Il confessionale di Padre Brown

Memorie dei tempi di Fossati (parte ottava).

Il campionato 1983/84 si concluse con una amara retrocessione, la squadra non era priva di giocatori di interesse, ne cito alcuni: Martina, Testoni, Faccenda, Onofri, Policano, Benedetti, Mileti, Viola, Antonelli e Briaschi, ma il rendimento complessivo fu lacunoso.

Calciatori come Canuti e Bergamaschi non resero secondo le aspettative , gli stranieri tesserati non diedero un apporto degno di nota: l’olandese Peters per le deficitarie condizioni fisiche e il brasiliano Eloi per il fatto di essere un pesce fuori dall’ acqua e la sua carriera successiva lo dimostrò, nonostante le pretese di alcuni tromboni che pur di dare addosso ai tifosi del Genoa, rei non leccare come loro l’attuale rappresentante legale.

La società approntò i quadri per la stagione 1984/85, affidando a Spartaco Landini il ruolo di Direttore Sportivo e a Tarcisio Burnich il ruolo di allenatore.

Politica e non

In primavera gli italiani torneranno al voto, mancano pochi mesi, per la politica italiana un tempo sufficientemente lungo per fare disfare, rifare.

Sarà interessante vedere quale sarà il sistema elettorale, non è cosa da poco perché sulla base di quello molte scelte verranno fatte, fatte pensando al “bene comune”, a “l’interesse generale”, mica alla poltrona...

Quello previsto ai tempi della “prima repubblica” consentiva di votare il partito ed il deputato più affine o meno lontano, ma una volta chiuse le urne i giochi doppi o tripli iniziavano e si replicavano per tutta la legislatura; i democristiani degli ultimi decenni e non solo loro, in questo erano formidabili: si appellavano  agli italiani moderati o conservatori, raccoglievano i loro voti che erano e sono una massa consistente, poi se ne fregavano in allegria.

“La vita non ti regala niente”

“La vita non ti regala niente” usava dire il vecchio leone.

Fiorenzo Magni è stato un gran ciclista, un campione, è stato un uomo integro e coerente, è morto ieri all’età di novantadue anni in Brianza dove viveva dal dopoguerra e dove conduceva una avviata attività imprenditoriale.

Fiorenzo Magni è stato definito “Il terzo uomo” del ciclismo italiano, a tal proposito è uscito un libro di Auro Bulbarelli, corse nell’epoca di Coppi e Bartali, fu un discesista coraggioso al limite della temerarietà, dovette fronteggiare il poderoso duo che divideva gli italiani e le vittorie oscurando tutti.

Il ciclista Magni è ricordato per il suo ragguardevole palmares, il suo “bel carattere” e per la sua tempra.

Poteva annoverare Tre Giri d’Italia, l’ultimo vinto a trentacinque anni nel 1955 e soprattutto Tre Giri delle Fiandre consecutivi dal 1949 al 1951 che gli valsero il soprannome di “Leone delle Fiandre”.

Memorie dei tempi di Fossati (parte settima)

Terminato decorosamente il campionato, la società apprestò i quadri per la stagione 1983/84.

Sulla tolda di comando vi era sempre il generoso Renzo, apparentemente saldo al timone, accanto a lui Medio, Grasso, Vitali e Simoni, i piccoli azionisti ed il Coordinamento; questi ultimi due al solito pronti a passare dall’applauso ai fischi e basta sfogliare la storia del Genoa per vedere come, loro e molti veri genoani, abbiano sempre avuto la scaltrezza di farlo nei tempi opportuni e non senza un piccolo tornaconto.

 

Memorie dei tempi di Fossati (parte sesta)

Il campionato 1981/82 si concluse con la sofferta salvezza in quel di Napoli e nell’occasione nacque il solido gemellaggio che lega ancor oggi le due tifoserie; per la prima vola la Federazione aveva autorizzato la comparsa dello “sponsor” sulle maglie, il Genoa aveva stipulato un contratto con Seiko; il tesseramento dello “straniero”, il belga Vandereycken, aveva imposto misure finanziarie straordinarie e questo comporto un azzeramento del capitale sociale con conseguente ricapitalizzazione, scomparvero migliaia di piccoli azionisti.

Ricordi dei tempi di Fossati (parte quinta)

Renzo il generoso si presentò nell’estate del 1980 pimpante come non mai, teneva saldamente in mano la società, forte anche di un buon rapporto con il Coordinamento ovvero la Tifoseria Organizzata più “istituzionale” e tendenzialmente più “filogovernativa”; ben più movimentato era il rapporto con la Fossa Dei Grifoni ovvero la frangia più “calda” della Tifoseria Organizzata e tendenzialmente più propensa a “fancularlo” senza tanti minuetti.

La plusvalenza nata dal passaggio di Nela alla Roma  aveva dato il via alla campagna tesseramenti; in cambio del giocatore rossoblu erano giunti Vincenzo Romano, un aitante difensore noto per il suo fidanzamento con la giovane fanciulla di una nota famiglia circense, Leonardo Capezzuoli uno dei tanti signor nessuno del calcio messo a buon peso e Pasquale Iachini, una ala di valore proveniente da Brescia via Roma.

Memorie dei tempi di Fossati (Parte quarta)

Il Genoa si apprestò a disputare il campionato di serie B 1978/79, Sogliano sfrondò i quadri rimasero Ogliari, Berni, Rizzo, Damiani ed il portiere Girardi; il general manager con la consueta abilità piazzò tutti i giocatori in sopranumero portando Miano, Criscimanni e Corradini, Brilli, Coletta e Salvadè, Gorin e Boito. Il primo lotto era costituito da calciatori giovani e sicuramente di valore, valore purtroppo dimostrato ampiamente lontano da Genova, il secondo lotto da dimenticabili giocatori, il terzo da un uomo di grande carattere che diverrà una bandiera dando vita a “duelli” straordinari con tal Alviero Chiorri alfiere di quelli a righe e da un giovane che in proporzione al poco prezzo pagato rese molto di più di tanti altri. Alla fine del mercato Roberto Pruzzo venne ceduto alla Roma.

Memorie dei tempi di Fossati (Parte terza)

Il Genoa, dopo aver concluso campionato cadetto in vetta alla classifica, disputatò il torneo 1976/77 nella massima serie, il generoso Renzo venne avvicinato da emissari juventini di gran rango per trattare l’acquisto da parte dei subalpini di Roberto Pruzzo, il giovane centravanti che aveva già dato buona prova, si era reso protagonista assoluto della stagione trascorsa mettendo a segno 18 reti.

Ricordi dell’epoca di Fossati. (Parte seconda)

Il Genoa si classificò all’ultimo posto con 17 punti, perdendo le ultime sei gare; conquistare quattro punti avrebbe consentito di superare quelli a righe classificatisi penultimi che vennero ripescati in seguito, grazie alle decisioni della giustizia sportiva in merito ad alcuni illeciti.

Quando avevo l’occasione di essere portato al “Ferraris”, per me era un evento importante, l’eccezione non la regola,seguivo le partite sotto l’occhio vigile di Papà nella curvetta vicino ai distinti.

Ricordi dell’epoca di Fossati. (Parte prima)

Renzo Fossati è stato presente nel Genoa per decenni, come socio, come amministratore unico nel 1969, come presidente dal 1974; era un uomo spigoloso, dotato di un gran pelo sullo stomaco che governò la società con piglio ruvido, diverso nello stile e nella sostanza dal Signor Berrino il quale era criticabilissimo per certe scelte, ma era uomo e galantuomo, più di tutti suoi successori.

Fossati per i genoani ha segnato una epoca, lo ha fatto anche per i genoani come me, nati negli anni sessanta quando chi era ben più grandicello “ascoltava i Beatles ed i Rolling Stones” come il protagonista di una canzone in voga allora.