Scamacca manda i piani del Parma in vacca

Autore: 
tidon grifo

Veniamo da un periodo di leggero declino rispetto al sangue romagnolo che lo zio Balla aveva infuso alla squadra,
C’erano segni di decadimento, di intorpidimento, qualche assenza nei momenti decisivi.
Non tanto bene con L’Udinese, farsi sfuggire la vittoria nel derby, due sconfitte anche se con delle big.
E oggi tutti i segni e i segnali dalla Via Emilia lasciavano prevedere un sconfitta.
C’era un Parma in ascesa che col vecchio allenatore aveva ripreso la corsa, mentre Liverani aveva lasciato un Parma cotto, morto e sepolto.
Ma la proprietà americana che ha acquistato la compagine emiliana forse attratta dalla fama del prosciutto, molto famoso negli ambienti altolocati americani, ha comprato dei giovani molto promettenti soprattutto rumeni, ha fatto spesa in transilvania.
Affrontiamo dunque un Parma reduce da una vittoria netta sulla Roma.
E nel primo tempo si direbbero più decisi, più convinti nei contrasti, più vogliosi, più libidinosi a raggiungere per loro una vittoria fondamentale.
Noi ci schieriamo con quella che consideriamo la formazione tipo che si è inventato il Balla, forse manca Pellegrini al posto del biondino tedesco per giudicarla effettivamente come la migliore schierabile.
Ma nel primo tempo a parte il solito Zappacosta che sa sempre zappare tutto il campo da costa a costa non riusciamo tirare in porta.
Destro svogliatamente colpisce malamente di testa come se volesse tenere fede alla sua fama di pigro
Shomu è nebuloso come la sabbia che sia alza nel deserto di Samarcanda.
E quindi è inevitabile che il Parma chiuda il tempo in vantaggio.
Su una percussione feroce i nostri tre difensori, buffamente, decidono di marcare solo Kucka, per omaggiarlo del suo passato con noi e lasciano Pellè solo in area beffarci con un gol in acrobazia.
Perdere per una acrobazia da una squadra col nome di una città famosa per la gastronomia, l’obesità e la melomania non sarebbe giusto.
E cambia tutto nel secondo tempo.
Balla viene preso dalla febbre dei cambi e solitamente queste scelte non portano fortuna.
Prima ci ritroviamo con tre attaccanti, e Balla lancia dunque l’attacco, aprendo i corridoi, lanciando la nostra mandria all’attacco, poi appena giunto il pareggio, richiude tutto, la madrina rientra e subentrano difesori o uomini di contenimento.
Ma all’interno di questa vicenda cosa accade?
Che entra uno Scamacca in stato di grazia.
Prima gira in rete come una volpe un rasoterra di Zappacosta,
E poi si inventa un gol da schianta-porte con un tiro imparabile da fuori area.
E’ l’eroe della giornata, Scamacca, che ha mandato i piani del Parma in vacca, rallentandone la rincorsa salvezza.
Tutto bene dunque, quando si pensa al Genoa è anche difficile credere che riesca a una rimonta e invece stavolta è successo.
Il Parma ha tirato di più in porta ma oggi Perin è stato attento e preciso.
Non si può imputare nulla ai ragazzi.
La salvezza è vicina.
Forza Genoa e Viva Balla
p.s. Preziosi Vattene

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