo vede, si è già perso. Ciao! Claudio
 

ciao

da un certo punto di vista ti capisco.
Però io quando chiudo gli occhi rivedo noi ragazzi giocare a frotte in mezzo alla strada, con il mio garage come porta.
Sento ancora le mamme dalle finestre che chiamavano a gran voce i figli, era pronta la merenda, e le loro rimostranze perchè dovevano interrompere la partita.
Fin dalla prima elementare uscivo di casa da solo per andare a scuola, e mi sembra ieri quando d'estate correvo di sotto alle due del pomeriggio, tornavo a casa solo per mangiare, e riuscivo di nuovo fino alle 22, e l'unico controllo era un vago "ci sono" all'urlo di mia mamma dal terrazzo, convinta che rimanessi da quelle parti, invece giravamo ovunque: piste da rompicollo con la bici, escursioni sotto l'autostrada a cercare le riviste porno gettate dai camionisti, guardie e ladri in ogni strada buia di campagna, "gang" di ragazzi che abitavano in strade vicine contro altre gang di zone diverse, e capannette come base, rigorosamente costruite con materiale di recupero, spesso in qualche cantiere aperto, e non mancava mai la mascotte, un cane randagio che si fermava da noi perchè gli portavamo da mangiare.
Insomma, magari Ballardini fosse una macchina del tempo, purtroppo, a mio giudizio, non lo è e non lo è mai stato, quel tempo è finito e purtroppo non tornerà mai più.

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