UN GRIFONE PIU' BELLO DI DI BELLO

Autore: 
Freddie Beccioni

E’ un Grifone tutto cuore che rispecchia le migliori intenzioni dello Zio e fa rivedere il gioco di palla del filotto dell’anno passato.
Ma la superiorità del Napoli e una direzione arbitrale del sempre ostile Di Bello negano un pareggio che con un po’ di fortuna ed un paio di pedine in più (altro affiatamento rispetto al Meazza, ma la mancanza di un centrale di difesa e di un terminale offensivo si fa ancora sentire, speriamo che Caicedo e Maksimovic non vengano a far fruttare in riviera i loro ingaggi pluriennali) avremmo anche meritato.

Davanti ad un pubblico che ancora non si può chiamare tale, tra chi giustamente spera di tornare presto dopo che l’ignobile sarà uscito in un modo o nell’altro di scena e chi era ancora in vacanza, il Genoa sfodera comunque una prestazione tutta cuore e mette in mostra un Cambiaso promettente e un Ghiglione che se sapesse usare i piedi non solo per crossare, per quanto corre e quanto si dà alla causa con quell’aria di chi è uscito a pisciare il cane della fidanzata, potrebbe essere titolare a vita. Dall’altra parte però c’è il Napoli di Insigne e della coppia centrale Koulibaly-Manolas che, anche se giocare per De Laurentiis gli fa più schifo che a Ballardini aver a che fare con Preziosi, sono insormontabili per un ritornato a casa come Ekuban.

In questo ci si mette un Sirigu presente e incerottato, un Fabian che esce dal letargo solo per piazzarne uno dei suoi e un Hernani catapultato in un ruolo alieno, e il primo tempo esce fuori così.
Si riparte ed ecco che la musica cambia, ma fanno più la grinta e probabilmente le parole di uno Zio visibilmente incazzato nella prima frazione, che gli altri giovani buttati allo sbaraglio. Sicuramente buonini ma che abbisognano di biada per tutto l’autunno.
Se gli zero punti erano preventivati, la voglia e il coraggio non sono mancati, lo Zio e i vecchi fanno squadra e sanno cosa vuol dire tornare a sentire “Forza Genoa, Forza Grifone” dagli spalti.
Ora aspettiamo buone notizie dall’ultimo giorno di intrallazzi ed il resto...se deve venire, verrà.
Come tutto, ormai, e non è una battuta, siamo vaccinati.