Il Muretto

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Ko de Mondo

Meno male che esiste e resiste.

https://www.rockit.it/articolo/ascolta-ora-pezzo-cui-giovanni-lindo-ferr....

Ianna

Risposta al post di Ianna scritto il 22/03/2020 - 13:51
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Re:Re:Buongiorno a tutti

Mi permetto anche io di consgliare una lettura; un libro arrivato da poco in libreria:

Il fantasma dei fatti
di Bruno Arpaia.
 

Risposta al post di Ianna scritto il 22/03/2020 - 13:51
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Re:Buongiorno a tutti

Ciao Madmax e Benvenuto sul Muretto.
Grazie per le belle parole,torneremo a parlare a scrivere di calcio e di Genoa.
Parafrasando una frase di Bertinotti,"Non so quando ci sarà il comunismo ma so che ci sarà".
 
Dato che siamo in tema di libri,mi travesto da Tutto Libri e ne consiglio tre per chi vorrà distogliersi da questo incubo:
 
La Strada di Corman Mac Carty.
 
L'ultimo Tango di Salvador Allende di Roberto Ampuero,
 
Non Morire prima di Morire di Morire di Evgenij Evtusenko.
 
Restiamo a Casa.
 
Ianna
 
 

Risposta al post di MadMax scritto il 21/03/2020 - 17:50
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Re:Re:Gianni Mura

Anche da parte mia un piccolo omaggio al grande Gianni Mura.
I suoi cattivi pensieri ci mancheranno e per chi ha voglia perchè di tempo ne abbiamo ,c'è il suo libro edificante,Non gioco piu me ne vado,un titolo un programma.
Ianna

Risposta al post di Ianna scritto il 22/03/2020 - 13:39
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Re:Re:Gianni Mura

Per De André pugni chiusi e Ave Maria in sardo

 
Vent'anni fa a Genova i funerali del cantautore. Vi riproponiamo il pezzo pubblicato su 'Repubblica' il 14 gennaio 1999 di Gianni Mura: "Ci sono molti fiori, nelle sue canzoni, e non è solo il profumo che ci resta"
di GIANNI MURA

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14 gennaio 2019

 

 

 

 

 

 

 

In occasione dei vent'anni dalla morte di Fabrizio De André riproponiamo dall'archivio di Repubblica il pezzo sui funerali del cantautore scritto da Gianni Mura e pubblicato sul quotidiano il 14 gennaio 1999

GENOVA - Adesso che solo la morte lo ha portato in collina, a Fabrizio non dispiacerebbe sapere che proprio di fronte alla chiesa di Carignano, al balcone dell'istituto E. Ravasco, Figlie del Sacro Cuore di Gesù e Maria, è appeso uno striscione bianco e sopra c'è scritto grazie Fabrizio, e lo gonfia la tramontana. Sotto, davanti alla chiesa barocca (le nuvole non ci sono, oggi) gli anarchici hanno scritto sull'asfalto che la puttana (Bocca di rosa) alla stazione ce l'ha accompagnata il prete con la polizia. Memento. In cima alla scalinata c'è la bandiera rossa e nera dell'anarchia. La regge ferma una signora col cappotto bordeaux e la faccia di chi ha camminato la vita per dritto e non per traverso. E forse a lui verrebbe da ridere: picchetto d' onore e un prete a dire le ultime parole, ma almeno un prete che sa cosa dire, e poi non esistono le ultime parole.

La folla ai funerali di Fabrizio De André alla basilica dell'Assunta di Carignano il 13 gennaio 1999

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Ci pensavo prima della cerimonia, che è stata asciutta e dolce, con tanti lucciconi quando è partita l'Ave Maria in sardo, e se partiva Preghiera in gennaio credo che molti sarebbero stati male sul serio. Ci pensavo ascoltando dei ragazzi che erano fuori a cantare, in un angolo, fin dalle nove con un paio di chitarre. Cantavano stonati, ma con tanto amore. Notte notte notte sola sola come il mio fuoco, piega la testa sul mio cuore e spegnilo a poco a poco. Questo è il Canto del servo pastore. Cosa importa se sono caduto se sono lontano perché domani sarà un giorno lungo e senza parole. Questo è Hotel Supramonte.

 

Dori Ghezzi

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E questa è una mattina di sole freddo, in una piazza come sospesa sul porto, una piazza spartiacque fra la città di chi sta meglio e la città di chi sta peggio, scendi una rampa e sei in piazza Sarzano e di lì nei vicoli, uno dei primi è vicolo Boccadoro. Una mattina lunga il giusto, e con tante parole. Quelle che si portano dentro e premono contro gli occhi, quelle che qualcuno ha scritto sui biglietti che accompagnano i fiori: Io mi dico è stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati, questa è Giugno '73. E ora non piangere perché presto il concerto finirà, questa è Verdi pascoli. Ma più ancora del tempo che non ha età siamo noi che ce ne andiamo, questa è Valzer per un amore, così scopertamente ronsardiana.
Cristiano De André con la madre Puny

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Le parole sono quelle che bisbiglia la donna che ho di fianco, con il sacchetto del supermercato, tra i 50 e i 60. Ma il vento che la vide così bella dal fiume la portò sopra una stella. È una favola che resiste, la storia vera era quella di una puttana massacrata di botte e gettata nel Tanaro. Strano il mondo. Un' altra canzone che resta uguale, Il cielo in una stanza, Paoli la scrisse pure per una puttana, ma viva, dei carrugi. Non che abbia importanza, adesso, nemmeno sapere se poi da qualche parte gli ultimi saranno i primi come lo sono stati nelle canzoni di Fabrizio. Cantava di puttane e balordi all'inizio degli anni 60, di zingari e transessuali sull'orlo del 2000. Prima del '68 e prima che fosse battezzato e irriso il buonismo.
Fernanda Pivano

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Chi sta dentro la chiesa barocca queste cose le sa, e anche chi sta fuori perché dentro non c'è più posto o perché ha deciso che il suo posto è fuori. Sicché, Le monde ha scritto che Fabrizio era il Brassens italiano, e detto dai francesi è un gran complimento. Ma io penso che Brassens, gigantesco, monolitico, una cosa come Creuza de mà non l' avrebbe mai fatta, non ci avrebbe mai pensato. Non perché gli mancasse un Mauro Pagani ma perché era l'esempio dell'artista isolato e lieto di esserlo. Mentre Fabrizio, che passava per un musone appartato, gli altri li ha cercati e ci ha lavorato: De Gregori, Pfm, Bubola, Fossati. Gli altri ai funerali ci sono, come c'era Fabrizio (e solo lui, di tutti i cantautori italiani) ai funerali di Tenco, anche lì un cimitero in salita ma la neve sui costoni di vigne. Gli altri, in questa piazza Carignano che curiosamente fa angolo con via Alghero e sono le due terre di Fabrizio, sono quelli trovati senza essere cercati. Le facce note e le facce vere, le kefiah e le pellicce, i pugni chiusi e i segni di croce, quelli di Albaro e quelli del Biscione, le sciarpe del Genoa e anche della Samp, i colletti bianchi e quelli del porto. Una maestra ha portato la sua classe, 19 bambini di cui 5 con la pelle scura. Forse non capiranno tutto, ma serve più una canzone di Fabrizio (sulle minoranze, sul rispetto) di tanti discorsi.

E ricordi tanti, e nemmeno un rimpianto (come il suonatore Jones) sarebbe bello averne, ma il rimpianto, fratello minore del pianto, c'è e si sente ed è quello di aver perso un amico non importa quanto conosciuto da vicino, uno che trovava le parole giuste (che paura che voglia che ti prenda per mano), e quando si fa la conta si è uno in meno e quelle parole (com'è che non riesci più a volare) adesso chi le dice? Inutile andare in via del Campo, niente occhi grigi come la strada né occhi grandi color di foglia. Pure, le ultime parole non esistono. Come Fabrizio non sarebbe stato Fabrizio se non avesse ascoltato Brassens, e un po' di Brel e di Ferré, così uno di questi ragazzi che si sentono più soli un giorno troverà le parole giuste e i giusti accordi per la libertà e l'amore. A questo servono, brutto verbo, i poeti. Una vecchia ragazza con le calze verdi (come Nancy) lega fiori finti a un palo della segnaletica e il biglietto dice: Bocca di rosa per sempre. Non capisco cosa vuol dire, ma sono qui per sperare, non per capire.

Con funerali rigorosamente pubblici, la famiglia di Fabrizio lo ha idealmente e praticamente diviso con chi lo amava. Innamorati, non fan. Un poeta anarchico e popolare, Prévert, che Fabrizio ha sicuramente letto da giovane, lui che leggeva Machado e Thomas, ha scritto: le jardin reste ouvert pour ceux qui l'ont aimé. Credo ai segni: tre gerbere lanciate da dieci metri restano impigliate nelle maniglie della cassa. Vorrei che il comune di Genova ricordasse Fabrizio dedicandogli un giardino pubblico, un piccolo parco, con quel po' di verde così difficile a Genova, niente fiori strani (viole e papaveri sì) e tante panchine dove i ragazzi possano dirsi non ci lasceremo mai e poi mai, e restasse un po' di tenerezza anche passato l'amore che strappa i capelli, e ci fosse tolleranza per i barboni e quelli che hanno bevuto un bicchiere in più, e certo ci andrebbero a passeggiare la signora Libertà e la signorina Fantasia, uscite da Se ti tagliassero a pezzetti e viste ieri in piazza Carignano, e Brassens non ci troverebbe niente da ridire e Fabrizio credo sarebbe contento. Ci sono molti fiori, nelle sue canzoni, e non è solo il profumo che ci resta.

Risposta al post di Mister No scritto il 21/03/2020 - 19:19
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Re:Gianni Mura

E' un momento in cui non riesco sinceramente a scrivere nulla.
Un ricordo a quello che per me era il miglior giornalista italiano pero' devo farlo.R.I.P.

Risposta al post di Larry scritto il 21/03/2020 - 12:41
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Re:Buongiorno a tutti

Ciao e benvenuto Smile speriamo di leggerci presto per tornare a parlare di calcio.

Risposta al post di MadMax scritto il 21/03/2020 - 17:50
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Buongiorno a tutti

Buongiorno a tutti,
sono iscritto da un po' al Gir ma è la prima volta che scrivo qui nel muretto, diciamo che sono stato sempre alla finestra e leggere frequentemente le discussioni qui, sempre molto interessanti ed appassionanti e soprattutto civili.
In particolare sono un fan del Sig. Ianna, con le sue argomentazioni ricche di riferimenti e citazioni, nonchè del Sig. Grifondoro70, con le sue analisi tecniche sempre interassanti.
Speriamo in un ritorno a breve alla vita normale, soprattutto per chi è nei vari fronti della battaglia in questo momento. Senza dimenticare chi ci ha lasciato e ci lascierà a causa di questo armageddon invisibile.
Saluti a tutti e naturalmente... forza Genoa.
 
MadMax
(Massimo)

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Gianni Mura

È mancato stamattina, grande giornalista sportivo e scrittore, sul Muretto molto apprezzato.
Risposa in pace

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Re:Re:Forza Bergamo

Sono tornato solo per scrivere questo e ho visto con piacere che non sono il primo.
Grande dignità, nessun lamento e tanto impegno.
Forza.

Risposta al post di mashiro scritto il 19/03/2020 - 16:17
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Re:Forza Bergamo

Forza Berghem e Forza Brescia.
Torneremo a odiarci, sportivamente, appena sta storia sarà finita.

Risposta al post di layos scritto il 19/03/2020 - 13:39
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Forza Bergamo

Forza.

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Re:Re:Auguri Capitano

Che tempi,l ho rivista con piacere. A proposito ,ricordiamo anche quel 18 marzo del 1992...anfield road...

Risposta al post di Bortolazzi scritto il 18/03/2020 - 13:00
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Re:Re:Auguri Capitano

Da guardare l'intervento di Bortolazzi sullo Zar dopo 20", con l'di Viercowood. E il suo intervento dopo 30" su Tommasone...
Un altro calcio...

Risposta al post di Larry scritto il 17/03/2020 - 17:05
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Re:Re:GIR

Dagghe GIR!

Risposta al post di mashiro scritto il 15/03/2020 - 19:30
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