IL DERBY DEL CUORE

Autore: 
edoardo777

Eccoci a commentare una partita pompata a dismisura dalla stampa.

Nella giornata del derby di Roma e di Inter-Juve, decantato derby d'italia, i media si inventano il Derby del Cuore dei tecnici rossoblu.
Hanno risuscitato un'idea tardo-romantica dell'Amore, contrapponendo i due allenatori a loro dire "più amati" dai tifosi genoani e hanno tentato di avvolgere i due diminutivi (Gasperini e Ballardini) in una nube di poesia. Naturalmente il piemontese in conferenza stampa ha subito tenuto a precisare, dall'alto della sua modestia, che il più amato di tutti era lui.
Sgombriamo subito il campo da queste stupidaggini. Il calcio non ha niente a che vedere con la poesia romantica. Io non ci sto. Alcuni cantori, in epoche in cui la narrazione doveva sopperire alla carenza di immagini, hanno cercato di far lievitare la passione attraverso l'epos, che non è propriamente letteratura amorosa. Tutti gli sport di matrice europea in effetti sono allegorie della guerra. E in quest'ottica gli atleti dovrebbero scendere in campo, più o meno armati, più o meno motivati, come guerrieri piuttosto che come trottolini amorosi. La passione non la creano loro, preesiste a prescindere nelle vene dei tifosi ed è più spesso rabbiosa che sdolcinata.
Io non faccio poesia e non potendo verticalizzare mi accingo a fare la cronaca dell'evento, senza condirlo di inutili sentimenti.
L'Atalanta scende in campo non solo coi favori del pronostico, ma anche con la nomea di Invincibile Armata, col suo Napoleone in panchina. Così ce la raccontano e ci raccontano che perde un po' di smalto in campionato quando ha impegni di coppa, ma ora la coppa è ferma e quindi brilla di luce abbagliante. Ebbene, il Genoa che invece è reduce da un massacrante impegno di coppa arrivato ai supplementari disputa un primo tempo magistrale, con 4 occasioni da gol nel primo quarto d'ora e un'altra clamorosa di Shomourodov al 43°. E non solo. Mette in mostra meccanismi di sviluppo del gioco da calcio totale che fanno inaridire alla fonte le certezze atalantine. I berkamasky non stanno a guardare, ma delle due squadre è il Genoa che sembra una compagine di statura europea. Anche la fase difensiva è elegante e applicata. Ballardini rinuncia a riproporre l'accoppiata Masiello-Criscito a sinistra con Goldaniga a destra. Io sono allibito. Pensavo che fosse la mossa per limitare Ilicic, il giocatore più decisivo dei nerazzurri, e invece ha ragione lui. Gli costruisce una gabbia intorno e su di lui si alternano Strootman, Criscito e Cziborra, con una geniale soluzione tattica, che è quella di martellarlo con intelligenza, sfiancandogli i muscoli e innervosendolo.
Davanti imperversano Eldor e Piaca, tenendo in costante apprensione la difesa orobica. Peccato che Eldor non sfrutti due occasioni, la prima con tiro fuori di centimetri, la seconda con parata di piede disperata di Gollini. E anche Piaca, quando arriva alla conclusione, è poco efficace e un po' narciso.
In pratica al 45° è il Genoa ad andare all'intervallo con i maggiori rimpianti.
Nella ripresa cambia la musica. Ballardini toglie Zajc e più tardi, verso il 60°, tra gli altri anche Strootman. L'inerzia della partita passa nelle mani dei bergamaschi per due motivi principali: la difesa e il centrocampo del Genoa si abbassano di almeno 20 metri e, uscito Strootman, su Ilicic si piazza Lerager, con esiti molto diversi. Anche l'uscita di Masiello fa perdere aggressività sulla fascia destra, dove Zappacosta deve rimanere più basso. Ma anche rinserrato nella sua metà campo il Grifone non perde convinzione e alla fine porta a casa il risultato. Al Magatello di Grugliasco non rimane che saltellare come un clown isterico a bordo campo per ogni fallo fischiato contro. Non solo. Verso il 65° si fa male Cziborra e l'arbitro ferma il gioco quando la palla è nei piedi di un genoano. Alla ripresa del gioco l'arbitro la concede ai nerazzurri. Succede a due passi dalla sua panchina, ma il Grande Condottiero nei cuori di tanti Gaspenoani si guarda bene dal correggere l'errore.
Così finisce il Derby del Cuore inventato dalla stampa. Rimane negli occhi un primo tempo in cui il Genoa ha cantato e suonato gioco con un'eleganza insperata. Questo è quello che mi interessa, questa è la sostanza. Il derby degli allenatori lasciamolo al blaterare dei media. Oggi sulla panca del Genoa c'è lo Zio e per me è questo che conta.
Se Ballardini di oggi è pane e salame, Gasperini è pane e mortadella.
Oggi la verità è questa.