GIRovagando

Gatto Silvestre

Forte dei Marmi: Galliani riceve la notizia dell'infortunio di Bonera, incontra Silvestre che era da quelle parti per firmare con il Genoa e lo fa firmare per il Milan.

Libri divertenti


Dopo Gennaio, tempo di Calciomercato, abbiamo avuto l’abituale rivoluzione in casa rossoblù: vorremmo non farla ogni semestre, ma pare che ci tocchi finché c’è “u pagiassu”.
Fortunatamente Ballardini riesce a tirare fuori insospettabili doti ad una squadra che sembrava diretta al baratro, senza alcun freno. Adesso un freno sembra esserci…
Avevo avuto l’ispirazione di fare un pezzo su libere associazioni tra i nostri nuovi acquisti e i libri, ma onestamente ci ho rinunciato.
Per cui ho deciso di suggerirvi una qualche lettura che possa allietare i mesi a venire, divertendo pur senza smettere di pensare.

Memorie dei tempi di Fossati (parte ottava).

Il campionato 1983/84 si concluse con una amara retrocessione, la squadra non era priva di giocatori di interesse, ne cito alcuni: Martina, Testoni, Faccenda, Onofri, Policano, Benedetti, Mileti, Viola, Antonelli e Briaschi, ma il rendimento complessivo fu lacunoso.

Calciatori come Canuti e Bergamaschi non resero secondo le aspettative , gli stranieri tesserati non diedero un apporto degno di nota: l’olandese Peters per le deficitarie condizioni fisiche e il brasiliano Eloi per il fatto di essere un pesce fuori dall’ acqua e la sua carriera successiva lo dimostrò, nonostante le pretese di alcuni tromboni che pur di dare addosso ai tifosi del Genoa, rei non leccare come loro l’attuale rappresentante legale.

La società approntò i quadri per la stagione 1984/85, affidando a Spartaco Landini il ruolo di Direttore Sportivo e a Tarcisio Burnich il ruolo di allenatore.

Politica e non

In primavera gli italiani torneranno al voto, mancano pochi mesi, per la politica italiana un tempo sufficientemente lungo per fare disfare, rifare.

Sarà interessante vedere quale sarà il sistema elettorale, non è cosa da poco perché sulla base di quello molte scelte verranno fatte, fatte pensando al “bene comune”, a “l’interesse generale”, mica alla poltrona...

Quello previsto ai tempi della “prima repubblica” consentiva di votare il partito ed il deputato più affine o meno lontano, ma una volta chiuse le urne i giochi doppi o tripli iniziavano e si replicavano per tutta la legislatura; i democristiani degli ultimi decenni e non solo loro, in questo erano formidabili: si appellavano  agli italiani moderati o conservatori, raccoglievano i loro voti che erano e sono una massa consistente, poi se ne fregavano in allegria.

“La vita non ti regala niente”

“La vita non ti regala niente” usava dire il vecchio leone.

Fiorenzo Magni è stato un gran ciclista, un campione, è stato un uomo integro e coerente, è morto ieri all’età di novantadue anni in Brianza dove viveva dal dopoguerra e dove conduceva una avviata attività imprenditoriale.

Fiorenzo Magni è stato definito “Il terzo uomo” del ciclismo italiano, a tal proposito è uscito un libro di Auro Bulbarelli, corse nell’epoca di Coppi e Bartali, fu un discesista coraggioso al limite della temerarietà, dovette fronteggiare il poderoso duo che divideva gli italiani e le vittorie oscurando tutti.

Il ciclista Magni è ricordato per il suo ragguardevole palmares, il suo “bel carattere” e per la sua tempra.

Poteva annoverare Tre Giri d’Italia, l’ultimo vinto a trentacinque anni nel 1955 e soprattutto Tre Giri delle Fiandre consecutivi dal 1949 al 1951 che gli valsero il soprannome di “Leone delle Fiandre”.