Il supporter

LE PLUSPAGELLE DI BECCIONI

In un weekend senza Serie A il bravo tifoso del Grifone non va in montagna con la fidanzata (specie se è un puttaniere come me), né alla sagra del Trogolone di Bosco. Il vero genoano si chiude in casa con una bottiglia di Jura e si guarda la nostra meglio gioventù, i pezzi pregiati della Cantera e quelli pescati dai raffinati intenditori. Sperando che possano diventare prima possibile succose plusvalenze che ci renderanno ancora più forti. Perché vendendo Polenta a Primavera, ti puoi permettere un Jorquera.
Ecco le pluspagelle del fine settimana.

PERIN: Il ragazzo del Piper, con il ciuffo anni Sessanta, sogna di ripercorrere le gesta del suo amico Faraone, che da Padova spiccò il volo verso Milano senza tornare al Via. Partita non difficile, con qualche titubanza, specie nel finale, quando il Brescia cercava il pari. Corta respinta su cross di Zambelli che poteva risultare decisiva. Chissà se mai lo rivedrem. Plusvalenza: Vivianica.

IN SILENZIO E SENZA TURNOVER, PLEASE!

Se vinciamo anche questa, sarà dura rispettare il fioretto.
Stare zitti indubbiamente porta bene e già il fatto che io sia scaramantico aiuta.
Lo so, lo so; in molti vorrebbero sentire la mia voce da usignolo intinto nel rum. Potrei cantarvi melodie, stupirvi con una “Vegnivan quattro a quattro” dizionata perfetta (con accento vagamente tigullino) o arrangiare in chiave rock le irriverenti parodie dei Red & Blue Oyster Cult, band di Ponte Carrega, Tennessee,

IL FEUILLETON DI FERRAGOSTO: "REVELLERA E IL GRANDE ESEMPIO"

Ho acquistato Revellera.
Non è stata una trattativa facile.
Sul piatto in principio non avevo messo soldi.
Il mio obiettivo era quello di scambiarlo con un giocatore di mia proprietà.
Lazzerini vale certamente più di un giovane di belle speranze come Josè Revellera, ma ha un contratto annuale oneroso e liberarmene avrebbe dato il via a una politica di risparmio di cui a lungo andare si sarebbero visti i frutti.
A me il ritorno in massima serie del Genoa ha fatto bene.
Da tifoso, imito.
Da imprenditore, pure.
Depistiamo parlando di spettacolo, edulcoriamo con la trazione anteriore, sbalordiamo con l’acquistone a rate dell’ultimo giorno. Fulmineo come un temporale d’agosto. Si potrà sempre parlare dell’afa.

IL CALENDARIO DI FRA' BECCIONI (SENZA RITORNO)

Solo un genio del bene poteva regalare al Grifone un inizio di campionato 2011/2012 del genere. Me lo vedo a cristalli liquidi il cupido della FIGC scagliare le sue frecce infuocate contro il nostro impavido leader maximo: "fate incontrare al Genoa subito Napoli e Lazio, onde evitare tentazioni...".

IL LONFO GENOANO E IL CALCIOLETARGO

Il tifoso genoano dovrebbe prendere esempio dal lonfo. Un animale saggio, tignoso e ribelle, ma allo stesso tempo accomodante con chi lo sa trattare. Una creatura che riconosce i propri simili e li provoca, come rito iniziale per arrogarsi il diritto di averli come amici.

MALE O SANI ?

MALE perché è l’allenatore più incostante d’Italia.
SANI perché quest’anno sarà un po’ più Constant.
MALE perché i finali di stagione non sono il suo forte.
SANI perché è proprio quel che piace a Preziosi.
MALE perché Ballardini meritava una chance
SANI perché non meritavamo il ritorno del Gasp MALE perché non fa una preparazione estiva dal 1999
SANI perché la faranno Pilati e Trucchi anche quest’anno
MALE perché ha il contratto di un solo anno
SANI perché probabilmente non lo sfrutterà nemmeno tutto
MALE non è mai stato un aziendalista
SANI gli anni passano per tutti
MALE dice che è la sua grande occasione
SANI i saldi non sono sempre le migliori occasione
MALE le sue difese spesso traballano
SANI se i giovani sono Acerbi, ci penserà Kaladze

ALTRO CHE CALCIOSCOMMESSE...ECCO COME HO VINTO 7 MILIONI IN DUE ANNI!

La gente in giro ha saputo.
Mi fermano per strada, e non per chiedermi un euro o per vendermi kleenex, hashish o una copia de “La torre di Guardia”. Il salumiere ha parlato, dal tabaccaio è argomento pubblico. Perfino la vicina di casa, che non mi salutava dal dicembre 2006, per via di quel ficus benjamin sul pianerottolo che rendeva difficoltoso l’ingresso in casa mia di due corpi abbracciati, finito accidentalmente come l’anarchico Pinelli fuori dalla finestra, mi sorride maliziosa.

Ormai lo sanno tutti che in due anni ho vinto sette milioni di euro con le scommesse del calcio.

UNA GITA A...SAN MICHELE EXTRA

Che cazzo c’è di Extra in questo posto umido e giallastro, in cui la sterpaglia di fiume si confonde col primo asfalto della città, dove l’Adige racconta storie ordinarie e, se gli si può perdonare di non saper mormorare come il cugino Piave, non lo si deve biasimare quando fa partire qualche scorreggia di fabbrica inquinata. La colpa è di chi non si ricorda più di avere memoria.

Io, invece, mi ricordo.
Mi ricordo di Toni Lonardi. Un signore.
La mia prima partita al Ferraris. Genoa-Ravenna, primavera 1970.
Toni parò il parabile, Turone segnò su rigore. Un mese prima della crociera-crociata in Sardegna.
Mi ricordo anche di Mariolino Corso, che saltava su una gamba come in una canzone di Paolo Conte.
Ma erano altri tempi.
San Michele Extra era tutta campagna.
Ora fa schifo.
E io non voglio che vinca l’uomo cinico.
Fanculo al cinismo!

IL MISTERO DEL MISTER E I SUOI PROFILI

Come ogni anno, il Genoa targato Giochi Preziosi che da aprile a maggio ha ben poco da sferragliar calze, si presta alle voci di mercato e alimenta Listoni-Giordano che fanno sorridere i procuratori, sobbalzare le tazzine del caffè al bar, indignare società, sprecare ricariche telefoniche ai direttori sportivi, sognare il tifoso comune e indurre in tentazione il livoroso, senza peraltro liberarlo dal male.

Quest’anno però abbiamo la novità: il nome più gettonato non è più quello di un fantomatico divoratore di asado e di gol o quello di un tappabuchi lusitan-carioca sentimentale e timorato di dio, non si parla di prestiti con diritti di rinscatolamento o di plusdolenze.
Nella gialla primavera grifona 2011, va di moda il mistero del mister.

LA LEZIONE ORALE DELLO 007 FEDERALE

Lo 007 federale era seduto di fianco a me e non prendeva appunti.

Neanche dopo la palomba portoghese di David Di Michele, gli era saltata la fregola.
Evidentemente aveva avuto tutte le assicurazioni del caso prima del match.
E’ uno sgamato che i lavori sporchi li lascia ai coglionazzi che sognano di fare carriera e finiscono presto a libro paga di Galliani o Tronchetti Provera. Conosce le premiate pollerie e, come i mangiafuoco del circo pallone, uno striscione del cazzo o un coro “mandiamoli in B” lo scalfisce come l’unghia di una escort sulla schiena.