Domani Lasagna

Autore: 
Ianna

Quando l'acquisto più costoso della Storia del Genoa entra nei minuti finali,non con la maglietta rossoblù,ma con quella orrida del Verona,il primo pensiero che poi è l'ultimo dato che si giocano gli ultimi spiccioli del recupero,pensiamo all'unisono:
"Ecco entra e fa gol!".
 
E difatti il Genoa all'ultimo respiro,dell'ultimo assalto impatta con un tiro dal limite di Badelj a tempo quasi scaduto,una partita che avrebbe ampiamente meritato di perdere,per la forza dell'Hellas e per la sua inconsistenza fisica e tattica.
 
Acciuffiamo per i capelli un pari che aggiunge un punto ad una classifica negativa fino a due mesi,ma sopratutto allunga la serie postiva del Mago Ballardini,Mister dotato di sagacia,di esperienza e visto stasera di una bella botta di didietro.
 
Il Verona degli ex,ben otto,con un Presidente su cui incombe l'ombra di Cogliate,non scende a Genova come l'utltima dello scorso anno,non si porta ciabatte e crema solare,ma sfodera il credo dell'indimenticato Pirata,croce e delizia di tanti Genoani,rimpianto o sollievo in una disputa infinita,che non cancella il suo passato in rossoblù.
 
Nella altalena di vicissitudini sulla panchina del Genoa,guarda caso con Ballardini,in un tourbillon di avvicendamenti e rimpiazzi,chissà che un giorno,nel massimo del suo splendore,possa riproporsi su quello scanno che lo ha visto sfortunato quanto inesperto interprete.
 
Il Verona parte in quarta,con pressing e forza fisica con Barak poco appariscente ma onnipresente,autentica spina visibile nel fianco del centrocampo rossoblu.in affanno e in inferiorità numerica da subito.
 
Ballardini scegli Pjaca al fianco di Destro,forse perche Shomu non è ancora al meglio,ma è al centro che vediamo i sorci gialloblù,fino al gol che però arriva su suicidio di Cyborra che nell'ennesimo passaggio indietro frutto del pressing e della sua timidezza,regala palla al Barak ceco proprio mentre Marocchi elogiava il Genoa, Ilic incocciava di piatto per il vantaggio veneto.
 
Il gol subito è una specie di KO tecnico fino al possibile KO subito dopo,quando Lasagna si mangiava in velocità Radovanovic e tutto solo davanti a Perin,regalava il pallone del raddoppio al racchettapalle appena al lato del palo di destra dell'estremo difensore del Genoa.
 
Lo scampato pericolo destava il Genoa,che finalmente senza più affidarsi ai lanci di Perin,costruiva tre potenziali palle goals con Cyborra che sparacchiava fuori e con Zajc che prima su punizione e poi con una azione personale,sfiorava i pali della porta  avversaria.
 
Il secondo tempo si apriva con un doppio cambio offensivo di Ballardini che dava prima i suoi frutti,poi si rivelava disastroso per gli equilibri già precari della squadra.
 
Dentro Shomu e Pellegrini per lo sloveno e il tedesco,con gol che giungeva all'improvviso modello Pepe Reina Fernando Torres ai tempi del LIverpool di Benitez.
 
Rilancio del portiere genoano,liscio del neo entrato Cetin che serviva piano indietro,dando la possibilità allo scatto di Eldor il quale con un bel piatto di interno destro trafiggeva Silvestri imparabilmente.
 
Pari raggiunto con il minimo sforzo,in maniera fortuita con un lancio modello Nfl e partita che tornava in parità,con la speranza che ci fosse più equilibrio.
 
Invece il cambio di Ballardini si rilevava autolesionista,in quanto al centro il lavoro di raccordo di Zajc non c'era più e Pjaca non era in grado,per posizione e passo,di fare lo stesso ruolo dello sloveno.
 
Juric non si perdeva d'animo,il Verona ripartiva e con quell'attacco atipico senza punti di riferimento,continuava a impensierire la nostra difesa,la quale veniva saltata con un triangolo bello quanto banale,che portava al tiro Lasagna,il quale colpiva un clamoroso palo.
 
Il Mister dopo un paio di ripensamenti toglieva Pjaca e inseriva un centrocampista,Rovella,per ristabilire parità a centro,sperando di poter alzare il palleggio del Genoa.
 
Ma nel momento di minor attacco degli scaligeri,gli stessi passavano grazie ad una smanacciata corta di Perin che trovava Faraoni puntuale ad insaccare sotto la Nord.
 
Allo Zio non restava altro che giocarsi  gli ultimi cambi con Scamacca per un Destro stralunato e Pandev per uno sfinito Strootman,alla ricerca di un pari che si era già verificato per concessione fortuita.
 
Quando Pellegrini si infortunava, i cambi erano finiti e da allora alla fine si è giocato in 10 ,cercando di salvare il salvabile,non esporsi e aspettare semmai l'occasione propizia.
 
Il Verona sembrava controllare quanto Scamacca fare i tacchi al volo,tant'è che Juric metteva in campo il desaparecido Besa e il genero di Preziosi,per un revival da Operetta.
 
Sull'utima azione ,un angolo,respinta corta della difesa e dal limite Badelj il migliore e non solo per il gol,di destro infilava Silvestri coperto dai suoi compagni nella visuale,per un pareggio insperato e fortuito.
 
Onestà intellettuale impone di scrivere che il Verona avrebbe sicuramente meritato la posta piena e se ha perso due punti a Genova,deve cercare i motivi nella sua incapacità di chiudere la partita per  sfortuna e  sua imprecisione.
 
Il Genoa non ruba assolutamente nulla,trova per terra,grazie alla forza della disperazione e del suo agonismo,un punto che fa morale e classifica,ma che non cancella i dubbi sulle sue prestazioni quando deve fare la partita,quando deve assestarsi meglio a centrocampo e soprattutto nella ricerca di soluzioni quando si è in possesso palla e fare il suo gioco e non adattarsi a quello degli altri o rintanarsi con ordine in difesa,perche non sempre può andare bene,visto il livello qualitativo almeno in difesa del verona,che non abbiamo quasi mai impensierito.
 
Con + 11 sulla terzultima si potrebbe forse pensare anche in questa ottica futurista,se non si vorrà davvero far ritornare tra 20 anni Juric sulla nostra panchina,a migliorare la sua stagione di esonero e a veder un calcio fisico,spumeggiante e appunto da Pirata come il suo mentore.
 
Intanto,domani,domenica,Lasagna per tutti.
Offre Badelj.
 
Ianna