Re:Re:Fares, non Mahrez

una figura che rappresenti la società che possa dare una mano nella gestione del gruppo
 
Sì, ma quale figura?
Stiamo parlando di un DS con le palle quadrate che entri nello spogliatoio e faccia giustizia sommaria. Ma dove?
Ogni DS, fuori da Preziosilandia, è la tessera di un mosaico con autonomia limitata dal dovere di favorire le scelte strategiche della proprietà.
Il problema non sta, secondo me, nella riluttanza o nel menefreghismo dello spogliatoio. Nei rapporti coi giocatori Ballardini ha l'esperienza e lo stile per cavarsela e per cavalcare anche le onde più travolgenti.
Quello che serve è chiarezza a monte. Quindi un DS che sia in sintonia con la strategia della società.
 
L'allenatore deve sapere come la società intenda comportarsi con la rosa a disposizione: chi tagliare, su chi puntare ad oltranza, chi mettere in vetrina per spedirlo a gennaio, eccetera. Al momento si trova con più di 30 giocatori da allenare o da schierare senza un mandato per sfoltire. Anzi, la ricetta Preziosi, cioè quella di uno che formalmente è ancora il presidente, era che l'allenatore in primis non dovesse sciupare l'argenteria e la merce bipede in vetrina per la vendita.
 
Se non si fa chiarezza a monte, l'allenatore non può (esempio) sfoltire rispedendo in primavera due ragazzi o mandando in tribuna due nuovi arrivati che lui giudica inutili col rischio di sentirsi accusare dai dirigenti di avere sabotato il bilancio. Cerca di alternarli tutti in attesa che qualcuno gli chieda una valutazione ed eventualmente lo autorizzi a usare la mannaia.
 
Ricordiamoci che la confusione è grande.
Allenatore scontento del mercato, in disaccordo su due o tre arriivi e incazzato per due o tre mancati arrivi. Allenatore a scadenza, senza contratto, cioè indebolito agli occhi dei giocatori che lo sanno provvisorio. Allenatore che si ritrova con una rosa numericamente esagerata, ma che deve comunque rendere ancora conto a un presidente in carica che lo percula imponendogli moduli e scelte non condivise.
Deve usare la diplomazia e camminare sulle uova, perché la sola alternativa sarebbero le dimissioni. Ma dal suo punto di vista non vuole regalare i soldi dell'ingaggio a chi lo ha messo in una posizione difficile.
 
E non parlo dei giocatori che si sentono provvisori e che vedono nel passaggio di proprietà la perdita delle garanzie con cui Preziosi li aveva assunti, cioè di essere venduti bene se avessero giocato un discreto campionato.
 
Quindi non basta un DS per mettere fine al casino.
Serve un intervento chiarificatore da parte della società, con una strategia ben delineata e delega di pieni poteri a DS e allenatore per fare piazza pulita nello spogliatoio e perseguire un fine tecnico invece del precedente fine commerciale.

Risposta al post di Grifondoro70 scritto il 04/10/2021 - 12:19
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