Abisso Rossobl├╣

Autore: 
Ianna

Cantava Lucio Battisti di come uno scoglio potesse arginare il mare.

Stasera nel triste deserto di uno stadio vuoto,senza neanche la spinta del pubblico di casa e in compagnia delle Stupide Immersioni di Caressa,  si è visto non solo un divario tecnico,fisico e di classifica, ma ad essere tifosi e generosi almeno due categorie di differenza.

Il mare non era certamente un Oceano e lo scoglio nemmeno tanto roccioso,in quanto alle differenze visive si è aggiunto a completare il divario e l'abisso,un atteggiamento al limite della remissività, con un timore reverenziale simile a quando un cittadino di Essex si vede davanti Sua Maestà la Regina Elisabetta.

E' risaputo che nel calcio si può sopperire alle differenze tecniche e strutturali con la grinta,la caparbietà e la determinazione ,qualità che dovrebbero essere proprie di una provinciale che si gioca la salvezza contro Madama Rubentus che alla fine ,visto l'avversario ne trascendentale ne insuperabile,si è rilevata una Corazzata Potemkin.

 

A ciò aggiungi che il Genoa di giocatori tecnici ne ha forse uno,massimo due,al cospetto di chi ne ha una mezza dozzina tra cui Mister Miliardo,che in tribuna avevano il Duca Agnelli e noi il Giocattolaio di Avellino e che loro sembravano i Queen e noi i Pitura Freska.

 

Mettici poi tre bei gols, uno fantastico di Cr7 e il quadro esilarante era completato.

 

La Juve da grande Regina del Popolo era giunta in aereo a Genova,(nemmeno fosse Wuhan)senza eventualmente un paio di ore di traffico nel bus con aria condizionata, ma almeno ci ha reso l'onore di schierare la squadra titolare,non si sa se per farli allenare o per non snobbare l'impegno e l'avversario, risparmiandoci fortunatamente il fedifrago,fascista,ignorante e pure Genoano Buffon,il quale raggiungerà il record di presenze nel suo stadio,dinanzi alle sagome dei suoi personalissimi tifosi.

 

Il Grande Antipatico Sarri,chissà perche tutti gli allenatori della Juve lo sono a pelle ,a vista e in tivvù,mette i suoi gioielli in campo e si impossessa del terreno di gioco per tutto il primo tempo,con un dominio territoriale sterile ma non certo irresistibile.

 

Perin che si appresta a tornare a Torino per essere ancora il terzo portiere,compie facili respinte su tiri da lontano nel primo tempo,ma si supera in maniera formidabile,deviando in angolo a mano aperta un gran tiro di Ronaldo,permettendo che il primo tempo finisse a reti inviolate,in cui il Grifone non è mai andato in area avversaria se non per fuorigioco e per lanci lunghi modello England a Twickenham.

 

Ripresa con due cambi subito,di cui uno con la staffetta danese inadeguato e non convincente,togliendo di fatto quel minimo di barlume a centrocampo e l'unico che non sparacchiava lontano per la testa di Skuhravy,che ahinoi non gioca e non segna piu come quando la eliminò per la prima volta nella storia della Juventus da tutte le competizioni europee.

 

Difatti arriva subito il gol che tagliava di fatto le gambe al Genoa ed è ad opera di Dybala,uno che  ci segna sempre fin dai tempi di Palermo,approfittando di una difesa accondiscendente e di un Behrami che stende il tappeto rosso per il sinistro dell'odioso argentino.

 

Poco dopo il capolavoro di Ronaldo con gran gol all'incrocio,con l'ennesimo invito della difesa ad indietreggiare e tirare,fino all'altra rete balistica di Douglas Costa che la mette nell'angolino alto,in cui è impossibile arrivare pure per Yascin.

 

La Juve si calma,gioca a folle,toglie Cr7 che per una volta vista la situazione non mugugna,fa entrare Panzone Pipita e i ragazzini della Primavera,per il sorriso in tribuna di Andrea,in attesa che il dividendo francese arrivi pure nelle sue tasche,dopo che il cugino ha chiesto e ottenuto da Intesa un bel prestito garantito dallo Stato.

 

Appena prima il suo collega presidente,candidamente dichiarava di "non sapere in quale categoria giocherà il Genoa nel prossimo anno",in quanto non è improbabile di fare la stessa fine dello scorso anno con un salvezza all'ultimo secondo dell'ultima partita.

Made in Preziosi.

 

Nicola si ricordava di avere l'unico dai piedi buoni in panchina,suo il nostro primo tiro in porta al 75°,di togliere Ghiglione piu timido di un bimbo al primo giorno d'asilo,di sostituire il giocatore piu pagato nella storia del Genoa,ma il dado era ormai tratto e non serviva il bel gol di Pinamonti a babbo morto.

 

L'erede di Pep Guardiola poteva fumarsi l'ennesimo filtro e pensare che non sempre avrà contro una squadra tanto volenterosa,ma di una pochezza disarmante,mentre Nicola che somiglia piu a un uomo da bordo ring che ad un allenatore,si consolava alla fine di aver visto intensità e aver segnato alla Juve la quale non subiva gol da 500 minuti.

 

Un pò come dire di aver visto Charlize Theron dall'ultima fila di un Teatro che aveva 100mila persone ed essere quasi in fondo alla sala.

 

In attesa del bigmatch di domenica a Udine,non ci resta che gufare a destra e a manca,tifare Lione e semmai dovessero andare a Lisbona,di sperare nell'ennesima finale persa.

 

Che s'adda fà pe' campà,vero Preziosi?

 

Ianna