NELLE SABBIE MOBILI

Autore: 
edoardo777

La verità è che a noi tocca soffrire e sappiamo farlo, la squadra no.

In una partita decisiva si è sciolta progressivamente, è affondata e non ha saputo risalire a prendere aria.

Per i primi 20 minuti nel primo tempo ha giocato alla pari e anzi ha avuto le due migliori occasioni da gol con Sanabria. Poi il Verona ha preso il sopravvento e solo due interventi prodigiosi di Perin hanno salvato lo 0-0.

Soprattutto sulla sua fascia sinistra il Verona aggrediva la nostra difesa con combinazioni rapide a cui Biraschi provava ad opporsi come poteva, poco aiutato da Ankersen, che si faceva vedere solo in proiezione offensiva. Era in queste circostanze che potevamo renderci conto che Preziosi aveva ragione: Lazovic è scarso, come Ballardini.

Ma il centrocampo genoano reggeva ancora e consentiva alla squadra di uscire dal pressing gialloblu e provare ad imbastire qualche ripartenza. Pandev si dannava per cucire lo strappo tra i reparti con un lavoro prezioso sulla trequarti. 

Verso la fine del tempo una bella combinazione tra Cassata e Barreca produceva un cross di quest’ultimo che Sanabria trasformava in gol.

La partita, importantissima se non decisiva, si metteva bene. Si trattava di andare all’intervallo, ricompattare le idee e ritornare in campo consapevoli di dover affrontare belve scatenate.

 

E le belve infatti si scatenavano. Il Verona alzava i ritmi, ogni giocatore si inseriva e si proponeva, creando spazio. Il Genoa cominciava a non raccapezzarsi.

Nicola decideva di togliere Shöne e di mettere in campo Valon Gut.

Nemmeno un minuto dopo Romero infiocchettava una partita disastrosa con un intervento assurdo che regalava al Verona un calcio di rigore, trasformato da Verre.

Il Genoa non ripartiva più. Il centrocampo non riusciva a fare filtro e gli inserimenti senza palla dei veronesi disorientavano la nostra difesa.

Bastava l’iniziativa inaspettata di un loro difensore, Rahmani, per bucarla. Sul tiro ravvicinato e sporco Perin respingeva corto, Ankersen ci metteva il piede, ma in pratica serviva il tapin a Zaccagni.

 

In svantaggio, ci si aspettava dal Genoa una reazione. Ma come altre volte la squadra, dopo un’ora di gioco, aveva già finito le energie. Favilli per Pandev e Agudelo per Sanabria non producevano niente. Era sempre il Verona a imperversare e da parte del Genoa non c’è stata nessuna apprezzabile reazione, né di gioco né di nervi. La squadra si è spenta, impotente, e solo per fortuna non ha beccato altri gol.

 

Perin, Pandev, Sanabria, Cassata e Barreca per un tempo si sono salvati.

Di Romero ho contato 8 tentativi di anticipo (inutili) sulla trequarti. Solo una volta ha beccato palla. Mi chiedo chi gli dia licenza di continuare a fare questo tipo di interventi e soprattutto andare in giro per il campo a farli. Certo che, se poi in area si inventa follie come quella che ha portato al rigore, forse meglio che vada a cercare gloria altrove.

Sturaro ci mette l’anima, si dice, ma la sua condizione è penosa. Dopo un tempo era cotto. Behrami, subentrato al 53°, aveva le stesse energie di un moribondo. Non si può regalare agli avversari, in partite decisive, il centrocampo. Il Verona, in vantaggio, correva a perdifiato; i nostri camminavano sulle uova. Questo spiega tutto. In aggiunta al fatto che Juric ha lavorato da Luglio per compattare una squadra, mentre Nicola lavora da poche settimane.

Ritrovare una condizione fisica decente è ora un imperativo.

Siamo sempre impelagati nelle sabbie mobili.