Col Balla si torna a ballare

Autore: 
tidon grifo

E’ tornato Ballardini.
In questo circo sempre più triste.
Ed è inutile parlare del creatore di questo circo, più se ne parla e più lui resta saldamente al comando sul suo trono, un trono di vomito
E non si sa bene come, non si sa perché, il Balla è sempre un raggio di luce.
Lui che è un personaggio delle lagune adriatiche appena intravede il mar ligure fa luce come un sole, un tenue raggio di sole che non si vedeva da tempo.
E’ un motivatore, dietro quei suoi rayban così caratteristici ma senza i capelli lunghi come Jim Morrison riesce comunque a vedere oltre, a vedere oltre le porte della percezione dentro questa accozzaglia di nullità che è il Genoa attuale e portarli alla vittoria all’esordio.
Era difficile credere fino a domenica che questa squadra potesse minimamente vincere una partita fino alla fine del campionato.
E zio Balla ha vinto dopo un solo giorno di permanenza a Genova.
Sembrava la fine, the end e invece siamo risorti come cavalieri nella tempesta
Lo Spezia è una squadra entusiasmata dal suo primo approdo in serie A, una squadra di brocchi che però diventano aquile delle cinque terre indiavolate, che fanno un pressing asfissiante a tutto campo e attaccano come rapaci soprattutto dai pendii del campo, ai fianchi.
E oggi il Balla doveva rintuzzarne le folate.
E si affida ai vecchi, in attesa di studiare bene altri moduli innovativi.
Piazza gli anziani, Criscito, Radovanovic, Masiello in difesa, gli anziani a centrocampo, Berhami e Badelj, e gli anziani in attacco, Pandev e Destro, giocatori di lungo corso che prima di oggi sembravano giocatori da ospizio
Radovanovic il serbo duttile è a guardia della difesa, come recita un proverbio serbo “quando l’area è a rischio metti un centrocampista serbo in difesa”
E tutto sommato ha funzionato, all’inizio il lato sinistro, il lato di Criscito e Ciborra, era un po’scoperto sulle folate aquiline e infatti segnano con il loro attaccante afro con i capelli blu, ma presto di forza e di reazione facciamo massa reattiva e per fortuna raggiugiamo subito il pareggio con un Pandev ispirato che serve palla ad un Destro implacabile.
Non c’è ancora uno straccio di gioco ma il fortino regge
E nel secondo tempo senza ancora uno straccio di schema che non sia un grande agonismo e lanci lunghi addirittura siamo riusciti a vincerla.
E dopo vari cambi sia in attacco che a centrocampo ecco che miracolosamente Berhami lanciato a rete attende il difensore spezzino per farsi travolgere e dopo qualche incertezza l’arbitro fischia il rigore.
Tira Criscito e gol.
Poi sia Destro che Scamacca riescono a fallire soli davanti al portiere,
E un solito Piaca, violinista croato stonato, riesce a farsi non apprezzare per i soliti passaggi sbagliati e la sua inconsistenza.
Ma tutto è bene quel che finisce bene,
Comincia il regno di Ballardini quarto, l’antagonista di Preziosi, che adesso a Gennaio farà di tutto per affossarlo con i solito calciomercato insensato e prono verso potenti, procuratori e maneggi di ogni genere.
E un campionato senza Gradinata, triste e televisivo già è penoso di suo
Ma comunque Viva Balla, Abbasso preziosi