SCACCO AL GASP

Autore: 
Freddie Beccioni

 PERIN 6,5: Sempre troppo incollato alla linea di porta e con i piedi peggio di lui solo Lerager, ma fa abbondantemente il suo nei tiri sempre indirizzati sull’angolo vicino, dimostrando più reattività che nelle precedenti partite. Ottimo su tiro di Gosens deviato da Goldaniga.
MASIELLO 6: Finchè regge la solita mano d’esperienza, ci gioca anche che conosca il gioco del suo mentore e tutti i peli incarniti di Ilicic e Zapata.
RANOCCHIANOVIC 6,5: E’ sempre meglio di quanto ce lo si possa aspettare, evidentemente lo Zio sa come trarre il massimo dai suoi movimenti legnosi, dalla sua atavica lentezza e dalla rudezza delle fette.
CRISCITO 6,5: Bollito è bollito, ma oggi ci mette un po’ più di salsina verde ed evita quei due o tre falli a gara che lo hanno reso inimitabile. Termina con i crampi come speriamo possa finire il campionato.

ZAPPACOSTA 5,5: Ancora non è il vero Zappacosta, anche perché probabilmente il vero Zappacosta non è mai esistito, bloccato dalla brexit. Non spinge abbastanza, non copre a sufficienza, fa una sola buona diagonale e non risolve le parole crittografate a schema libero della Settimana Enigmistica.
CZYBORRA 6: Piano piano diventerà un giocatore tattico, magari non proprio un laterale della linea a 5 ma qualcosa di simile. L’abnegazione tedesca non manca, patisce forse i 120 minuti di Torino.
BADELJ 7: Con l’arrivo di Strootman può dedicarsi a quel che gli riesce meglio, seguire le linee di interdizione e dare palla al compagno più vicino senza sentire il peso di una regia che non sia alla Bellocchio. Fondamentale.
STROOTMAN 6,5: La condizione fisica è quella di Kazu Miura, ma senza la sua esplosività. D’altronde l’età dichiarata è la stessa ma hanno due ruoli differenti. Ma la qualità è da vendere, per fortuna ce l’hanno data in prestito. Per ora un tempo nelle gambe e il gioco nella testa. Delizioso il servizio per Shomurodov, un po’ lezioso altre volte e ruvido (perché in ritardo) in marcatura. Speriamo regga.
ZAJIC 6: Il leggerino ha qualche buono spunto ed è buon soldatino di Zio, ma temo che non ce lo si possa permettere insieme a Oetzi Strootman. Esce prima di lui, infatti, nonostante abbia più gamba.
PJACA 6: Nel primo tempo gioca meglio di Malinovski e Miranchuk messi insieme, riappare la classe e l’energia dei mesi felici di primavera estate che fecero spendere ai gobbi una fortuna. Si spegne alla distanza, ma il dolce nonno macedone che gli subentra lo fa rimpiangere.
SHOMURODOV 6: Come la sua Nazione nei confronti di Mosca, non è nato per reggere da solo il peso di un attacco. La classe c’è, la velocità di esecuzione anche, manca ancora un po’ di malizia e soprattutto gli manca una spalla veloce e sveglia come lui.
GOLDANIGA 6: Due fallacci che creano situazioni pericolose, per il resto la solita abnegazione che in passato è abnegata con tutta la squadra. Qui sta a galla con gli altri, segno che è uno che si adatta.
LERAGER 5,5: Se non si desse da fare, non servirebbe a nulla. Lo preferisco quando almeno prende un cartellino. Fa comunque muro e un paio di volte riesce a ripartire e fare 20 metri prima di incartarsi.
BEHRAMI 6: Come direbbe Fossati, lui ci mette l’esperienza come su un albero di Natale, come un regalo ad una sposa, un qualcosa che sta lì e non fa male.
PANDEV S.V.: Lo portiamo agli europei perché se lo merita.  
ONGUENE S.V.: Un  taglio capito dopo 10 secondi, un tunnel, due rilanci alla viva il parroco. Speriamo che a Salisburgo il buongiorno non si veda alle sette di sera.
ZIO BALLA 7,5: Prepara la partita a meraviglia e nel primo tempo fa dar fastidio ai suoi ad un’Atalanta non straripante e insolitamente accorta. Tre occasioni limpide avrebbero potuto portarci su un terreno meno complicato. Nel secondo tempo, con gli unici cambi possibili, i limiti sono della rosa, non suoi.