This is a Miracle

Autore: 
Ianna

"All the world is waiting for a miracle that's visible"
 
Su un campo buono per i raccolti di barbabietole e inadatto anche per le patate olandesi,va in scena la seconda vittoria casalinga del Genoa nonchè quella di Ballardini che in quattro partite raccoglie ben 7 punti su 12.
 
Nemmeno Renzi ha più ministri dei punti fatti da Ballardini.

 
Se ci limitiamo ai freddi numeri,senza addentrarci nei Voli Pindarici del Giuoco del Calcio,quello dei salotti buoni alla Criscitiello con ragazze al seguito,non si può non osservare che trattasi di un mezzo miracolo calcistico,in attesa si spera,dell'ennesimo miracolo finale,ormai il solo obiettivo del Genoa 1893.
 
Tolta la sconfitta nemmeno meritata e casuale di Sassuolo che avrebbe portato un altro punto in cascina,guardando ad appena un mese fa,non ci si capacita come questi uomini che sono gli stessi di Maran,ad oggi,sia già e incredibilmente salva a guardare la sola classifica.
 
Il pragmatismo del Balla,unita alla dedizione dei giocatori,hanno creato questa miscela giusta almeno per inscenare una sorte di rincorsa per risalire la china,la quale sorprendentemente e contro anche le più rosee aspettative sta avvenendo.
 
Contro il Bologna dell'indimenticato amico di Arkan,nonchè doriano,il Grifone fa di necessità virtù praticamente tutto,compresi i cervellotici cambi della ripresa e soprattutto rinunciando dopo un tempo alle prestazioni di Criscito,su cui si potrebbe davvero scrivere poemi sotto forma di epitaffi.
 
Partita che ad essere generosi,la si potrebbe collocare come una bassa Serie B,indecisi se propendere per un Pordenone Reggina delle 11.30 di un sabato,oppure tra un Cosenza Entella dellle 2030 di un martedi.
 
Il Genoa non ha un gioco,non ha schemi ma ha un paio di buoni giocatori,molta esperienza,un attaccante in prospettiva e soprattutto un allenatore scavato,navigato,esperto che ci può portare all'agognata salvezza.
 
Gli errori in impostazione non si contano,anche quelli da punizione a favore,per non parlare delle rimesse laterali,non si vedono un paio di passaggi di categoria nemmeno a pagarli e il Bologna,una squadretta tutto fumo e niente arrosto,pare si limiti all'andazzo da Tango di bettola Peruviana.
 
Palacio indimenticato ex gioca a nascondino,Orsolini giunto fino in nazionale vorrebbe spaccare la rete ma spacca solo i maroni e alla fine il migliore,il più solido è il Giapponese,il che è tutto dire.
 
Dalla nostra parte si vedono la gamba di Zappacosta,la quale pur non essendo quello di Monica Bellucci,è già tanta roba in un palcoscenico battuto dal vento e sopra un campo in cui la Quarta Categoria si rifiuterebbe di scendere in campo.
 
E poi c'è lui,non Enrico,ma Eldor,l'uzbeko venuto dallla vecchia Cccp,dalla indimenticata Urss al quale non pareva di involarsi sulla destra,seminare un avversario e mettere al centro e a rimorchio una palla che il Zappa si faceva respingere dal portiere felsineo,prima del tap-in vincente di Zajc ,quasi allo scadere del primo tempo.
 
Si andava al riposo con un gol in saccoccia e a ripararsi dal freddo,in attesa di chiudersi nel fortino.
 
Secondo tempo che iniziava con un doppio cambio e duplice sorpresa dello Zio:
 
Dentro il carneade Ebonga di cui nessuno sapeva nulla,nemmeno il Team Manager adetto ai cambi e soprattutto fuori Capitan Istagram.
 
Premesso che non sappiamo se sia stato sostituito per problemi fisici,sopraggiunti prima,dopo ,durante e anche domani nel giorno di riposo,la scelta dell'uomo di Ravenna,è stata più che giustificata.
 
La sua entrata in campo era da catalogarsi come quelle vecchie glorie 50enni o come li chiama De Luca,"vecchi cinghialoni",quando vanno al campo di periferia per un Calcetto a 5 contro 5,con guanti di ordinanza,piedino freddo al primo leggero tocco e giammai un colpo di testa senza eventuale cappello per l'occasione.
 
Se noi ci siamo accorti dell'impegno mostruoso messo in campo,figurarsi il Sergente di Ferro senza Ray Ban,ma con occhiali da vista ben graduati.
 
Il tempo che il nostro colored prendi un paio di bambole per l'emozione,rubi per caso una palla ai limiti dell'aria e la servi a Destro per il sesto centro stagionale, e Davide Ballardini,lo sostituisce dopo 20 minuti per il nostro e suo stupore.
 
Balla che aveva messo Timidezza Ghiglione per Nonno Behrami,spostato l'ex Chelsea a destra,non faceva altro ai suoi di tenere distanze,palloni e chissà cosa altro per limitare il Bologna che si limitava già da solo.
 
Sinisa mette dentro Barrow in grave ritardo,un altro paio di sconosciuti e Perin finalmente dopo un paio di mesi,esce su un cross alto e blocca la palla come se stesse andando a schiacciare allo Staples Center.
 
Finisce tra baci e abbracci a centrocampo tra svariati ex mischiati a doriani,senza sapere se Tommasino abbia preferito il caminetto e il plaid di Cogliate al vento di tramontana di Marassi,in attesa di qualche altro da Riattivare e l'ennesima smentita di cessioni di società,ormai uguali ai Tweet di Trump,prima che lo arrestino.
 

 

"One more thing to say

All the world is waiting for a miracle that's visible"

 

 

Quale sia il miracolo lo abbiamo visto stasera.

 

 

In attesa del più importante.

 

 

Ianna