LETTERA APERTA ALLA NUOVA PROPRIETÀ

Personalmente ho aperto un ampio credito di fiducia ai nuovi proprietari.
Mi è piaciuto che non si siano nascosti dietro l'anonimato del loro Fondo, come avrebbero potuto fare. Mi è piaciuto che ci abbiano messo la faccia. Mi sono anche piaciute le loro facce molto poco "american WASP". Mi è piaciuto il tono professionale del primo comunicato. Mi è piaciuto l'accento sull'importanza della tifoseria. Mi è perfino piaciuta la ruffianata di firmarsi solo col nome, come per mettersi allo stesso livello del tifoso di strada e mischiarsi in gradinata.
 
Certo, la cupezza della dittatura preziosiana annacqua la diffidenza.
Dopo il buio, con le speranze praticamente azzerate, tutto appare più luminoso, quasi abbagliante. Chi esce dal carcere trova meravigliosa anche la periferia più squallida.
Ma la sensazione che, dietro la sapienza della comunicazione, ci sia la volontà di fare bene le cose, o magari semplicemente di evitare le gaffes dell'esperienza sevillana, non mi abbandona.
Aver capito che non si può rilanciare un prodotto se si ignorano i consumatori più affezionati è un merito.
Si capisce quanto meno che è gente che, prima di comperare, ha studiato e cercato di comprendere il malessere del tifoso genoano, le sue ragioni e le sue debolezze, la sua indole e le sue illusioni.
Semmai volessero fregarci, non andranno mai allo scontro diretto, non ci daranno del "livoroso intriso", ma useranno il guanto di velluto e quintali di vaselina.
 
La prova del fuoco sarà la nomina dei quadri dirigenziali e il piano di rilancio, che prevedo (e spero) molto graduale e senza inutili proclami.
Sento parlare di un "presidente genoano e genovese". Attenzione.
Scegliere tra i pochissimi degni di rispetto è molto difficile. Altrimenti meglio qualcuno che venga da Marte e non soggiacia alle logiche parassitarie apparentemente inestirpabili per chi da troppo si identifica con "l'ambiente". Uno che faccia piazza pulita di troppe resistenze opportunistiche.
 
Detto questo, non mi è piaciuta (e mi pare onesto dirlo) la pagliacciata dei biglietti gratis.
Intanto è un'operazione affrettata e giocoforza raffazzonata. Ma soprattutto non coglie lo spirito del tifoso genoano, che a lungo è stato gemellato col tifoso napoletano, ma che è molto lontano dal paternalismo tipico della piazza partenopea, da Lauro che regalava una confezione di pasta a De Laurentiis passando per Ferlaino.
 
Il tifoso genoano a cui devono mirare non è il tiepido occasionale che va al Ferraris su invito entrando dalla porta di servizio del biglietto omaggio. Il tifoso genoano a cui devono mirare è quello che si sussava ore di treno e di sonno non dormito per seguire la squadra in terribili trasferte in serie C, senza chiedere soldi a nessuno. Il tifoso genoano a cui devono mirare è quello che se vuole andare allo stadio ci va e trova il modo di entrare a dispetto dei santi e della polizia.
Torniamo a parlare di dignità.
Il tifoso genoano a cui devono mirare è quello che non solo si paga il biglietto, ma dà il suo ultimo euro in solidarietà.
Il tifoso genoano, a differenza del tifoso preziosiano, non lucra sul Genoa.
 
Questo se lo devono ricordare e lo devono tenere sempre presente, altrimenti cominciamo a non capirci.
 
Ci sono innumerevoli modi di entrare in sintonia con lo spirito dei tifosi, oltre a ben operare per rilanciare le ambizioni della squadra. Ci sono iniziative di solidarietà che possono essere aiutate, per esempio, per quel che ci riguarda, la Scuola Calcio di Freddie in Africa che Preziosi ha abbandonato dopo false promesse a fronte di una spesa di pochi spiccioli. Ci sono, se vogliamo, incentivi per i vecchi abbonati che hanno disertato lo stadio a causa di Preziosi e che meriterebbero di ricuperare le loro priorità. C'è la Fondazione. C'è la significativa opzione di invitare un rappresentante dei tifosi in CDA, con funzione di auditore sui temi all'ODG relativi all'ambito sportivo.
Non mi voglio dilungare, ma solo ribadire che con due soldi si possono trovare forme di sinergia con la tifoseria molto più appropriate e molto più in linea con la nuova dignità che il Popolo rossoblu vorrebbe riconquistare.
 
Non dubito che il mezzo passo falso sia dovuto solo a un'ancor scarsa conoscenza delle motivazioni più profonde di questo Popolo.
O magari alle influenze residuali dei consulenti preziosiani, perché questa iniziativa è perfettamente in linea con lo stile del primo Preziosi e dei suoi lacché.
Evitaimo le corse sotto la gradinata, i proclami, i pentimenti e le promesse gratuite non onorate.
Non chiediamo molto.
Crediamo nella serietà di una conduzione virtuosa e siamo pronti a svenarci per sostenerla.
Riflettete e cercate di capire.
 
In tal caso, siete i benvenuti. E da parte mia, grazie.

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