NON SIAMO SALVI

Autore: 
layos

Detesto la fine della primavera perché è un periodo di cerimonie.
Detesto le cerimonie.
Domenica invece ho benedetto il fatto di aver dovuto lasciare la Liguria per andare a festeggiare un comunicando lombardo, così durante l'ultima rappresentazione di questa penosa farsa che è stata il nostro campionato, ero in autostrada sulla via del ritorno.

Viaggio nel quale mi sono categoricamente rifiutato di ascoltare "tutto il calcio" o, peggio che andare di notte, il tragico Brenzini, il quale oltre che uno che striscia per paura di inciampare, è pure un pessimo radiocronista (non so voi, ma io quando ho ascoltato qualche partita su Radio Nostalgia non sono mai riuscito a capire una mazza di quel che stesse succedendo in campo).
Quando sono arrivato a casa ho scoperto con sollievo che il Genoa si era salvato, grazie alla rocambolesca partita di S.Siro, con pali, rigori sbagliati, miracoli dei portieri. E alla fine la volenterosa banda di Andreazzoli ha dovuto salutare la categoria. Mi dispiace per lui e per i simpatici empolesi, anche se sono contento per Corsi, uno che fa finta di essere il signor Brownlow in realtà assomiglia molto più a Fagin (per chi ha letto Oliver Twist).
L'epilogo della nostra disgraziata stagione è stato quindi lieto, ma con un retrogusto molto amaro.
Nemmeno un minuto per immaginarsi le facce amareggiate dei doriani che stanno sul trespolo a gufare dai tempi di Boselli, e già compare l'ineffabile Sai Baba di Avellino su Sky a dire che è dispiaciuto "per i tifosi per bene" che "promette che non soffriremo più così" (l'aveva già detto le altre due volte in cui ci siamo salvati all'ultimo, compreso l'anno infausto di Genoa-Siena e della punizione di Jankovic contro un Cagliari in ciabatte) e che, soprattutto, le trattative sono bufale, in sella c'è lui e i programmi li fa lui.
Quindi no, non siamo salvi.
Non dal male più grave, dal destino più infausto.
Prandelli lascerà, non è scoccata la scintilla. Ne in lui per noi (è arrivato nel momento sbagliato della storia) ma nemmeno in noi per lui. Se restasse sarebbe l'ennesimo dead man walking, in attesa di essere giustiziato al primo inciampo. Tante aspettative su di lui, andate molto deluse. La squadra non ha trovato un'identità di gioco, un modulo, dei titolari. Solo tanta apparente improvvisazione e confusione, unita ad un'aria mesta e non sufficientemente combattiva per affrontare il mare in tempesta. Proprio l'Andreazzoli a cui un accidente del calendario ha fatto pagare il dazio della retrocessione sarebbe un buon candidato a succedere. Mi spiacerebbe solo per lui che è un uomo per bene come Ballardini dover avere a che fare questo manipolo di cialtroni che sventuratamente reggono le sorti della nostra società.
Riguardo alla squadra non so cosa ci sia da salvare. Romero e Radu, due dei più positivi, hanno già le valigie in mano. Biraschi vedremo. I veterani Criscito e Pandev non credo abbiano grande mercato e sono comunque utili alla bisogna. I freschi riscattati Favilli e Sturaro, pagati 30 milioni in due, dopo non aver giocato un campionato, credo che si potrebbero cedere solo rimettendoci l'osso del collo. Pochi elementi attorno ai quali ripartire, facendo l'ennesima rivoluzione che il 71 non vede l'ora di fare. 
Ma sono comunque tutti discorsi che lasciano il tempo che trovano, tutte chiacchiere che si porta il vento.
Andremo avanti navigando a vista. Zero programmazione, zero obbiettivi, tutto costruito sulla sabbia.
Zero impianti. Zero investimenti nel vivaio. Zero, zero, zero.
Perfino i calciatori, interrogati su cosa sia andato storto quest'anno, hanno puntato l'indice sulla cessione di Piatek. Raramente i calciatori si espongono in giudizi perentori, ancora più raramente se riguardano l'operato di chi paga loro i sostanziosi emolumenti. Questo per dire quanto, anche dal punto di vista del messaggio che si trasmette allo spogliatoio, sia deleterio e suicida vendere a metà stagione il calciatore più rappresentativo e in forma della tua rosa. Già capitò con Pavoletti e Rincon, in un'altra stagione in cui abbiamo rischiato severamente di capitolare.
Evidentemente l'antifona non è bastata.
Ormai i piagnistei di Preziosi in televisione mi provocano solo conati di vomito. Una persona falsa e doppiogiochista, ipocrita e meschina. Il peggio del peggio. Del peggio.
Purtroppo quest'estate ripartirà la solita giostra degli zerbini radiocronisti che ci venderanno come pappa reale della cera rifusa. E degli ignoti bidoni verranno spacciati come il prossimo crack. Basterà assomigliare a Caniggia per essere Caniggia.
O assomigliare a Sai Baba, per essere Sai Baba.