DA WEMBLEY ALL'ANTICAMERA DI FURUNZI

Autore: 
delcu

Qua non si va in Europa, non si giocano finali a Londra.
Anzi, tra un po’ se dall’Europa continua a non venire più nessuno, l’unico girone in cui si potrà giocare sarà quello infernale di un misero pasto al giorno con polenta ed erbe di campo,

di un padre disoccupato che non può pagare la retta scolastica, di scarpe rotte e vermi nelle unghie dei piedi.
La Wembley di Malindi si chiama Furunzi.
E’ la piana in periferia, tra l’aeroporto e le baracche di lamiera. Ci sono due porte di ferro, una parvenza di prato verde e c’è sempre qualcuno che fa il tifo.
Le mascherine costano come un piatto di fagioli e nessuno, dovendo scegliere, le scambierebbe mai con il cibo. Di vaccini, neanche a parlarne. In cinque mesi i laboratori d’emergenza approntati nelle strutture sanitarie hanno chiamato solo insegnanti, poliziotti e dipendenti del Governo. Poi, su base volontaria, i cittadini sopra i 58 anni. E già lì non ci è andato quasi nessuno.
E chi si fida qui della sanità pubblica? Per la povera gente l’ospedale è semplicemente l’anticamera dell’abisso. Ci si arriva quando si sta veramente male, spesso così male che non c’è più niente da fare e l’unica cosa che desideri è un antidolorifico potente. Che molto spesso non si trova.
Tutto il resto, le cliniche private, i dottori bravi, le medicine che guariscono, costano troppo per le famiglie dei quartieri poveri.
Non si può perdere tempo con un virus, che oltretutto alle altre malattie pericolose fa un baffo. In Kenya il Covid-19 non arriva nemmeno ai quarti di finale. Malaria e Aids se la giocano per la vittoria finale, con Colera e Tubercolosi come outsider.
L’allenatore Badili, tenendo fede al suo nome (che in realtà in swahili significa “l’uomo del cambiamento”), scava nella passione di un gruppo di ragazzini che è sempre più faticoso stimolare e allenare. Dagli un pallone e gli corrono dietro finché hanno fiato, inventano dribbling al destino e traiettorie che spiazzano la miseria. Ma entrare nelle loro teste durante gli allenamenti e instillare la fiamma del cambiamento, di andare all’attacco di un futuro a senso unico e cercare il goal che li tolga per sempre dalla zona retrocessione della vita, anche per un duro come Badili diventa sempre più difficile. E lo è anche per noi, con i nostri pochi mezzi, supportati ormai quasi solo dagli amici Grifoni in Rete e dalle poche persone che hanno conosciuto da vicino questa realtà.
Senza turismo si sono fermate le donazioni e la pandemia ha diretto tante attenzioni altrove. I ragazzini? Cresceranno, ce la faranno, vedrai.
Vivere di stenti, dover abbandonare la scuola, ammiccare alle droghe per dimenticare le ingiustizie, prostituirsi a 12 anni per portare a casa due chili di farina o in cambio degli assorbenti...quello è sempre accaduto, cosa cambia?  C’è l’Italia in finale, l’Africa può aspettare. 
Nell’anticamera dell’abisso. 
 
Freddie del Curatolo

ndr per chi volesse dare una mano ai ragazzi di Freddie e Badili comunichiamo i riferimenti paypal e bancari su cui far pervenire eventuali contributi

ALFREDO DEL CURATOLO - info@malindikenya.net (Paypal - preferibilmente solo per piccoli importi)

MADDALENA STEFANELLI - IT14X0503401795000000004223 (bonifico)

Commenti

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Grazie Freddie per tutto

Grazie Freddie per tutto quello che fai e per cio' che ci racconti.Emozionante il tuo video sul Kilimangiaro.

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